Giada,la perla del mare

Fiaba pubblicata da: gigimar86

C’era una volta una sirena che se ne stava tutta sola nel profondo degli abissi del mare: il suo nome era GIADA, una vera perla di rugiada dai capelli castani,dagli occhi verdi e una coda verde-bluastra.

I suoi genitori erano morti tanti anni or sono (o almeno era quello che le era stato detto dagli abitanti del mare che fino a quel momento l’avevano custodita) e l’unica cosa che aveva di loro era solo una collana con l’immagine di una conchiglia che aveva legata al collo sin dalla nascita e per lei era il regalo più prezioso.

Come dicevo prima, Giada,oramai padrona della sua vita, se ne stava sola soletta per tutto il giorno e quando doveva mangiare si accontentava di quello che il mare le potesse dare. Era molto altruista: se vedeva qualche animale marino ferito ,lei cercava di curarlo con le alghe mediche o con quant’altro che potesse andar bene di sua conoscenza…..,insomma li guariva e tutti erano a lei grati. Il suo altruismo era una cosa rara in quel posto….lei non cercava altro in cambio se non un po’ di amicizia:questo le bastava e le avanzava.

Passavan i giorni e lei scorazzava fra le correnti marine a controllar se tutto andasse bene per i suoi co-inquilini marini.

Un bel giorno,però, all’improvviso , Giada scorse una luce intensa che veniva da molto lontano.

“Oh, una luce; ma da dove arriva?” disse la sirena incuriosita.

Giada non stava più nella pelle perché voleva saper cos’era quella luce abbagliante che si rifletteva negli abissi del mare e che soprattutto (a sua insaputa) le avrebbe cambiato la vita per sempre.

Avvicinandosi sempre più verso questa fonte di luce scoprì che si trattava di un imponente e meraviglioso Palazzo di Cristallo che riflettendo i raggi solari emanava una luce intensa che rischiarava tutto l’abisso,finanche il più profondo.

Ma non era solo questo: quella luce faceva brillar tutti i diademi e i gioielli che indossavan regine e principesse che entravan in quel palazzo in festa.

Giada restò estasiata da cotanta bellezza e da cotanto splendor, soprattutto quando vide entrare i principi e le principesse sirene più belle e graziose.

Tra se e se ,intanto, pensava:“Che meraviglia….. guarda quanta gente si riunisce in festa mentre io…qui…da sola…. “rattristandosi.

Lei, in disparte e di nascosto notò l’ardo, la spigliatezza e la spregiudicatezza di alcune sue coetanee principesse che discutean tra lor e in quel mentre arrivò un’altra principessa sirena altrettanto bella ma molto vanitosa e superba. Il suo nome era Stella e non perse tempo ad unirsi al discorso che facean le sue amiche.

“Ciao Stella…” disse una,“hey Stella, sei bellissima…ogni giorno sei sempre la più bella” disse l’altra ,complimentandosi con lei.

“Ciao ragazze, è un piacere rivedervi” rispose loro Stella con aria schizzinosa e un po’ superba.

Dovete sapere che la principessa Stella non passava certamente inosservata: aveva i capelli biondi, gli occhi azzurri e la coda rossa, sopra la testa indossava un diadema e,intorno al collo, una collana di perle.

In quel momento Giada si fece avanti per far conoscenza con le principesse sirene con cui avrebbe voluto fare subito amicizia ma le guardie reali marine che sorvegliavan il palazzo la bloccarono.

“Ferma lì, ha l’invito per entrare a corte?” disse una delle guardie con tono severo.

“No” disse Giada.

“ Fate parte della nobiltà?”aggiunse la seconda guardia.

“Uhmm…Veramente no”rispose impacciata Giada.

“Spiacente signorina ma il regolamento del Palazzo di Cristallo dice che soltanto la nobiltà e la servitù del palazzo può entrare; a meno che lei sia una serva. Lo è ?”disse la prima guardia con aria minacciosa.

“No, non lo sono; sono stata attratta dalla curiosità di cotanto splendor e volevo far amicizia con le principesse sirene” annuì Giada con rammarico.

“Mi dispiace. Se ne deve andare”,intervenne il capo delle guardie.

“La prego capitano, mi faccia entrare” implorò Giada.

“Ho detto di no” rispose con autorità il capo delle guardie.

Intanto dalle stanze del palazzo, Stella e le sue amiche , che avevan sentito l’implorazione di Giada uscirono fuori per saper cosa stesse accadendo.“Bè, che succede quà?” disse Stella.

“Scusatemi, principessa Stella, ma c’è questa signorina che vuole entrare a tutti i costi ma non fa parte della nobiltà invitata a corte di sua maestà” disse il capitano.

“Buonasera principessa Stella “ disse Giada ammirevolmente.

“E tu chi sei?” rispose Stella con tono severo.

“Sono Giada. Sono stata attratta dai bagliori e vedendo cotanto splendore mi sono avvicinata un po’ per curiosità e un po’ per la voglia di parlar con qualcuno e stringer amicizia ”disse, giustificandosi, Giada.

“Non sei una principessa, a quanto pare” ribadì la principessa Stella,con un’aria distante.

“No, non lo sono” rispose prontamente Giada.

“E da dove provieni? Dove sono i tuoi genitori?” domandò Stella.

“Sono morti da quando ero ancora una bambina. La prego principessa mi lasci entrare.”

“E perché dovrei lasciarti entrare? Tu non sei una nobile e non lo sarai mai. Guardia allontanala dal castello immediatamente” comandò con fermezza Stella.

“Ai vostri ordini, Principessa” disse la guardia.

“Ma vi prego abbiate un po’ di pietà” lacrimando rispose Giada.

In quel momento, Stella e le sue amiche furono invitate a rientrare nel palazzo dove il gran cerimoniere di corte stava per annunciare l’entrata nella sala delle Cerimonie del Re e della Regina assieme al loro unico figlio erede: il principe Marino.

Il principe era lusingato dagli sguardi ammiccanti di tutte le principesse sirene del Palazzo. In particolare da Stella che non nascondeva di essersi invaghita di lui, sognando che un giorno potesse diventar la sua regina.

“E’ un onore incontrarvi miei sovrani” disse Stella, inchinandosi di fronte ai suoi Sovrani.

“Alzatevi vi prego” dissero il Re e la Regina…..

Intanto gli sguardi di Stella verso il principe si facean più intensi ma dopo un breve saluto si fece notar da subito la riluttanza del principe Marino alla proposta di Stella di restare appartata con lui.

La delusione di Stella era palese anche agli occhi delle amiche. Il principe aveva intuito della cotta che Stella aveva preso per lui ma non né voleva saper nulla poichè era superba e vanitosa.

Il modello di donna che lui era intenzionato a portar sull’altare e che dividesse il resto della sua vita con lui dovrebbe conoscer l’umiltà, l’amore vero verso la famiglia e verso gli altri. No,…proprio no….Stella non era alla sua altezza.

Mentre cercava di sfuggire dagli occhi indiscreti e ammalianti delle avventrici che erano arrivate a palazzo,
il principe Marino notò un parlar ad alta voce che veniva dall’ingresso del palazzo. Eran le guardie che cercavan con ogni mezzo ad allontanar la folla che si era creata intorno a Giada…..sì, perché vedendo il maltrattamento della principessa Stella e delle guardie, nei suoi confronti… si eran riuniti a protestare contro …cercando di custodir la sensibile ed umiliata Giada.

Umiliata ma nello stesso tempo, sicura di se, Giada non indietreggiava nemmeno di un centrimetro…e grazie alla sua tenacia riuscì ad intravvedere un uomo alto,snello e bellissimo…era il principe Marino che andava verso l’ingresso per constatar di persona la causa di così tanto vociar.

Quando il principe la vide fu colto da cotanta beltà e subito se ne innamorò.

Anche Giada lo vide ….fu anche lei colpita dalla saetta di Cupido e fu amore a prima vista.

“Lasciatela entrare”comandò prontamente alle guardie il principe Marino e disponendo la sua entrata
nel Palazzo di Cristallo.

“Come ti chiami bella fanciulla?” disse il principe ,incantato da quel dolcissimo viso.

“Giada, o mio signore”

“E’ davvero un bel nome. Ma non sei da queste parti? Dove sei stata finora? Non ti ho mai vista prima.”

“No, non sono di queste parti e non ho neanche discendenze nobili se è questo che vuoi saper…”rispose Giada cercando di anticipar le prossime mosse del principe.

Il principe, notando la sua sicurezza e il suo ostentar senza paura si compiacque e accennò a dir: “Che importa se sei nobile o non lo sei. Noto in te la sicurezza mista a tanta umiltà, la bellezza, l’intelligenza e ho notato in te anche la fedeltà…sì, perché la folla era pronta a difenderti a spada tratta dalle mie guardie noncuranti della mia ira ne quella di mio padre e questo mi sta ad insegnar che se così tanta gente è pronta a difenderti è perché tu ne vali così tanto per coloro….e mi è arrivata anche notizia del tuo prodigar per quella gente, per gli indifesi,per i feriti e per i disagiati.

Tutto questo mi porta a pensar che in cuor tuo hai tanto tanto tanto amor da dare ed io ti prometto che tanto te ne darò perchè mai più ti lascerò andar via..Mi sono innamorato di te. “

Giada rimase colpita da quelle parole e un accenno di una piccola lacrimuccia fece capolino dai suoi meravigliosi occhioni e fissando gli occhi del principe pensò di trovarsi in un bellissimo sogno da cui non voleva per nulla al mondo destarsi ma non era un sogno e il principe dei suoi sogni si trovava proprio di fronte a se….

Ma i giudizi di corte, in particolar modo dei sovrani genitori e di Stella erano in agguato e non tardarono a manifestarsi.

“Caro figlio mio prediletto…..perché perdi tempo con quella lì quando nel castello ci sono tante principesse che ti fanno la corte?” disse il Re irritato.

“Io ho già trovato la mia principessa: è lei. Avete fatto questa festa in mio onore per trovarmi una principessa sirena e ora che l’ho trovata vi ponete dei dubbi?” disse il principe.

“Tuo padre ha ragione. Voglio aggiunger,figlio mio… lei non è neanche nobile” esclamò la Regina Madre.

“ Non m’importa se non lo è di fatto ….per me è gia nobile dentro il suo cuore e se il popolo degli abissi la ama per quello che lei è e riesce a dare perché non potrebbe ricever anche il mio amore? Per me è lei la luce dei miei occhi e questo è tutto”ribadì il principe Marino.

Il malcontento serpeggiava tra gli invitati a corte …Anche Stella e le sue amiche non nascondevan il disappunto per la scelta che il principe aveva fatto …. finché a uno dei due sovrani venne in mente una splendida idea, che, a lor dir, avrebbe sistemato ogni cosa.

“Silenzio. Un momento. Forse c’è un modo per risolvere la questione. Giada se ami veramente mio figlio dovrai superare tre prove. Se le supererai avrai mio figlio come marito e sovrano del Palazzo di Cristallo. Altrimenti, se perderai lascerai immediatamente questo posto e Marino dovrà sposarsi, senza alcuna esitazione la principessa Stella. Così ho deciso” ,disse con modo autoritario la Regina.

“Per me va bene” disse Giada.

“Anche per me” ribattè Stella.

Giada era molto sicura di sé e non aveva paura di affrontar alcun ostacolo pur di star tra le braccia del suo bel principe e pur sapendo che Stella avrebbe combattuto duramente per ottener lo stesso posto a palazzo.

Il principe Marino non potendo metter in discussione il voler dei suoi genitori mettendoli in cattiva luce davanti agli occhi degli altri sovrani non gli rimaneva altro che pregare e augurarsi che Giada superasse brillantemente vincendo tutte le tre prove. Era in palio l’amore vero per Giada o una piatta vita con Stella.

La prima prova consisteva nel riuscire ad aprire un’enorme conchiglia che nascondeva nel suo guscio una perla da consegnare in mano alla regina. Però l’unico modo per poterla aprire era saper intonar una dolce melodia e cantarla soavemente davanti alla conchiglia. In quel momento Stella si mise ad intonar le prime note ma la conchiglia non ne voleva saper di muoversi…neanche un accenno. Tentò e ritento in tutti i modi per farla aprire ma senza alcun successo. Quindi La prova per Stella era nulla.

“Adesso tocca a te Giada” disse ancora la Regina.

Era il momento di Giada. Anche lei, inizialmente, provò a cantare ma la conchiglia non si aprì. Ma non si perse d’animo. Sapeva che prima o poi ci sarebbe riuscita. Allora ritentò e, in quel momento, la conchiglia, lentamente,si aprì ….. la sua voce incantava qualsiasi membro del regno marino. Prima che si richiudesse ,però, prese immediatamente la perla e la portò dalla Regina.

“La prima prova è stata vinta da Giada” disse la Regina senza nasconder il suo rammarico.

Il principe Marino era felicissimo ….mentre Stella vedeva svanir il suo sogno.

Gli invitati a corte iniziavan a schierarsi chi con Giada ….chi con Stella…e intanto una coppia di loro discutea tra lor:”Mah, eppur mi sembra che….. nooo non è possibile” disse l’amica della regina.

“Cosa c’è mia cara?” disse un nobile marino.

“Niente… solo che m’è sembrato di aver visto già da qualche parte quella ragazza. Vedo in lei qualcuno di familiare come se fosse il viso di nostra figlia”, rispose attonita la moglie.

“Impossibile. Nostra figlia è morta da quando era ancora una bambina. Non può essere lei. Vorrei tanto che fosse così ma non lo è.”

“Forse hai ragione tu. O forse no. Perché lei aveva una voce davvero melodiosa e armoniosa e pensavo che fosse lei.”
Stava per iniziar la seconda prova che consisteva nel fare cinque giri intorno al palazzo e il primo calesse che si presentava davanti al portone portava il vincitore della prova.

“Giada guiderà la carrozza verde, mentre Stella la rossa. Pronte…partenza…via”disse la Regina.
In quel momento Giada e Stella sfrecciarono alla velocità della luce …………primo giro…….secondo giro………….terzo giro…………..quarto giro…………quinto giro……i cavalli marini si ferman davanti al portone del palazzo……dalla prima carrozza arrivata scende la Rossa,Stella.

“Te lo avevo detto che avrei vinto io” disse Stella a Giada che si complimentò con l’avversaria.

Era la prova che non poteva perder la rossa Stella……sì,perché dovete sapere ,miei cari lettori che i suoi genitori,sin da piccola fino alla loro misteriosa scomparsa,la portavan sempre a gareggiar alle corse dei cavalli marini e non perdeva mai una gara.

“La seconda prova è stata vinta da Stella” disse la Regina.

“Congratulazioni Stella… non avevamo dubbi che vincessi tu… sei stata particolarmente brava” si congratularono le sue amiche.

Giada e Stella erano in parità. E questa volta il Re annunciò la terza prova.

“Allora mie fanciulle, siete giunte alla terza prova,la più difficile. Ho saputo che in acque vicine è stato avvistato nuovamente “Octo “il Polipo. Ebbene,chi me lo porta qui…dinanzi a me…vivo o morto….. avrà il diritto e l’onore per sposar mio figlio”.

Tutta la nobiltà a corte lì riunita non nascose lo sgomento misto alla gioia di liberarsi di un pericolo del mare perché si diceva che nessuno era al sicuro quando in giro c’era lui nel mare.

Ma Giada s’incuriosì dicendo: “Mio Signore, qual è il motivo della cattura o della decapitazione di questo animale.

Qual è la sua colpa? Perché non merita la libertà e la vita?”

“Attieniti a ciò che ho detto…altro non ti riguarda. Se ritieni che non sei in grado di affrontar tale prova fai in tempo a ritirarti e potrò dichiarar vittoria per Stella” disse il Re.

“Io accetto la sfida” disse Stella.

“E tu, Giada?” disse il Re.

“Lo accetto anch’io…anche se…” disse Giada con coraggio e titubanza.

“Eccellente. Ora scegliete l’arma con cui affrontar Octo…”disse il Re.

“Io scelgo il tridente” esclamò la Principessa Stella.

“Io, niente di niente o mio Sire… voglio solo parlargli…non voglio armi ma solo la possibilità di parlargli”disse Giada.

“Fai pure. Ma dubito che desidererà ascoltarti quando arriverai al suo cospetto” aggiunse Stella.
Stella, intanto, si mise a ridere come se avesse già la vittoria in pugno….

“Allora, ragazze, “Octo” il Polipo si trova non molto distante da qui, oltre quelle rocce ove sorgon quelle rovine….ripeto..chi me lo riporta qui…vivo o morto.. avrà ciò che ho promesso” comandò il Re.

Giada e Stella uscirono di gran fretta dal palazzo in cerca della creatura marina che terrorizzava gli abitanti degli abissi e mentre Stella si dimostrava molto agguerrita e felice di aver la vittoria in pugno, Giada, nuotando, cercava di capire cosa avrebbe portato il re ad odiar tanto Octo da preferirlo morto.

Nuotando nuotando, ad un certo punto Giada arrivò nei pressi delle rovine……scorse l’entrata da una grotta buia e benché un brivido le attraversò la schiena si spinse verso quella grotta ed entrò.

“C’è qualcuno qui?” disse Giada intimorita ma non si vedeva null’altro che un palazzo diroccato…

Ad un tratto vide un’ombra nuotar tra le colonne di quello che dovrebbe esser stato un grande salone….

Giada si fece coraggio e affrontò quell’ombra che rimaneva nascosta tra le colonne con queste parole:”Octo ,sei tu il tanto temuto e tenebroso essere che terrorizza gli abitanti del mare? Io son venuta in pace…. Non ho paura di te… voglio solo parlarti e capire tante cose…. So che sicuramente avrai tanto da dirmi.”

Il tanto temuto Octo, il Polipo piombò con tutti i suoi tentacoli alle sue spalle…

Giada si spaventò e si mise ad urlare e a nuotar velocemente ma Octo con un tentacolo gli tappò la bocca e con due altri la fermò del tutto.

“Per favore, non gridare. Nemmeno io non voglio farti del male. Se ti libero mi prometti di non gridare?” disse il Polipo.

Giada annuì e fu subito liberata. “Mi hai fatto prendere un gran spavento” disse.

Quel mastodontico animale dimostrò di aver buon cuore e la raggiunse dicendo “Chiedo scusa ma non ero abituato a vedere nessuno da moltissimo tempo in questo mio palazzo. Come vedi, vivo da solo. Ma dimmi un po’ chi sei e come hai fatto a sapere dove vivevo?”

“Mi chiamo Giada e ho saputo di questo posto grazie alle indicazioni che ci ha dato il Re …si perché oltre a me c’è un’altra persona che ti cerca…la principessa Stella ma a quanto pare non ha ancora trovato la via maestra per venir da te.”

“Allora mi cercate per uccidermi? “disse il Polipo spaventato.

“No stai tranquillo. Almeno per quanto mi riguarda io non cerco la tua morte…anzi vorrei saper perché tutti parlan male di te e voglion la tua morte..persino il Re. Cosa hai fatto tanto di grave per voler la tua morte? Spiegamelo…

Presto arriverà anche Stella e le sue intenzioni son diverse dalle mie….ti prego..raccontami” disse Giada incuriosita.

“E’ orribile raccontar le mie memorie ma tu meriti di saper la Verità…Sì,perché noto nel tuo sguardo la sete di verità…hai un animo buono e per questo io te la racconterò.

Devi sapere che moltissimi anni or sono nel mare si viveva in pace…tra gli abitanti degli abissi regnava l’amore ed il rispetto…e questo succedeva anche tra il regno dei Polipi e il regno del Palazzo di Cristallo.

Ma ci fu chi tramò nel buio e cercò di seminar zizzania tra i due regni perché non voleva che regnasse il Bene visto che erano seguaci del Male. Tali erano due nobili Sebastien e Sigfrida che,invidiosi della pace che c’era tra noi altri aizzò il Re contro il mio popolo e in men che non si dica il Re segnò la distruzione del mio regno e del mio palazzo facendo schiavi i miei genitori e uccidendo tutti gli altri. Mi salvò un vecchio polipo…fu il mio angelo custode fino alla sua fine…..Lo ricordo vivamente ancor oggi …ero un piccolo polipetto indifeso che cercava di nascondersi …di fuggire da quell’odiosa battaglia e proprio mentre i due mentecatti di Sebastien e Sigfrida stavan per catturarmi ed uccidermi … di scatto il mio angelo custode coi suoi tentacoli cercò con forza di staccar la torre del palazzo che cadde rovinosamente sui due malcapitati…..e ci finì pure lui sotto la torre…salvandomi da morte certa. Rimasi, da quel giorno, tutto solo a girovagar per le rovine del palazzo e aggredendo tutti gli avventori che nuotavano attorno….perchè non avevo più fiducia di nessuno. Fino a che non sei arrivata tu…. Fino a che non ho visto in te lo sguardo di mia madre…..anche lei… buona e umile come te” disse il Polipo.

“Quanto mi dispiace. Riesco a comprender tutto il tuo dolore e il tuo disprezzo verso il prossimo ma non lo condivido perché io voglio cambiare tutto ciò che c’è di male in bene…solo così si può costruire un futuro migliore. Ma ora che ci penso….nel palazzo non ho mai sentito nominare quei nomi… Sebastien e Sigfrida. Chi erano esattamente? E perché ebbero tanta influenza sul re tanto da comandar la distruzione del tuo regno?” esclamò Giada.

“Erano i miei genitori”intervenne Stella, che nel frattempo era arrivata e di nascosto aveva ascoltato tutto il racconto.

“Come… i tuoi genitori?” disse Giada perplessa.

“Proprio così. Ed ora che so che i miei genitori sono morti per colpa tua ti farò fare la stessa fine ….Avrei voluto ucciderti molto tempo prima ma non sapevo dove cercarti ed ora preparati ….è arrivata l’ora per la tua condanna” disse Stella infuriata.

“No, non farlo. Non fare simili sciocchezze. Altrimenti riferirò tutto quanto al Re così finalmente saprà tutta la verità. Sicuramente perderai la tua credibilità a corte e anche perderai per sempre l’amicizia del principe Marino .”

“E come riusciresti a spifferarla la Verità se dopo ucciderò anche te?”

Stella si stava per avventare col suo tridente sulla testa di Octo per ucciderlo ma Giada con una nuotata molto più forte si mise in mezzo tra Stella ed Octo cercando di parare il colpo del tridente sacrificandosi per lui. Ma non fu necessario perché……….colpo di scena…in quel preciso istante una mano forte e decisa bloccò la mano di Stella togliendole il tridente…..era intervenuto il Principe Marino che, contravvenendo alla regola del Padre suo aveva seguito da lontano tutta la scena e ascoltato tutto…salvando, così due innocenti…Octo e Giada.

Quest’ultima, incredula di quanto stava accadendo si lanciò verso il suo principe e …ammirata dal suo gesto gli disse:“Ma… come… tu sei venuto fino a qui per me? Oh mio grande ed unico amore”
“Non potevo abbandonarti nel momento del bisogno e poi sapevo che Stella ne stesse per combinar una delle sue “rispose il principe.

Tornati al Palazzo di Cristallo, dove tutti aspettavano con gioia l’arrivo della vincitrice, il principe raccontò tutta la verità dei fatti ai sovrani. Il Re e la Regina mandarono le guardie per imprigionare Stella per alto tradimento della corona marina e comandò, finalmente di liberare immmediatamente i genitori di Octo.

Non immaginate mai e poi mai la gioia che provò Octo nel riveder dopo lunghissimi anni i suoi genitori…abbracciandoli e stringendoli a se con i suoi enormi e lunghissimi tentacoli.

La storia di Giada …ve la ricordate? Anche lei aveva perso prematuramente i suoi genitori….e lei,vedendo la gioia di Octo nell’abbracciar i propri genitori si mise a piangere.

“Perché piangi? Non sei felice che io ho ritrovato i miei genitori?”,disse Octo.

“Sono felice per te carissimo amico mio. Ma mi mancano tanto anche i miei genitori. Quello che ho di loro e solo una collana con l’immagine di una conchiglia e la porto addosso da quando ero piccolina”.

Tutti ascoltaron le parole di Octo e di Giada e mentre tutti eran lì convenuti per festeggiar la vincitrice si fecero largo tra la folla una coppia di nobili , che guardando quel monile d’oro con l’effige della conchiglia che aveva appeso al collo Giada, si fece avanti riconoscendo la loro figlia perduta tanti anni fa.

Sì, perché dovete sapere che tanti tanti anni fa ci fu un maremoto che distrusse e sconvolse l’abisso e una volta che tutto si calmò i genitori di Giada la cercaron in lungo e in largo ma non trovandola più… smisero di cercarla…credendola morta.

Fu così che anche Giada trovò e abbracciò i suoi genitori e fu di nuovo felice.

Giada, dal canto suo, raccontò loro tutta la sua umile vita fino all’incontro col principe MARINO.

Giunse, finalmente, il giorno delle nozze della raggiante e bella Giada e del belllo, audace e coraggioso principe Marino e vissero felici e contenti tra amici e parenti……….direte voi?

La morale è sempre quella: non perder mai la padronanza di sè stessi e nello stesso tempo creder fermamente in quei valori che crediamo perduti, ossia: l’amicizia, l’amore vero, la famiglia.



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