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Tutte le fiabe che parlano di "pace"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "pace", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

silenzio

Il silenzio

Bianca neve che scende dal cielo,
come un vestito candido,
quando cade a terra
sboccia come un fiore.

L’orchestra dei fiocchi
suona una musica silenziosa:

Il silenzio

anastasia-piccola-volpe

Anastasia la piccola volpe

C’era una volta una bellissima volpe dal pelo fulvo e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Anastasia.

Rimasta orfana alla nascita, perduto il proprio branco per mano degli Esseri Umani, impegnati  in una delle loro sanguinose guerre, che avevano trasformato la sua Foresta, un tempo pacifica e serena, in un terreno di scontro raso al suolo all’urgenza dalle loro battaglie, creature mai paghe di potere e conquiste, che col loro fucile tonante avevano distribuito morte e penuria, costellando di bombe e trincerando di filo spinato ogni dove, la piccola bestiola,  ferita ed impaurita, scoperta in fin di vita da un soldato in sopralluogo, era stata raccolta sotto la sua protezione e portata al Campo chiamata da lui col nome di Anastasia.

Anastasia la piccola volpe

lupo-guerra

Il lupo e la guerra

C’era una volta, un bellissimo cucciolo di lupo dagli splendidi occhi viola e il pelo color del miele di nome Scheggia. Allegro, paffuto e pieno di vita, la creatura cresceva accanto ai suoi genitori all’interno del suo branco fiero e orgoglioso, imparando le leggi che regolavano la natura, pronto un giorno a divenire anch’egli un lupo adulto forte e responsabile, capace di dirigere un gruppo suo.

Ma di colpo una mattina, al far dell’alba, mentre tutti gli animali della foresta erano ancora addormentati e il cielo si stava lentamente aprendo coi suoi tenui colori, un boato enorme fece tremare ogni cosa e svegliatisi di soprassalto sotto i colpi inferti dalle granate, a far sussultare il suolo e scuotere gli alberi alle radici facendoli cadere uno ad uno, le bestie sgomente si guardarono impaurite, percependo l’odore acre dell’Uomo venire a disseminare penuria e morte.

Il lupo e la guerra

carletto-arcobaleno

Carletto dell’arcobaleno

Sull’arcobaleno colorato
ci stava un bambino spensierato.

Il suo nome era Carletto
e aveva davvero un bel visetto.

Se ne stava col nasino all’insù
per vedere le stelle cadere giù.

Ogni tanto scendeva a visitare la Terra,
constatando che non era più tanto bella.

Carletto dell’arcobaleno

baribo

Baribò

Nel regno antico di Baribò
c’era un pigro Re che diceva sempre “Boh!”.
Era triste e pauroso quell’ometto
e al posto della corona indossava un elmetto.

Aveva paura in ogni dove, sopra, sotto, qui e là.
Non si fidava di nessuno, per paura non assaggiava nemmeno un babà.
“Chissà cosa ci metton dentro, non si sa mai!”
Si cucinava lui da sé, una scorta di bignè, per evitare guai.

Figurarsi che nel suo regno c’era un omino coi palloncini.
Era ben voluto, allegro assai, tanto gentile coi bambini.
Il Re cosa decise? Indovinate, quell’omino non c’è più.
E’ stato messo su di una zattera e spedito in Perù.

Ma i palloncini son rimasti e son tutti colorati.
Saranno la gioia di tutti: bimbi, bimbe e appena nati.

Baribò

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Il giorno della memoria

L’orrore del genocidio.

Mentre il treno parte, il nazista comincia a sparare in alto, per fare azzittire tutti.

Qualche bambino piange in braccio alla madre che lo stringe a sé per rincuorarlo e proteggerlo.

Si vede tanta gente correre per sfuggire ai loro aguzzini; si sentono persone urlare per la paura di morire.

Il nazista fa un lavoro disumano, terribile da immaginare; dopo avere ucciso moltissima gente e averla fatta soffrire atrocemente, mi chiedo:

“Come si sentirà nel cuore?”

Il giorno della memoria

anatre-soldati

Le anatre e i soldati

Cento anatre nuotano insieme
nessuno le obbliga, né le trattiene
si guardano negli occhi e si vogliono bene
le cento anatre che nuotano insieme.

Cento soldati marciano insieme
il dovere li obbliga, la paura li trattiene
la guerra non è un gioco, lo sanno bene
i cento soldati che marciano insieme.

Le anatre e i soldati

giardino-brigitta

Il giardino di Brigitta

Non troppo vicino, ma nemmeno molto lontano da qui, c’era la casa di Brigitta.

La costruzione di per sé non era niente di speciale: una casa come tante, di mattoni rossi e con un grande portico ombreggiato.

Quello che era a dir poco spettacolare, era il giardino.

Nei dintorni non cresceva niente del genere: cipressi, querce e grandi faggi proteggevano, dall’alto delle loro fronde, un giardino dalle fioriture fantastiche. Farfalle e uccelli d’ogni tipo, svolazzavano rendendo quel giardino un posto da favola.

Del resto Brigitta non si sarebbe accontentata di niente di meno. Era ormai avanti con gli anni, ma vivace e attiva come una giovinetta.

Tutti quelli che abitavano nelle vicinanze, la ritenevano una vecchietta stravagante dato che la vedevano spesso comprare terriccio e concime oppure cercare riviste di giardinaggio, tosaerba, bulbi o vasi, ma non la incontravano mai al cinema o dalla parrucchiera.

Il giardino di Brigitta

miklos-rondinino-blu

Miklós, il rondinino blu

Nella Baviera affrescata dalla festante primavera, viveva nei boschi fioriti, una comunità di rondini che, a ridosso del grande ruscello, conducevano la loro pacifica vita.

Il sole mite e bonario accompagnava, spensieratamente, le loro giornate trascorse tra voli a planare su prati brulicanti di margheritine, e sornioni riposini su ramoscelli verdeggianti cullati dal vento.

Miklós era un rondinino vispo e intelligente, diverso da tutti gli altri piccoli; infatti, a differenza delle altre rondini, lui era interamente blu.

Questa particolare colorazione non gli aveva creato, fino allora, alcun problema; socializzava facilmente con gli altri rondinini ed era ben accetto dall’intera comunità.

Miklós, il rondinino blu