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Tutte le fiabe che parlano di "tempo"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "tempo", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

spiaggia senza tempo

Una spiaggia senza tempo

Adesso chiudi gli occhi e prova a immaginare una spiaggia, immagina il calore del mezzogiorno, immagina la sabbia che sembra dorata sotto i raggi del sole d’estate, immagina il suono delicato delle onde instancabili che… 

orologio clessidra

L’orologio e la clessidra

C’era una volta, in un paesino innevato, un imponente campanile. Su questo campanile, vi era posto un grandissimo orologio; il quale segnava le ore, i minuti e i secondi. L’orologio era ben consapevole della sua… 

hope faith

Hope & Faith

Il suo nome era Rabbia, era la più grande di tre fratelli. Gli altri due più piccolini erano Rancore e Disperazione. Vita difficile la loro, cresciuti soli, allontanati da tutti. Non c’era un perché o… 

donami il tuo tempo papa

Donami il tuo tempo papà

Le corse a lavorare. Poco tempo per conversare, io una cosa ti vorrei dire, questi momenti non lasciamo scappare donami i il tuo tempo papà, il tempo che è prezioso, il tempo che è denaro. Il… 

paese sorriso

Il paese del sorriso

C’era una volta un paese incantato dove la vita scorreva in maniera inusuale: tutti gli abitanti andavano perfettamente d’accordo tra loro, nessuno criticava l’altro. Un giorno uno straniero triste di nome Tristoforo giunse in quel… 

la banca del tempo

La Banca del Tempo

C’era una volta, in un tempo lontano ma forse neanche troppo, una Banca del Tempo. In essa operava un signore gentile, dalla chioma ormai canuta e gli occhi color del cielo quando è limpido, egli… 

lestate sta finendo

L’estate sta finendo

L’estate sta finendo e i momenti in riva al mare rimangon solo dei dolci ricordi indelebili impressi nella nostra mente. Le onde del mare, come una sirena aggrappata ad uno scoglio, fluttuan una soave melodia… 

le stagioni secondo emanuele

Le Stagioni secondo Emanuele

In una città dei giorni nostri si trovava un giovane ragazzo di nome Emanuele,che ogni cosa con i suoi occhi la vedeva nel modo semplice,non cresceva mai nel cuore,amava come sempre vedere tutto con semplicità… 

famiglia-chiavi

La famiglia delle chiavi

C’era una volta….

un bel mazzo di chiavi appeso a una gran bella serratura bronzata. Quest’ultima impreziosiva una imponente porta di legno massello, tutta intarsiata e con la maniglia di ottone.

Il mazzo di chiavi, nel tempo, come capita a tutte le famiglie, era cresciuto e si era ampliato.

C’era la chiave della porta, il capofamiglia, e la chiave della cantina, la madre.

Poi c’era la chiave dell’auto, il figlio maggiore, e la chiave della cassetta postale, la figlia minore.

Tutti assieme formavano una gran bella e unita famiglia – da sempre essa viveva felice e da sempre non aveva mai avuto grattacapi.

Ma come accade in tutte le famiglie, un bel dì, il problema bussò alla porta: la figlia minore, inserendosi nella serratura della cassetta postale, nel modo di aprire quest’ultima, si piegò in due – che gran dolore che ebbe mamma chiave!

vecchio-tarma

Il vecchio e la tarma

C’era una volta un anziano signore piuttosto vanitoso, che trascorreva il suo tempo libero ad acquistare vestiti, spendendo così tutti i suoi risparmi.

Il signore rimaneva imbambolato per ore davanti alle vetrine e quando decideva di comprare, si trastullava pensando al giorno in cui avrebbe passeggiato per la città indossando i vestiti nuovi e pavoneggiandosi, ammirato da tutti. Il signore trascorreva così tutte le sue giornate, dimentico di chi gli stava intorno.

“Nonno mi compri un gelato?” gli chiedeva qualche volta Tommaso, il suo nipotino di 7 anni.

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Il tempo rinchiuso in una bolla di sapone

C’era una volta il tempo rinchiuso in una bolla di sapone. Per essere più precisi, si trattava di un frammento di tempo che, per incanto, è stato rinchiuso in una bolla di sapone. Ma questo già fa parte della storia che sto per raccontarvi.

Io, Cuniberto, di anni ottantacinque, all’epoca ne avevo sette di anni, troppi per giocare con i miei due fratelli mocciosi di due e quattro anni, e pochi per giocare con
mio cugino Lodovico, che ne aveva quattordici. Come fa uno a chiamarsi Cuniberto o Lodovico, vi domanderete di sicuro voi che vi chiamate: Bryan, Nicole, Asia o Vivien?

Beh, erano altri tempi. Le madri davano il nome ai figli seguendo una nota abitudine familiare: il figlio prendeva sempre il nome del nonno, la figlia quello della nonna e poi: “te lo tieni per tutta la vita”. Mi chiamavano Cuni, e il mio nome mi piaceva.

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Pioggia, Sole e Arcobalena

Un giorno, nella lontana Irlanda, una donna stupenda di nome Pioggia incontrò un bravissimo pittore di nome Sole.

Fu un colpo di fulmine tra di loro, così si sposarono e diedero alla luce una bambina di nome Arcobalena. Arcobalena era una ragazza bellissima, con dei capelli celesti come il cielo e come i suoi occhi.

Il padre e la madre, alla sua nascita, le regalarono un vestito cucito da Pioggia e colorato da Sole con i colori più belli del mondo: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola.

Arcobalena crebbe bella e sana, ed era così bella da incantare tutti quelli che incontrava. Quando correva, il suo lunghissimo vestito si alzava in aria, e sembrava che la ragazza avesse una coda così bella da fare invidia al più bello dei pavoni.