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La storia di Raggio di Sole

Fiaba pubblicata da: Rita Bimbatti

Un tempo, il magnifico Sole ebbe una relazione con una stella tra le più luminose in cielo: dalla passione tra i due nacque un bellissimo fanciullo, con grandi occhi profondi come il mare e capelli sottili color biondo oro e riflessi striati di tramonto.

Il Sole fu molto orgoglioso di essere diventato padre; impiegava le ore a cullare tra i suoi raggi quel figlio adorato.

Un giorno, sbirciando sulla Terra, si rese conto che restando tra le sue calde braccia, il piccolo non avrebbe potuto fare ciò che fanno tutti i bambini, in particolare giocare, correre e saltare tra i verdi prati.

Deluso e amareggiato, decise di donare il suo pargolo alla specie umana.

Da lassù, vide un uomo e una donna piangere e disperarsi per non aver potuto concepire figli.

Durante il tramonto, sempre più vicino alla Terra, da un raggio rosso dorato, fece scivolare dolcemente la culla con dentro il piccino fino all’ingresso della porta di casa della coppia: quando questi si accorsero di ciò, presero il bambino e lo strinsero forte a sé, soprannominandolo Raggio di Sole.

Passarono gli anni, Raggio di Sole cresceva felice e sereno, insieme ad una mamma ed un papà stupendi e tanti amichetti con il quale ridere e giocare.

Un bel giorno, rovistando nella soffitta polverosa in cerca di vecchi giocattoli, il bimbo trovò invece strani effetti personali, tra cui un medaglione con inciso sopra le iniziali del suo nome: curioso, chiese ai genitori cosa fossero e perché erano stati nascosti.

Con estrema delicatezza, il padre disse al suo piccino la verità, di averlo trovato in una culla davanti alla porta di casa, sul far sera di una giornata di mezza estate.

A questa notizia sconvolgente, Raggio di Sole iniziò a singhiozzare, divenne rosso in viso e cominciò a girovagare disperato tra l’immensa campagna.

Dopo un po’, stanco ed affannato, si sedette sotto i rami di un grande albero, volgendo gli occhi al cielo.

In quel preciso istante, il sole lo vide e si commosse.

Improvvisamente, tutt’intorno, una forte luce illuminò il bambino:

-Io, il Sole, sono il tuo grande padre.

Non ti ho abbandonato, piccolo mio…volevo tu potessi vivere felice, qui, sulla Terra…Io sarò sempre al tuo fianco, ogni volta ne avrai bisogno.

Ti sorveglierò da quassù … Ora vai, la tua famiglia ti aspetta, ha bisogno di te!

Raggio di Sole capì e fece un profondo sospiro asciugandosi le lacrime con la mano.

Piano si alzò, imbocco la strada del ritorno dove mamma e papà lo attendevano vicini al cancello di casa.

Si abbracciarono forte forte e non si lasciarono mai più.

***

Questo racconto è dedicato al mio adorato nipotino Edoardo. Con immenso affetto e gratitudine.



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