05Giu
2015

Le Stagioni secondo Emanuele

Fiaba di: Emanuele Guazzo

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La fiaba

In una città dei giorni nostri si trovava un giovane ragazzo di nome Emanuele,che ogni cosa con i suoi occhi la vedeva nel modo semplice,non cresceva mai nel cuore,amava come sempre vedere tutto con semplicità con gli occhi di un bambino.

Emanuele era speciale,diverso da tutti gli altri bambini.

Tra le sue più grandi passione c’è sempre stato l’Autunno.

Il ragazzo appena di 22 anni,chiuse gli occhi per concedersi alla sua fantasia, ma fu lì che incomincio un viaggio nelle sue stagioni preferite.

Incominciò senza saper distinguere la meta ben precisa, tanto che ad un tratto si trovo in un bosco pieno di stravaganti colori, tanto che impazziva nel vederli, si sentiva in così felice che neppure poteva definire la sua storia, si avvicinò allora a lui un vecchio,vestito con un giaccone con un bottone rosso, vide che Emanuele aveva freddo, quel freddo così diverso, quel freddo così leggero, che un alito di vento subito cambia…

Allora Emanuele si voltò, fu allora che disse “vecchio, chi siete?”.

Il vecchio gli offrì, un piccolo maglione di lana, lo invitò a sedersi e gli raccontò una piccola storia…

Gli raccontò dei tempi passati, di tutte le emozioni, dove tutti gli uomini che passavano, sempre certamente invecchiavano.

Fu allora che Emanuele riuscì a intuire questo strano mistero…

Ripetendo allora “vecchio, siete forse l’Autunno?”.

Il vecchio si voltò verso di lui, dicendo: “sono quello nella culla lì in fondo, vedi quella luce? valle incontro, troverai certamente il mio vero volto”.

Emanuele incuriosito andò. Vide allora tutte le stagioni dell’Anno, si rese conto che tutte avevano ricordi, emozioni di ogni genere … ognuna prendeva poco del tempo di ciascuna persona.

L’Autunno si rivelò, bambino in pochi mesi, vecchio in pochi giorni, moriva così come le stagioni di una finta morte, ma nasceva nuovamente dimenticando i vecchi ricordi, ma lasciandoli in un cassetto per chi vuole leggerli.

Ecco che il suo volto apparve come quello di un bambino, fatto di rami, era coperto di foglie piccole come se fossero piccoli peli, le sue mani erano radici quasi a forma delle dita, i suoi occhi avevano il colore della zucca, i suoi capelli erano insignificanti, fatti di erbacce secche.

Ecco che subito il bambino mi parlò “Emanuele figlio mio, guarda chi c’è”.

Comparve la Primavera.

Piccola, giovane piena di colori. I suoi occhi colore delle ciliegie, le sue mani colorate di colori, il suo odore fatto di piogge della prima stagione, era fantastica, un bambino con capelli fatti di fiore. Emanuele non l’aveva mai visto..il suo corpicino, ricoperto di piccoli girasoli.

Allora si intromise l’estate, rispose: “Io sono bella, sai? sono la stagione migliore, tu con me vai al mare, il mio viso è fatto di sabbia, il mio corpo mi da sempre calore ,i miei occhi sono azzurri come il mare. Durante la notte ti dono l’ebbrezza autunnale”, ma subito durante questo battibeccare si intromise l’Inverno.

“Taci, con me cadono le foglie, con me l’Autunno è coperto dalla neve, l’estate è solo un miraggio”.

Rispose Emanuele: “devo andare”, lasciando che le stagioni continuassero a susseguirsi tra di loro, come il tempo che battibecca. Diventa difficile viverle, ma aprendo gli occhi capì, che le stagioni erano sulla Terra.

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