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Tutte le fiabe che parlano di "albero"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "albero", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

la magnolia e lestate

la magnolia e l’estate

Con l’arrivo dell’estate la magnolia offrì al nuovo giorno la corolla così stanca delle uggiose giornate. Ora vedeva il prato rinascere, ed ogni fiore cambiava in meglio il suo colore. Il sole del mattino era invitante,… la magnolia e l’estate

la chiesetta tra i mandorli

La chiesetta tra i mandorli

I meriggi, di primavera, il viale che porta alla piccola chiesa, è in ombra, l’ingresso alla chiesa è piacevole. Questo anche nelle ore calde d’estate, i mandorli, rallegrano, rasserenando. Giorgia, Christian, Daniele, con le bici,… La chiesetta tra i mandorli

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Una lettera

Cari bambini, sono una foglia.

Vivo dalla scorsa primavera nell’albero del vostro giardino, sì, proprio quello con le foglie a forma di stella.

Ogni mattina la mia sveglia suona presto, perchè mi piace vedervi arrivare a scuola .

Che gioia quando giocate con me!

Una lettera

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Marco e la sfortuna

Tanto tempo fa, un albero di ciliegie fiorì.

Con il passare del tempo i fiori diventarono ciliegie rosse e golose.

Un bambino di nome Marco andò a coglierle, ma non ci arrivava.

Prese una scala e si arrampicò.

Iniziò a coglierle a manciate e le mise in un grande cesto .

Scese velocemente dalla scala, perché aveva voglia di mangiarle subito, ma … scivolò e il suo cesto si rovesciò sulla sua testa!

Marco e la sfortuna

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Arbor e l’albero della vita

In un piccolo boschetto di latifoglie, vicino a un misero ruscello, vi era un fiorente villaggio di gnomi. Arbor, come tutte le mattine si stava attrezzando per la raccolta delle mele mature che attendevano pazientemente di essere mangiate.

Il giovane gnomo aveva appena 110 anni, possedeva dei lunghi capelli rosso fuoco che svolazzavano leggeri attorno a un viso dai lineamenti sottili e delicati, nascosti dalla folta capigliatura si intravedevano due occhi blu come il mare che quando venivano contemplati erano capaci di far ritornare in mente vecchi ricordi felici.

Dopo aver controllato attentamente l’equipaggiamento composto da cestello, coltellino, bomboletta di insetticida biologico e un magro pranzo al sacco; si avviò lentamente lungo lo stretto sentiero che conduce alle verdi colline coltivate al di là del bosco.

Arbor e l’albero della vita

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Capitan Cuor di Ferro e l’albero degli zuccherini

Il mare era calmo, il vento lieve, i marinai sonnecchiavano tranquilli sotto coperta sul vascello ‘True Life’ quando un pauroso ululato destò prima il Capitano e poi la ciurma.

Un ululato in mare aperto?

Si era Wolf il lupo che seguiva passo passo il comandante della nave ormai troppo vecchio per governare un intero equipaggio, ma ancora forte, sprezzante del pericolo, guardingo e terribilmente superbo, nessuno poteva contraddirlo mai.

«Wolf – intervenne Capitan Cuor di Ferro – che hai, non vedo nulla all’orizzonte?» e così dicendo se ne andò. Il lupo conosceva bene il capitano ed era ormai avvezzo alle sue sfuriate così quatto, quatto si rimise al suo posto, sonnecchiando vicino al padrone.

Capitan Cuor di Ferro e l’albero degli zuccherini

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La vita

Una castagna era rimasta nel bosco, mentre tutte le altre sue sorelle erano state raccolte e portate via, verso la città.

Nessuno l’aveva voluta; chi aveva allungato la mano, per prenderla, si era bucato le dita, perchè essa era ancora tutta racchiusa nel mantello spinoso.

Poi le foglie secche, e poi la neve si erano ammucchiate sopra la castagna e l’avevano fatta sprofondare nella terra buia.

– Come sono stata disgraziata – pensava la castagna. -Valeva proprio la pena di maturare per poi finire così! chissà le mie sorelle come saranno allegre nelle case degli uomini! Ora marcirò e tutto sarà finito. Bel divertimento!-

Per fortuna la castagna si addormentò, e così per molto tempo non ebbe pensieri malinconici.

La vita

ricompensa

La ricompensa

Un bel giorno il Califfo Haroon-Al-Raschid, mentre era a caccia, incontrò un uomo anziano che piantava un albero di noci.

“Questo vecchio uomo è pazzo!” disse il califfo; “si comporta come fosse ancora giovane, e potesse godere i frutti di questo albero”.

Mentre anche il suo seguito si prendeva gioco del vecchio, il Califfo si avvicinò e chiese all’uomo quanti anni avesse.

“Ottant’anni compiuti, mio signore; a, grazie a dio, sto come se ne avessi trenta!”.

“Quanto tempo pensi di vivere,” continuò il Califfo, “per piantare, ad un’età così avanzata, giovani alberi che daranno i loro frutti solo tra molti anni? Perchè perdi tempo in un’occupazione così inutile?”.

La ricompensa