Su, su andiamo // Filastrocca di Natale
Dormi dormi
piccolino
fa la ninna
fa la nanna
sogna sogna
giochi e doni
fan fiorire
dolci suoni
La filastrocca, la poesia a forma di fiaba! Giocare con le parole inseguendo la propria fantasia.
Divertitevi con noi ed inviate le vostre idee.
Dormi dormi
piccolino
fa la ninna
fa la nanna
sogna sogna
giochi e doni
fan fiorire
dolci suoni
Gridava un bambino
piccino piccino.
«E’ Natale,
non vale,
smettete la guerra:
la Terra
sta male,
soprattutto a Natale.
Se il mitra non tace,
se manca la pace,
perché siamo nati?
Chi corre nei prati?»
Un bel giorno con mio nonno
ho visto nel mare qualcosa nuotare
e mio nonno disse: un tonno!
e tutto il mare lo sentì urlare.
Il pesce grosso nel mare mosso
Vuole scappare nel mezzo del mare
come un pesce rosso a più non posso
decise di andare a energia solare.
Nel fiume di roma vive la rana Mara .
Mara gioca con il remo insieme a Romeo.
Fanno rumore sul ramo di more.
Nel medioevo si preparavano pozioni in rustici pentoloni,
mescolando, mescolando, con rime strofe di tanto, in tanto.
Una strega lavorava assorta elaborava,
le gocce esatte contava.
Le erbe per i rituali,
in quel senso sono affari,
manca l’erba maestra,
così quella inviata mesta mesta
la mandragola velenosa cercava,
estirpava
poi sperando il demone se ne andasse, urlando.
Il sole è spuntato, già il bosco ci appare come una piccola città, ad ogni animale una mansione che conoscerà
Frasca e Fronda i procioni si sono levati e stanno andando la largo con la barchetta.
“Vorrei fare un piccola gita”.
“Certo” risponde Fronda, “ma il lupo si sarà già svegliato”.
“Di che hai paura non sia avvicina se non affamato, il sole di luglio porta novità”.
“Partiamo poi si vedrà”.
Ho incontrato stamattina
una lenta lumachina
che camminava verso un cuore
che lei chiamava così : un grande Amore!!!
Il suo corpo dolce e molliccio
si faceva tutt’ uno con il terriccio
e saliva con fiducia anche la china più difficoltosa,
sapete bene che ogni cosa preziosa é davvero faticosa!
La barboncina Adeline ama ballare il charleston,
dandosi un bel ton, danza il charleston,
charleston charleston.
Adeline balla, con il suo amato ben,
ed un grazioso capellino,
passo, per passo, che spasso, che,
passione, danzare il charleston.
Adeline prova dalle sei di mattina,
con la sorellina, un’allegra musichetta,
che non vada molto di fretta.
Un filo d’erba ebbe l’occasione
di poter nascere dentro una prigione.
Quanto rumore! Quanto trambusto!
i carcerati presero gusto
nel vedere il pavimento di una cella
attraversato da una particella
così piccina.
D’oro la pioggia dai lombi divini
sulla pelle del toro immolato
dal devoto e misero Iseo
nell’orto poi ripiegata e sepolta
E nacque dal grembo della terra
il bambino promesso.
Splendido e forte cacciatore
le nubi corona al suo capo
mentre dalla montagna
veniva in pianura.
Fatale, l’amore lo perse
benché figlio di Dei .
Compagno di caccia di Diana
suscitò le ire di Apollo
che tese loro il tranello crudele.
La freccia scoccata credendolo preda
spense per sempre l’azzurro degli occhi.
Venne a riva il corpo di Orione
come marmo venato di rosso
trafitto alla tempia dal dardo d’argento
Pianse affranta la Dea
mentre Sirio, cane fedele, ululava alle onde.
“Ciao, sono il Sole, amico di grandi e piccini,
di piante e animali, coi miei raggi ravvivo giardini
a tutto il creato porto con gioia i miei doni.
Anche tu ne godrai se a me t’abbandoni.
Nulla esisterebbe senza di me,
Re dell’universo rendo dolce l’agrume
dorati gli acini d’uva e verdi i giovani bambini…”