Bambarana

La Bambarana

Fiaba pubblicata da: nonnAnna

Mi ero intrattenuta sino a tardi presso i miei amici di Chivasso e stavo ritornando un pochino insonnolita verso casa. Guidavo lentamente godendomi la strada completamente libera ed ammirando il cielo stellato in cui spiccava, proprio di fronte a me, un’enorme luna piena.

Fantasticavo su come mi sarebbe apparsa, al mio risveglio, la Mole Antonelliana, perchè il venticello che spirava aveva sgombrato perfettamente il cielo, quando ho iniziato a sentire le parole di una canzone… istintivamente ho osservato la mia autoradio ma, come già sapevo, era spenta.

Ho guardato attorno ma le finestre delle case erano tutte completamente buie… eppure man mano che avanzavo le parole di quella canzone mi giungevano sempre più distintamente.

Fermai la macchina, scesi ed iniziai a seguire quella voce per capire da dove provenisse.

Sulla panchina che c’è davanti alla piscina, illuminata dal lampione, c’era una enorme rana verde.

Nessun altro… eppure la voce umana proveniva da li…

Quando fui a pochi metri, la rana si girò verso di me e con immenso stupore scoprii che non solo era lei a cantare ma, invece di un musetto aveva anche una simpaticissima faccia da bambola.

Non avevo bevuto e non ho mai patito di allucinazioni quindi con voce titubante le sussurrai:

“Scusa ma chi sei?”.

“Sono una bambarana non si vede?” mi rispose facendomi un sorriso.

Sinceramente ne sapevo come prima e lei doveva averlo capito perché subito aggiunse:

“Sì lo so che non ce ne sono molte come me in giro e quindi capisco la tua confusione”.

Istintivamente mi guardai attorno per osservare se si poteva trattare di uno scherzo ma il posto era proprio deserto… e lei continuò:

“Sono contenta che ti sei fermata perché stavo quasi iniziando ad annoiarmi”.

“Ma se ti annoi perché non te ne vai da un’altra parte” le risposi.

“Secondo te in queste condizioni posso guidare l’auto?” ribattè subito indicando l’unica macchina che sostava in mezzo al parcheggio.

Rane parlanti che guidano automobili???

Decisamente stavo sognando e quindi mi diedi un bel pizzicotto per svegliarmi ma sentii anche il male quindi ero già perfettamente sveglia.

“Se hai voglia ti racconto la mia storia, intanto devo far passare il tempo” aggiunse la bambarana.

Il sonno mi era completamente sparito ed ero convinta che se non l’avessi ascoltata non sarebbe mai più ritornato, quindi mi sedetti comodamente sulla panchina vicino a lei e stetti ad sentire.

“Devi sapere che a me è sempre piaciuto moltissimo nuotare…”

Tra di me pensavo sfido se sei una rana… ma lei subito aggiunse:

“mi chiamo Emanuela e questo non è il mio vero aspetto. Qualche mese fa ero venuta in piscina e, come al solito, stavo uscendo per ultima quando è scoppiato un enorme temporale. Dal cielo sembrava buttassero giù l’acqua a secchiate, si sentivano dei tuoni assordanti subito seguiti da lampi accecanti. All’improvviso andò via la luce, facendomi aumentare la paura che ho da sempre per i temporali. Appena sentivo un tuono, mi coprivo le orecchie con le mani e strizzavo forte gli occhi. Ad un certo punto, quando riaprii gli occhi, vidi vicino a me una strana figura che sghignazzando mi disse:

“Ti piace tanto stare nell’acqua e poi hai paura di quattro gocce di pioggia?”

Penso sia stata colpa della paura perché io normalmente sono una persona molto gentile ma in quel momento ho proprio risposto sgarbatamente:

“Decisamente sembra un diluvio universale altro che quattro gocce d’acqua e poi non devo rendere conto a lei della mia paura.”

“Preferiresti un bel cielo stellato con una bella luna piena?” ed al mio cenno affermativo continuò:

“Aspetta la prima luna piena e vedrai che bello scherzetto ti faccio mia bella bambarana”.

In quel momento si udì un tuono fortissimo e io istintivamente coprii nuovamente le orecchie e chiusi gli occhi… quando li riaprii la strana figura era sparita.

Dopo poco cessò il temporale ed io me ne tornai a casa dimenticando poco per volta cosa mi era successo e lo strano nome con cui mi aveva chiamato.

Una sera come questa, in cui nel cielo splendeva una bella luna piena, mi sono accorta che in me succedeva qualcosa di strano e, riflessa nell’acqua della piscina, ho visto come mi ero trasformata.

Ecco cosa voleva dire con quella misteriosa parola… fortunatamente tutti erano già andati via e nessuno mi poteva vedere.

Poiché non mi spavento mai di nulla (eccetto per i temporali) mi sono seduta su questa panchina e mi sono messa ad ammirare le stelle e la luna… studiando come fare a ritornare a casa e far capire agli altri che ero proprio io.

Per ingannare il tempo ho iniziato a cantare e prima di finire tutto il mio repertorio (perché io di canzoni ne conosco moltissime) stava già iniziando ad albeggiare ed io… ero ritornata al mio solito aspetto.

Da quel momento ho capito che nelle notti di luna piena mi trasformo in bambarana e quindi per quelle sere cerco di non prendere appuntamenti… perché potrebbero stupirsi di questa mia “strana” versione.

Forse un giorno quella strana figura mi toglierà questo strano incantesimo… però al momento teniamocelo segreto tra di noi, sei d’accordo?”

Sinceramente penso che se anche lo raccontassi nessuno mi crederebbe mai quindi…

Quindi? Voi che dite? Lasciate un vostro commento, nonnAnna sarà lieta di interagire con voi!



Altre fiabe che potrebbero piacerti