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Tutte le fiabe che parlano di "tartaruga"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "tartaruga", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La tartaruga e la lepre // Audio fiaba

Favola tratta dal racconto di Esopo, raccontata da Alessandra.

Un giorno una lepre e una tartaruga decisero di fare una gara di corsa.

La lepre pregustava già la vittoria, così dopo essere partita ed aver distanziato la tartaruga di parecchi metri, decise di fermarsi a riposare perché tanto sapeva di essere in vantaggio e che la tartaruga non l’avrebbe mai raggiunta.

Perciò si addormentò e dormì per parecchie ore.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.

La tartaruga e la lepre // Audio fiaba

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L’ufficio delle tartarughe

Aurora era curiosa di vedere dove lavorava la sua mamma e così un giorno il suo papà disse “Domani andremo a fare visita alla mamma in ufficio!”.

Aurora era molto felice anche perché nello stesso ufficio lavorava anche la zia e così avrebbe potuto salutare entrambe.

Lo raccontò subito alla sua amica tartaruga, un bel pupazzo che si portava sempre con lei e che aveva chiamato Dolly.

Quella sera, prima di addormentarsi, se la mise vicino al cuscino come era solita fare e guardandola disse “Pensa che ridere se esistesse un ufficio fatto di tartarughe come te Dolly! ” poi ridacchiando spense la luce e Dolly, che ascoltava sempre la sua amica, pensò di farle vivere un’avventura davvero fantastica…

L’ufficio delle tartarughe

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Il signor Tartaruga

Che cosa si può fare quando in cucina è finito l’olio? Il signor Tartaruga aveva frugato invano in tutti gli angoli della casa. Brontolò, imprecò e alla fine fu costretto ad andare dal suo vicino, il Cinghiale.

Gli agitò sul muso una zucca vuota che usava come recipiente e, con un sorriso affabile gli disse:

“ ti prego, Cinghiale, dammi un po’ d’olio”.

Il Cinghiale, diffidente, agrottò la fronte e squadrò l’intruso.

“Amico mio a cosa ti serve quest’olio?

Il signor Tartaruga

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La tartaruga

Di anni ne aveva parecchi: era un vecchio maschio cattivo ed irascibile.

Portava sulla corazza i segni di cento battaglie combattute e vinte.

Ma neppure la sconfitta degli avversari gli aveva mai dato un attimo di gioia. Combatteva ed uccide­va solo per sfogare la propria rabbia di esistere.

Odiava gli altri perché odiava se stesso.

Ed odiava la vita: nei pochi momenti in cui non era pericoloso e gli si poteva parlare, alcuni animaletti del bosco avevano cercato di convincerlo che la vita è bella e vale la pena di viverla.

La tartaruga

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Alberto e la tartarughina

“37, 37, 37…”. Alberto continua a ripetersi nella mente il numero TRENTASETTE: sono i giorni che mancano al termine dell’anno scolastico.

Uscito come al solito a fatica dal letto e poi, ancora a fatica, dal bagno e infine da casa, sta andando a scuola, anche in questo mattino di aprile, stranamente gelido. La mamma, proprio per quel freddo, lo aveva obbligato a mettersi il cappello.

Alberto cammina adagio e ripete quel numero per consolarsi un po’.

In un prato vicino al fosso, lungo il tragitto, si ferma di scatto. Aveva sentito un lamento da dietro un cespuglio.

Si avvicina e vede un esserino che sta piangendo. Pare una tartaruga, ma ha qualcosa di strano: è  senza corazza.

Alberto non aveva mai visto una tartaruga così. E lui di animali se ne intende. Sono infatti la sua vera passione. Film, documentari, figurine, libri illustrati: se trattano di animali, attirano la sua curiosità, altrimenti li guarda un attimo e poi si mette a fare altro.

Mai aveva visto una tartaruga senza corazza.

Alberto e la tartarughina

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Le avventure di Verdina la tartarughina

C’erano mille e più di una tartaruga a navigare lente, lente nell’acqua di una pozzanghera.

Loro erano piccine e salivano su e poi scendevano dalle piccole montagnole di rocce sull’asfalto. Era il sistema marino intero ricreatosi così di botto nelle mia città, sull’asfalto nero e bianco loro avevano trasportato la loro famigliola al completo, numerosissima.

Tutti i parenti prossimi e lontani erano lì, nella pozzanghera. Fu in un giorno di pioggia che il mare s’ingrandì così tanto e immensamente che le onde trasbordarono fuori oltre la riva, mangiando tutto quello che trovavano sul loro cammino. Il mare s’era arrabbiato e tutta la sua furia usciva fuori e tutti si misero a scappare via più in fretta possibile.

Le avventure di Verdina la tartarughina