L’amore è un ingrediente essenziale nelle fiabe. A volte si parte dall’odio per arrivare a fare sbocciare l’amore, con un legame chiaro tra bene-amore e male-odio.
Laddove c’è amore sta il giusto, il bene, la felicità e questo i bambini lo capiscono facilmente, anche attraverso molte fiabe.
Questa raccolta, vuole essere un augurio per quanti leggeranno, per trovare amore in se stessi e nelle persone che li circondano.
La principessa antipatica e il rastrello magico
C’erano una volta un re e una regina che nel loro castello aspettavano una bambina.
Quando la principessina nacque, erano felicissimi e fecero una festa con tutto il paese. Ma, come sempre capita nelle favole, si dimenticarono di invitare una vecchia strega solitaria che, poveretta, fino ad allora non aveva poi fatto del male a nessuno della famiglia reale.
Appena la strega sentì la felicità nel paese e seppe della festa, si arrabbiò moltissimo e con un balzo apparve dentro al castello, ma le guardie le impedirono di entrare senza l’invito. Allora la strega giocò d’astuzia: disse loro che avevano le scarpe slacciate e questo non andava per niente bene per delle guardie del re!, così quelle vanitose si chinarono per legarsele e lei entrò.
Siddy, la stellina vagante
Siddy era una stellina molto piccola ed era quasi senza luce.
Era nata così, da una famiglia di stelle grandi e magnifiche che si potevano ammirare nel cielo. I suoi genitori-stelle e le sue sorelle-stelline le volevano molto bene e si rammaricavano che non potesse splendere come loro.
Nelle limpide notti d’inverno le stelle si specchiavano fra di loro, ma Siddy non rifulgeva come le altre e se ne stava in disparte con un’ombra di tristezza sul faccino circondato dai suoi piccoli raggi quasi invisibili.
Gli anni passavano e dal cielo le stelle assistevano a tutto quello che avveniva sul pianeta Terra dove vedevano gli umani che spesso si azzuffavano e si facevano del male, ma qualche volta, per fortuna, alcuni anche si abbracciavano. Alle stelle piacevano particolarmente quelli che si abbracciavano e non si facevano del male.
la leggenda di Robin Hood
C’era una volta un bambino di nome Robinru, a cui piaceva leggere.
Leggeva tante storie, ma soprattutto quelle dei cavalieri, per esempio la storia di un cavaliere chiamato Robin Hood che rubava soldi ai ricchi per poi donarli ai poveri, ed era innamorato di lady Mariam.
Passarono gli anni e Robinru divenne grande,e voleva imitare il cavaliere delle storie che leggeva da piccolo, però lui voleva nascondere la sua8 identità perciò scelse il nome di Robin Hood, perciò si procurò un cavallo ed un’armatura da covaliere e partì per la sua missione, appena era fuori dal villaggio cerano tante ville, lui di nascosto entrò in tutte le ville e rubò i soldi e gli distribuisce a tutti gli abitanti del villaggio.
La Principessa e il Ranocchio Impaziente
Tutti sappiamo come cominciano queste storie, un giovane principe se ne va a cavallo nei boschi, incontra una strega che gli chiede di sposarla, il principe rifiuta la proposta, la strega non prende la cosa per il verso giusto e trasforma il principe in un ranocchio.
Non vi venga in mente a questo punto che il principe si disperi e se ne stia in mezzo al bosco senza sapere cosa fare e dove andare. Il principe conosce bene la strategia da seguire se ti trasformano in ranocchio. Per prima cosa egli salta in groppa al cavallo e gli ordina di muovere verso lo stagno, infatti i principi trasformati in ranocchi mantengono il privilegio di parlare, oltre che gracidare. Arrivato allo stagno è importante fare le giuste amicizie.













