Le vostre fiabe

Il grande ballo di Vocalia e Consonanza

La piccola I e la M si tengono per mano a Fogliolandia mentre tra loro brilla una scintilla dorata
La piccola I e la M si tengono per mano a Fogliolandia mentre tra loro brilla una scintilla dorata

C’era una volta un regno piatto e bianco chiamato Fogliolandia, dove viveva un gruppo di ventuno fratelli e sorelle un po’ testardi: le lettere dell’alfabeto. In quel tempo le lettere non vivevano insieme: le vocali abitavano nel paese di Vocalia, arroccato sulle colline del suono. Erano solo cinque – A, E, I, O, U – ma facevano un baccano tremendo. Cantavano dalla mattina alla sera spalancando la bocca, ma i loro canti non avevano senso.

«Aaaa! Oooo! Eeee!» urlavano al vento. Erano melodiche, ma terribilmente vuote. Dall’altra parte della pianura, nel fitto bosco di Consonanza, abitavano le sedici consonanti. Loro erano tipi pratici e spigolosi.

C’era B che sobbalzava, F che soffiava, R che ruggiva, Z che ronzava. Le consonanti producevano rumori bellissimi, ma da sole non riuscivano a farsi capire. Potevano solo fare «Bbbb», «Ssss», «Tttt». Se provavano a parlare, finivano per tossire o sputacchiare.

Un giorno, una terribile tempesta di noia si abbatté su Fogliolandia. Il foglio bianco rischiava di rimanere vuoto per sempre. Fu allora che la piccola I, la più magra e curiosa delle vocali, decise di fare una passeggiata fino ai confini del bosco. Lì incontrò la M, che se ne stava seduta su un sasso a masticare un pensiero: «Mmmm».

«Ciao», provò a dire la I, ma le uscì solo un acuto «Iiii». La M rispose stringendo le labbra: «Mmmm». Le due lettere si guardarono. La I fece un passo avanti.

La M tese una delle sue tre gambette di legno. Si presero per mano. In quel preciso istante, sul terreno bianco di Fogliolandia, apparve una scintilla d’oro e nell’aria risuonò una melodia mai sentita prima. Non era più un semplice grido o un borbotto.

Era l’inizio di qualcosa. Incuriosite dal bagliore, tutte le altre lettere corsero a vedere. La A saltò vicino alla M dall’altro lato, formando «MA». Poi un’altra M e un’altra A si unirono alla fila.

Si creò così una catena: «M-A-M-M-A». Appena la parola fu completata, il foglio bianco si riempì di un calore immenso. Le lettere compresero il loro incredibile potere: unendosi, potevano creare la realtà.

La N, la O, la T, la T e la E si strinsero forte e fecero scendere un cielo stellato. La S, la O, la L e la E si presero per mano e proiettarono nel cielo un raggio caldissimo.

Da quel giorno, le lettere di Fogliolandia non litigarono più per stabilire chi fosse la più importante. Capirono che le vocali avevano bisogno delle consonanti per avere una struttura e le consonanti avevano bisogno delle vocali per dare una voce. Organizzarono così IL GRANDE BALLO DELL’ALFABETO.

Ancora oggi, ogni volta che apri un libro, puoi vederle ballare insieme sul foglio, stringendosi la mano per raccontarti le storie più belle del mondo.

(Giovanna Mangone)

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