Tutte le fiabe che parlano di "uguaglianza"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "uguaglianza", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Il soldatino bionico
C’era una volta un soldatino di nome Billy che è stato regalato a un bambino di nome Tom il giorno di natale da suo nonno.
Il nonno di Tom “Auguri di buon natale Tom questo regalo speciale è per te, apparteneva a me quando ero bambino come te!!” Tom scarta il regalo e apre la scatola dall’aspetto antico ma ben tenuto. Era un bellissimo soldatino di legno. Tom fu molto contento del regalo, lui ama i soldatini né ha una colezione bellissima.
Tom: “Grazie nonno è bellissimo lo metterò insieme agli altri soldatini così può fare amicizia con gli altri miei amici soldatini!!”
Tom aveva molta fantasia amava parlare con i suoi giocattoli. Il Soldatino Billy si sentiva solo in quella stanza, non conosceva nessuno, era tutti soldatini belli e forti ma lui non si perse d’animo e cominciò a provare a fare amicizia con loro.
Il bizzarro paese
C’era un Paese in cui le auto costavano in base alle prestazioni che erano in grado di fornire; se andavano veloci costavano un tot, se avevano la carrozzeria pregiata un tal’altro, se consentivano di azionare i vetri in modo automatico, erano addirittura considerate un privilegio.
C’erano auto che era impossibile trovare sul mercato da tanto erano prese d’assalto dalla gente; c e n’erano alcune che ognuno avrebbe fatto carte false pur di avere per sè e che facevano impazzire gli operai, costretti dalle elevatissime richieste a frenetiche giornate di extra lavoro in fabbrica.
Quando i fortunati scorrazzavano per la contrada con l’auto nuova di pacca, segnalata dal vermiglio acceso della carrozzeria lucentissima, era tutto un commento di favore e invidia: “To, hai visto Ernesto, con la VX nuova? chissà come avrà fatto a comprarla! vedi tu se anche io il prossimo anno non me ne compro una, addirittura più bella!” e a seguire un coro di appunti rancorosi e astiosi.
Miklós, il rondinino blu
Nella Baviera affrescata dalla festante primavera, viveva nei boschi fioriti, una comunità di rondini che, a ridosso del grande ruscello, conducevano la loro pacifica vita.
Il sole mite e bonario accompagnava, spensieratamente, le loro giornate trascorse tra voli a planare su prati brulicanti di margheritine, e sornioni riposini su ramoscelli verdeggianti cullati dal vento.
Miklós era un rondinino vispo e intelligente, diverso da tutti gli altri piccoli; infatti, a differenza delle altre rondini, lui era interamente blu.
Questa particolare colorazione non gli aveva creato, fino allora, alcun problema; socializzava facilmente con gli altri rondinini ed era ben accetto dall’intera comunità.
La pazienza del popolo: a tirar troppo la corda…
C’era una volta un regno dove la legge era uguale per tutti, ma c’era anche un uomo molto ricco che non si sentiva uguale a tutti gli altri.
Allora andò nelle piazze del regno a dire che non era giusto che un ricco per andare davanti al giudice facesse la stessa strada del povero.
Il popolo ascoltò le sue parole, e si disse d’accordo.
Così da quel momento furono costruite due strade, una disadorna e semplice per i poveri, l’altra fastosa e comoda per i ricchi.
Ma il ricco non era soddisfatto di quella richiesta disse: non è giusto che un ricco si siede sullo stesso scranno del povero, il suo deve essere più alto e più consono alla sua persona. Andò nelle piazze a predicare questa nuova richiesta. Il popolo lo ascoltò e gli diede ragione.
Così da quel momento furono fabbricati due scranni, uno piccolo e disadorno per i poveri, l’altro alto e fastoso per i ricchi. Ma il ricco non era contento di quella distinzione, e disse: non è giusto che con lo stesso codice penale si giudichi il ricco e il povero. Andò in tutte le piazze e convinse il popolo ad adottare due codici, uno severo e duro per i poveri, l’altro blando e leggero per i ricchi.









