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Tutte le fiabe che parlano di "felicità"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "felicità", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Valentina e l’ arcobaleno

Un giorno dopo il temporale apparve nel cielo un bellissimo arcobaleno.

Valentina rimase a bocca aperta ed esclamo’   “papa!!” voglio andare lassu nel cielo vicino all’ arcobaleno, mi aiuti?  come posso fare per arrivarci?

Il papà ci penso un attimo poi fece una piccola magia.

Chiamo una carrozza guidata da un piccolo coniglio bianco.

Valentina e l’ arcobaleno

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Il bauletto magico

Lungo una stradina di campagna tre sorelle Leda, Elsa e Milù, camminavano tranquille, quando si imbatterono  in un vecchio castello abbandonato. Spinte dalla curiosità si introdussero all’interno, la prima faceva da guida, le altre due le andavano dietro senza fiatare.

Ad un tratto si spalancò una piccola porta e davanti ai loro occhi apparve una stanza traboccante di oggetti d’oro, pietre preziose e monili d’ogni genere. Le tre sorelle rimasero senza parole, non avevano mai visto nulla del genere, Leda  invitò Elsa e Milù a portare via quante più cose potevano.

Scorsero dei vecchi sacchi posti in un angolo della sala, dopo di che cominciarono a riempirli in tutta fretta.

Il bauletto magico

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La pianta della felicità

In una piccola cittadina sperduta tra le montagne viveva una bella fanciulla di nome Felicia; aveva lunghi capelli biondi graziosamente ondulati, occhi verde chiaro e un gran sorriso sempre stampato sul viso spruzzato di lentiggine rosee.

Felicia non era una ragazza ricca; viveva con l’anziana nonna in questo villaggio dimenticato dal mondo, dove non c’erano altri ragazzi della sua età e dove non aveva alcuna possibilità di frequentare la scuola, di fare sport, di andare a ballare.

Tuttavia, Felicia non era triste, anzi, era sempre allegrae sorrideva sempre. Aveva qualcosa che purtroppo nel suo villaggio mancava da molto tempo; era felice.

La pianta della felicità

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Il bambino che veniva dal freddo

Quel mattino i coniugi Anna e Michele si erano alzati molto presto, prima che spuntassero le luci dell’alba. Non avevano dormito quasi nulla, erano troppo emozionati per l’incontro che li avrebbe attesi. Si recarono all’aeroporto, diretti verso Kirov, città della Russia europea nordorientale.

Lì, avrebbero trovato la guida Vladimir, che li attendeva in auto per accompagnarli alla casa famiglia, e conoscere finalmente il tanto desiderato bambino.

Era febbraio, faceva molto freddo. I finestrini della macchina continuavano ad appannarsi, e la coltre di neve sulle strade rallentava la marcia. Ad Anna cominciava a mancare il respiro, mentre Michele la stringeva al suo petto.

– Eccoci arrivati. Verrò a riprendervi verso sera – fece Vladimir.

La casa era un tipico palazzone russo. La porta principale si aprì, ad attenderli una minuta signora sui cinquanta, con biondi capelli raccolti e grandi occhi chiari.

Il bambino che veniva dal freddo

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Anch’ io sono speciale // Video fiaba

Oggi la mamma ci ha portato a giocare nei giardinetti. E’ divertente incontrare  là tanti amici.

Mio fratello corre dietro al pallone e corre fortissimo insieme ai suoi compagni più grandi di me.

Io corro corro corro…ma non raggiungo mai gli altri perché io corro soltanto piano.

A volte cado, ma mi rialzo subito e non mi importa di cadere tante volte.

Ho voglia di giocare con i bambini e non voglio stare sola.

Clicca su “Leggi tutto” per guardare la fiaba.

Anch’ io sono speciale // Video fiaba

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Un giorno di tanti anni fa

Un giorno di tanti anni fa, non so dove o non si sa, un ometto curvo con il bastone cercava la sua felicità.

“Mi scusino lor signori, siate gentili, ho perso un qualcosa  di prezioso: i miei anni, la mia serenità, i miei ricordi, erano tanto cari!”

Così diceva ai passanti intenti ad ammirare le vetrine dei negozi che vendevano a cuor sincero, cento, mille o più balocchi.

“Ma buon uomo, la felicità è una goccia piccola in mezzo a tante gocce, c’è chi la trova in un secchiello, chi nel fondo di un oceano. La felicità può essere di chi la crea, come fosse un grande artista. Chi è felice solo con un sogno, anche inventato, chi mangiando un panino, solo con una fetta di prosciutto. Chi facendo il farabutto, ma quella non è felicità, è illusione.”

Un giorno di tanti anni fa

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Il mago di Asiago

Non lontano da Asiago,
viveva assai felice un bimbo mago.

Era talmente buono e saggio
che gli abitanti decisero che doveva contar i buchi del formaggio.

Uno, due, tre, ogni fetta quarantatré.
E segnava proprio tutto
dalla mattina alla sera, ed era bello,
tanto bello che decise di contar tutte le stelle.

Il mago di Asiago

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Il Sole in trappola

C’era una volta in un paese lontano chiamato Svezia un bimbo di nome Adam e una bimba di nome Aina che erano fratello e sorella.

Per procurarsi da mangiare andavano a caccia e a pesca assieme a papà Aron, mentre mamma Brita rimaneva a casa a sbrigare il resto delle faccende domestiche.

Da qualche tempo però i 2 bambini si erano accorti che le giornate erano molto corte e che veniva buio presto. Infatti rientravano dalla caccia sempre prima per paura di non trovare la strada del ritorno e per giocare in casa non bastava più solo una candela a fare luce ma dovevano accederne almeno tre.

Il Sole in trappola

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La Fatina e le Rose

Viveva un tempo, in un bosco incantato, una fatina dallo sguardo dorato. Un giorno di aprile la bella fatina vide una mamma su una stradina piangere lacrime dense e collose, che sulla terra facevano rose. Le rose rosse piano sbocciavano e dalla terra si arrampicavano, si arrampicavano e salivano al cielo a cavalcare l’arcobaleno. La bella fatina era molto ardita, chiese alla mamma tutta compita: “posso aiutarti dolce mammina? Sono la fata della mattina!” 

Oh cara fata”  rispose la mamma “viviamo in tre in una capanna, il mio bambino è piccolino non ha vestiti né un giochino. Salta allegro di stanza in stanza e il sorriso certo non manca, gli mancano però tante altre cose e io sono triste come le rose, che vivono un giorno e vanno a morire sotto il cielo intenso di aprile“.

La fatina chiese alla mamma, “su portami alla capanna.Voglio vedere il tuo bambino, guardare i suoi occhi e il suo visino“.

La Fatina e le Rose

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Fiocco di Neve

C’era una volta, e forse c’è ancora, un fiocco di neve in una storia.

Il fiocco di neve, poverino, si era sperduto col suo slittino. Girava nel freddo e cercava confuso una montagna su cui mettere il muso. Ma tra le pagine del libro spremuto la storia narrava di un povero lupo. Il lupo guardò il povero fiocco gli disse “spostati non è il tuo posto. Questa è la storia, già narrata, di una bambina incappucciata”.

Disse il fiocco, “ti prego lupo, sono triste e un po’ sperduto. Sto inseguendo la magia del natale ma sono mesi che continuo a cercare“.

Disse il lupo, “oh povero fiocco non capisco se il tuo è un vero complotto. Anche qui dentro tu puoi trovare regali e cibo da mangiare, nastri colorati a rendere buoni i piccoli e grandi inutili doni“.

Fiocco di Neve

iris-carmela

Iris

Tra le nuvole rosa
spuntò un arco gioioso
variopinto e profumato
nell’azzurro novello.

Iride, la dea messaggera
ci annunciò
la lieta novella

Iris

clotilde

Clotilde

Clotilde viveva sola, non parlava con nessuno, era molto triste.

Le anziane del paese uova, farina, frutta fresca per aiutarla. A volte carbone per il camino.

Clotilde non è stata sempre un befana.

Nella sua gioventù era un madre affettuosa.

Poi un brutto giorno la casa prese fuoco, morirono nell’incendio i suoi cari, bambini compresi.

La giovane cambiò molto, Clotilde viveva il ricordo di quel giorno.

Diventò la befana del paese per veder felici i bambini.

Posso dirvi però non era molto bella: goffa, gobba, rugosa, non amava farsi vedere così dai bambini.

Clotilde