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Il contadino allegro Giacomino Basilico

Fiaba pubblicata da: Alessandro Gioia

Giacomino Basilico era precisino
e conosceva il suo orto a memoria.
Questa, se gradite, è la sua grande storia:
in casa sua, tra quadri che rappresentavano melanzane e cipollotti piccoli come tappi,
su di un tavolo di quercia antica, c’era sempre una grande mappa.

Quando la moglie Gelsomina gli chiedeva:
“Caro Giacomino, dove posso trovare i pomodorini pachino e i ravanelli?”
“Gelsomina, non ricordi?…per i pomodorini arriva in centro e poi il terzo solco a destra,
qualche metro oltre le rape, le cicorie e le cipolle bianche. All’improvviso troverai le fave,
i peperoni e le zucchine, i sedani e i fagioli, un metro e ventitré centimetri dinanzi a te, eccoli lì o là!”

Appariva come un gran Re nel suo regno da accudire, ogni solco a dire il vero gli era conosciuto.
Al centro del campo vi erano posizionate le indicazioni: carote e radicchio, quarto solco.

Cavolo e lattuga quinto solco a sinistra o giù di lì.

Questo era ogni dì il suo compito e nella tasca dello spaventapasseri Rimboldo il suo calendario:
giacca rossa e pantaloni gialli a quadri, era il suo miglior amico, quasi umano.

La semina…

Gennaio: cipolla, piselli e fave. Febbraio: rape e barbabietole. Marzo: cicorie, lattughe e zucchine.

Aprile: pomodori, prezzemolo, valeriana e scorzobianca. Maggio: gli amici peperoni.

Giugno: cetrioli, rucola e altro ancora. In piena estate con il sole e in autunno con la pioggia, tutto il resto.
Giacomino metteva IL RACCOLTO in un sacco e si recava al mercato, lesto lesto.

E lì che un bambino disse: ” Mamma, mamma, ma le uova nascono nel frigo, in cucina?”

Giacomino si rattristò nell’ascoltare le parole del bambino.

E pensò alle sue galline che si trovavano in fondo, dopo i cento solchi, nella periferia dell’orto, a poltrire in un cesto.



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