Le vostre fiabe

Il guardiano delle lanterne spente

Lucio e Samira tengono una lanterna arancione accesa nella piazza di Luminio avvolta dalla nebbia scura
Lucio e Samira tengono una lanterna arancione accesa nella piazza di Luminio avvolta dalla nebbia scura

C’era una volta, ai confini del regno di vetro, un piccolo paese chiamato Luminio. In questo luogo, la luce non proveniva dal sole, ma da centinaia di lanterne magiche che i cittadini appendevano fuori dalle case. Ogni lanterna brillava di un colore diverso a seconda del sentimento di chi la possedeva: blu per la calma, giallo per l’allegria, verde per la speranza.

Al centro del paese viveva un vecchio artigiano di nome Lucio. Lucio non era un costruttore di lanterne comune; lui era il guardiano delle lanterne spente. Quando qualcuno perdeva la felicità o subiva un grande dispiacere, la sua lanterna si spegneva e diventava grigia. Quella persona portava l’oggetto da Lucio, sperando che lui potesse ripararlo.

Un giorno una fitta nebbia nera avvolse il piccolo paese. Non era una nebbia normale: era stata mandata dall’Ombra del Dubbio, una creatura che si nutriva dei pensieri tristi della gente. In poche ore, quasi tutte le lanterne del villaggio si spensero. Gli abitanti, spaventati e immersi nel buio, si chiusero in casa, dimenticandosi persino come si sorridesse.

Lucio si ritrovò la bottega sommersa da lanterne spente e fredde. Sapeva che i suoi soliti attrezzi non sarebbero bastati. Così decise di partire verso la Cima del Vento, dove si diceva vivesse l’Antico Albero delle Scintille, l’unico in grado di ridare vita al fuoco magico.

Il viaggio fu lungo e difficile. La nebbia cercava di bloccare Lucio, sussurrandogli parole scoraggianti: «Sei troppo vecchio», «Non ce la farai mai», «Il paese resterà al buio». Ma Lucio, pur avendo paura, continuò a camminare guidato dal ricordo del calore del suo paese.

Arrivato in cima, trovò l’Antico Albero, ma era secco e privo di foglie. Al posto delle scintille, sui rami pendeva solo un piccolo campanellino d’argento. Lucio lo scosse. Il campanellino non emise un suono forte, ma una melodia dolce che parlava di pazienza e di piccoli gesti. In quel momento, Lucio capì: la magia non era nell’albero, ma nella memoria della luce che ognuno portava dentro.

Lucio raccolse il campanellino e tornò a Luminio. Non cercò di scacciare la nebbia con la forza. Si sedette semplicemente al centro della piazza buia e cominciò a lucidare una delle lanterne spente, cantando la melodia del campanellino e ricordando i momenti felici passati con i suoi vicini.

Incuriosita, una bambina di nome Samira uscì di casa. Vedendo Lucio lavorare con tanta cura nonostante il buio, sentì un briciolo di speranza. Si avvicinò e lo aiutò a strofinare il vetro. In quell’istante, la lanterna tra le loro mani si accese di un arancione caldissimo.

La luce della prima lanterna squarciò un pezzo di nebbia. Gli altri abitanti, vedendo quel bagliore, uscirono uno dopo l’altro. Ognuno portò un ricordo, una parola gentile o un aiuto per il vicino. Più le persone collaboravano, più le lanterne si accendevano spontaneamente, fino a creare un’esplosione di colori così intensa che l’Ombra del Dubbio si dissolse per sempre.

Da quel giorno, Luminio non fu più lo stesso paese. Gli abitanti impararono che le lanterne potevano anche spegnersi ogni tanto, ma finché fossero rimasti uniti per aiutarsi a vicenda, il buio non avrebbe mai più fatto paura.

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