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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

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Il comodino solitario

C’era una volta un vecchio comodino di legno, giustamente orgoglioso della posizione che da tempo immemorabile occupava in quella cameretta piena di fiori, che la tenue luce delle candele rischiarava e le più esotiche fragranze profumavano.

Nulla sembrava mancare perché lenta e tranquilla scorresse la sua vita ma, ahimè, la sua pace era scomparsa il giorno in cui la Dama della cameretta gli aveva imposto, senza nemmeno chiedergli cosa ne pensasse, di coabitare con una compagnia di statuine e pupazzetti a cui sembrava,perché poi,santo Cielo? molto affezionata. Il comodino, che come tutti i vecchi mobili era piuttosto riservato e conformista, avvertì un’immediata fortissima antipatia per “la masnada”: eccentrici, chiassosi, svitati, incarnavano alla perfezione tutto ciò che per lui era assolutamente insopportabile; ma proviamo un po’ ad entrare nei suoi pensieri: “Come potrò mai dedicarmi alle mie predilette meditazioni sull’origine e le cause prime dell’universo mondo con questo strazio continuo ai miei timpani?

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Giuseppa Sozzolina

una fiaba da “sentire” con tutti e 5 i sensi! Giuseppa è una bambina,la chiamano Sozzolinanon si vuole mai lavaremani e piedi fa puzzare.Rotolò su un prato verdesu erbe e fiori si distende.Sozzolina non è… 

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La maschera di Rasia

In lontananza riecheggiavano la musica dei carri mascherati, i bambini passavano davanti alla casa di Rasia, con i loro costumi carnevaleschi, maschere tradizionali e non, sfilavano allegre, ma Rasia non aveva nessuna voglia di mascherarsi, a che scopo poi, tutti giorni essa portava una maschera, forse non era colorata ne di cartone, era una maschera che celava il dolore straziante della sua anima.

La sua casa era una delle più antiche della cittadina, non era in centro ma ne anche in campagna, l’aveva costruita il padre del padre di suo padre, e lei c’abitava da sempre, vi era rimasta anche dopo il matrimonio; quel giorno fu il più felice per Rasia, e anche i giorni che seguirono furono magnifici, finché…

Finché suo padre e il marito decisero di far una sorpresa al lei a sua madre, poiché non avevano fatto il viaggio di nozze e si stava anche avvicinando l’anniversario  dei suoi genitori, i due uomini decisero di organizzare un viaggio unico, in India.

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Un treno fantasma

OSSERVANDO LE IMMAGINI DI MONET INVENTO…

Era un triste pomeriggio estivo. Un treno fantasma fa lo stesso percorso a giorni alterni sul vecchio ponte sempre alla stessa ora: alle 16:00 in punto. Ma cosa trasportava? Non era certo, ma si credeva che trasportava bambini capitati da quelle parti… E quei bambini non tornavano più a casa… Infatti, da cinque anni scomparivano bambini a giorni alterni. Una volta scomparve il figlio del detective. Quel giorno il detective decise di fermare per sempre il treno fantasma. Quel detective ve si chiamava Jack.

Jack fece molte ricerche in Internet, tutte dicevano che era orribile, dei bambini scomparsi… Tutte cose che Jack sapeva. Finalmente trovò una ricerca che diceva:” davanti al treno si vede sempre una giovane donna molto malinconica. Sembra una donna ricca, giudicare dagli abiti”. Questo Jack non lo sapeva, ma non bastava. La ricerca, però, diceva anche:” il treno viaggia dal 25 dicembre 2005”.

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Fiore e la regina luna (seconda parte)

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Le scarpette d’argento di Fiore si posarono sul morbido tappeto di trifoglio, la leggera brezza proveniente dal lago incantato fece fluttuare ancora gli abiti d’organza e seta della bambina; Fiore fece scorrere lo sguardo su ciò che la circondava, tutto era come le aveva raccontato Filù, i giunchi, i loti e le canne di bambù ondulavano dolcemente e le ninfee ondeggiavano placidamente sulle calme acque del lago, sentierini circondati da steccati ricoperte di campanule bianche portavano alle case degli gnomi, e degli elfi, al centro del lago un isola non tanto grande con una grande quercia, a Fiore sembrò immensa, il suo tronco era talmente grosso che ci sarebbe voluto tutto il suo villaggio e forse più per abbracciarlo, i suoi rami s’innalzavano verso il cielo immensi e maestosi, e da terra si potevano vedere solo i rami più bassi, le sue radici penetravano nella terra dell’isola imprigionandola interamente, ai piedi della grande quercia, proprio in mezzo a due grandi radici vi stava un castello, dunque era quella la dimora della regina luna, pensò Fiore, mentre con lo sguardo ammirava il castello.

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Primo amore

Ti cerco nel frastuono festoso
di grandi e piccini
tra piumini e zainetti di mille colori
ed ombrelli che si apron di scatto
coprendo visetti dal naso arrossato
dal freddo pungente.
-Mamma son qui!-
mi dici arrivando di corsa
e guardandomi col solito sorriso furbetto.

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Fiore e la regina luna (prima parte)

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Fiore era una bambina assai graziosa , vispa e intelligente , dai grandi occhi azzurri, un po’ sognatori, e dai capelli ricciolini e dorati. Fiore abitava in un paese assai carino, dalle case dai tetti rossi, dai muri bianchi, e dalle persiane verdi, il paese si chiamava: “Non so”, questo nome era dovuto alla risposta ricorrente della gente, infatti, a ogni domanda rispondevano con un “non so”.

A Fiore questa risposta non piaceva, avrebbe voluto sapere il nome dei fiori e delle cose, ma di rado c’era una risposta diversa, sembrava che nessuno sapesse niente, la bambina aveva saputo che forse al di là del bosco “non so” c’era una donna che sapeva tutto, ma naturalmente nessuno ne conosceva il nome.

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La Rosa

Tanto tempo fa, quando l’eternità faceva ancora carezze alla terra, c’era una rosa rossa. Regnava da millenni in un incantevole castello di fiocchi di neve posto su un’altissima montagna. La sala del trono era immensa… 

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Cappuccetto Rosso … a sorpresa!

Il racconto di Cappuccetto Rosso con un finale.. a sorpresa. Viva la mamma e abbasso i cacciatori! Trovate la versione originale qui:– versione dei fratelli Grimm;– versione di Perrault;– l’audio fiaba di Walter.   

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Clipper il delfino bianco

C’era una volta nel meraviglioso Regno dei Mari, un bellissimo delfino bianco dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Clipper.
Animo nobile e idealista, altruista e vivace, era lui dalla nascita, col candore abbacinante delle sue capriole, briose e scattanti, a portare luce e gioia all’Oceano intero: creatura pacifica e solare.

Ma un giorno, uscendo adagio dal proprio rifugio, accorgendosi di botto di come lentamente il suo dorso stesse perdendo la propria lucentezza sgranò gli occhi stranito “Il mio colore?! Ma cosa?!”

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La chiave dei desideri

Abbiamo lasciato i nostri eroi a festeggiare la vittoria su Macchianera ed a godersi la laurea ad honorem in  Magia antinquinamento , distesi sul prato verde smeraldo davanti al bosco, ancora annerito e un po’ asfittico, ma in via di guarigione.                        

Il vecchio Phlippus, ancora commosso dalle gesta dei tre maghetti, si godeva la scena con un sorriso compiaciuto, nascosto sotto i baffoni bianchi.

Costanza però cercava ancora qualcosa, girava lo sguardo inquieto allargando il raggio d’azione fino alla cerchia dei cortigiani in festa e degli gnomi verdi, intenti a cucinare misteriosi manicaretti a base di fughi porcini, fettuccine all’uovo, e supplì croccanti.

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Il mare sa cantare

Una linea blu che bacia l’azzurro del cielo. E’ il mare. Un’immensità liquida dalle tonalità cobalto e poi indaco, smeraldo e azzurro. Spruzzi di spuma bianca accompagnano le onde, talora gentili che accarezzano, altre volte forti che schiaffeggiano o violenti che travolgono.

Ha carattere il mare: impetuoso, irascibile, cattivo e poi, come un amante pentito, dolce, carezzevole, morbido e caldo.

Un alito di vento già gli fa cambiare colore, una brezza lo increspa, una folata lo gonfia e lui ridiventa furioso, rabbioso, incontenibile.

Nero come la sua anima, in un attimo tutto travolge, tutto disperde, ingoia e sbriciola  ributtando gli avanzi della sua ira sulle spiagge.