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Tutte le fiabe che parlano di "pioggia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "pioggia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La quercia del Tasso

Il tasso nel bosco ha una quercia, ove riposa, quando, va
a spasso; che sballo che sballo il tasso.

Se piove non ha ombrello,
rincorre, le gocce, per trovare la quercia, di fronda in fronda,
la quercia gronda.

Il tasso è più pigro,che lasso, più
di un ghiro dorme, al ripario russa, che sballo, che strazio,
il tasso.

Sbadiglia, si accapiglia, un spavento piglia,se nota, un
ombra che si impiglia, che sballo,che spasso Il tasso.

La quercia del Tasso

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Pioggia, Sole e Arcobalena

Un giorno, nella lontana Irlanda, una donna stupenda di nome Pioggia incontrò un bravissimo pittore di nome Sole.

Fu un colpo di fulmine tra di loro, così si sposarono e diedero alla luce una bambina di nome Arcobalena. Arcobalena era una ragazza bellissima, con dei capelli celesti come il cielo e come i suoi occhi.

Il padre e la madre, alla sua nascita, le regalarono un vestito cucito da Pioggia e colorato da Sole con i colori più belli del mondo: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola.

Arcobalena crebbe bella e sana, ed era così bella da incantare tutti quelli che incontrava. Quando correva, il suo lunghissimo vestito si alzava in aria, e sembrava che la ragazza avesse una coda così bella da fare invidia al più bello dei pavoni.

Pioggia, Sole e Arcobalena

tanka

Tanka

Gocce di pioggia,riflesso di colorinell’infinito, raccontano ai ramifiabe e ninna nanne.

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La pensilina a pois

Ci troviamo la mattina , sotto casa un po’ più là,
per il nostro appuntamento, alla pensilina a “pois”
Non c’importa se c’è il sole o vien giù un acquazzone,
sia col gelo e sia col vento…siamo pronte ad ogni evento!

La Lulù porta l’ombrello, Serenella un bel cappello,
poi Mariù alla borsetta lega sempre un grande fiocco.
Si va in giro allegramente, raccontando tante storie,
lo facciamo con le rime, con le note e coi colori.

La pensilina a pois

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La storia delle nuvolette

Perchè piove?

Se alzi la testa, guardi su nel cielo vedi tante nuvolette, sono bianche morbide…

Sembrano cuscini di merletti soffici sono tutti in fila come pecorelle al gregge, col pancino gonfio di goccioline d’acqua, il vento le trasporta da una parte all’altra, cullandole.

Si tengono per mano perchè hanno paura di cadere giù.

Dormono e bevono tè tutto il giorno, sono allegre e giocano tutte insieme.

La storia delle nuvolette

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Celestino Mingherlino e l’omino del Tempo

Già da una settimana sul bosco cadeva una pioggerella incessante e malata, di quelle che impregnano l’aria di umido, un umidiccio fastidioso che ti si insinua nelle ossa e ti fa venire tutti gli acciacchi.

Celestino Mingherlino si sentiva così, stanco, malaticcio e acciaccato.

Era un po’ preoccupato, lui sempre così arzillo e allegro e scattante, si ritrovava col mal di schiena e con uno strano umore sospeso tra la pigrizia e la noia: cominciava le cose e le lasciava a metà, andava alla finestra, andava a fare la pipì, tornava in salotto, si sedeva, si alzava, intrappolato in un’impazienza che non esplodeva in nulla di creativo.

Le settimane successive fu anche peggio: la pioggia si alternava ad acquazzoni violenti, con certi fulminacci e certi tuoni che ti facevano sobbalzare da sotto uno spesso strato di coperte, proprio mentre eri lì lì per cascare nel sonno.

Celestino Mingherlino e l’omino del Tempo

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La nuvola e la duna

Racconto popolare rielaborato da Paulo Coelho.

Una nuvola giovane giovane (ma è risaputo, la vita delle nuvole è breve e movimentata) faceva la sua prima cavalcata nei cieli, con un branco di nuvoloni gonfi e bizzarri. Quando passarono  sul grande deserto del Sahara, la altre nuvole, più esperte, la incitarono: “Corri, corri, se ti fermi qui sei perduta”. La nuvola però era curiosa, come tutti i giovani, e si lasciò scivolare in fondo al branco delle nuvole, così simili ad una mandria di bisonti sgroppanti.

“Cosa fai? Muoviti!” le ringhiò da dietro il vento. La nuvoletta però aveva visto le dune di sabbia dorata: uno spettacolo affascinante….. e planò leggera leggera. Le  dune sembravano nuvole d’oro accarezzate dal vento. Una di esse le sorrise. “Ciao”,  le disse. Era una duna molto graziosa, appena formata dal vento, che le scompigliava la luccicante chioma. “Ciao. Io mi chiamo Ola”, si presentò la nuvola. “Io Una”, replicò la duna. “Com’è la tua vita lì giù?”. “Be’….sole e vento: Fa caldo ma ci si arrangia: E la tua?”. “Sole, vento e grandi corse nel cielo”.

La nuvola e la duna

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L’arcobaleno

Tic tac ,tac e tic, fa la pioggia sopra ai vetri,
guardo fuori e mi stupisco, viene giù tant’ acqua a “secchi”. 

Per la strada c’è un signore che ripara in un portone,
resta là tutto seccato, l’ha bloccato l’acquazzone.

Vedo ombrelli colorati che si scontrano veloci,
altri volano nel cielo e s’impigliano nel melo.

Io rimango alla finestra a guardar quel grande” fiume” ,
l’acqua scorre con gran furia e del mondo non si cura .

L’arcobaleno

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Il giorno senza sorriso

Oggi è un giorno diverso dagli altri, a partire da questa mattina: mi sono svegliata male, senza il cinguettio degli uccellini sul pioppo davanti alla finestra della mia camera.

A questo punto sono andata ad affacciarmi ad essa e, alzando lo sguardo, non vidi un cielo di un azzurro limpido, come mi aspettavo, ma un cielo plumbeo, senza nuvole, solo grigio.

Mi vestii e me ne andai a scuola con un po’ di malinconia, perchè quel colore non mi dava serenità.

Schioccato mezzo giorno incominciai a vedere una gocciolina seguita da altre che si tuffavano nelle pozzanghere con un leggero tic – tic che aumentava sempre di più.

Il giorno senza sorriso