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Tutte le fiabe che parlano di "musica"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "musica", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Willy coniglietto pittore

Willy e’ un coniglietto pasticcione ne combina di tutti i colori giallo,verde,blu, con questi tre colori vuole ridipingere il mondo. Oggi ha indossato la tuta da lavoro,ha comprato un grande pennello ed e’ pronto per la grande avventura trasformare tutto in una tavolozza dai colori sfavillanti….che gioia! Il cielo turchino, le nuvole rosee il sole giallo,e il prato di un verde brillante guardandosi intorno tutti saranno piu’ felici.willy vuole dipingere anche i fiori e restituire loro i caldi colori della dolce primavera..chi ben comincia è a meta’ dell’opera…! a lavoro dunque!

– vieni con me paperino,voglio ridipingere questo fienile – dice willy al suo migliore amico ed insieme si recano sul posto di lavoro discutendo sul colore da dare. . Arrampicandosi su una lunga scala di legno in precario equilibrio willy da prova della sua grande abilita’ di pittore. In pochissimo tempo tutto il fienile dal tetto a terra e’ ricoperto di verde come l’erba dei prati e willy tutto contento ammira con con orgoglio tutto il suo capolavoro.

tacchino-pizzaiolo

Il tacchino pizzaiolo

Un tacchino un po’ goloso, sta pensando già da un pezzo d’imparare a far la pizza.
Su una grande spianatoia mette un sacco di farina,
sale grosso da cucina e di lievito un cubetto,
d’acqua fresca aggiunge un secchio
e mischia tutto con il becco.

Forma una bella palla, che  fa crescere con calma al calduccio nella stalla.
Poi prepara gli ingredienti per condir quella delizia,
prende tutto dentro all’orto della cara zia Letizia.
Rossi e grossi pomodori ,melanzane e peperoni,
di basilico un cestino e di aglio uno “spicchino”.

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Le nozze di Ughetto e Pallina

Nello Cammello nel deserto vagava
con Lillo Gorilla,
in fuga da Bello, Coccodrillo affamato.
Adocchiata a tre miglia la tana di Ciccio Bisonte,
amico fedele di passate bisbocce.
lui dice a Lillo:- E’ la salvezza!
Ancora uno sforzo e ci siamo.
Dai amico mio non disperiamo!-

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Ascolto parole

Ascolto parole di vetro,
ascolto parole lunghe, corte, senza metro.
Ascolto parole fatte di lettere e di suono,
che la tua bocca pronuncia come un dono.
Ascolto parole che suonano in armonia,
mentre la stanza s’accende di magia:
suoni caldi, freddi, un po’ stridenti,
pronunciati dalla lingua in mezzo ai denti.
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Il pifferaio magico

Questa è una favola quasi vera, perché perfino in una città asettica e a volte disattenta e crudele come Milano, a volte si può ambientare una fiaba se si ha ancora voglia di emozioni semplici e pulite, se si ha voglia di credere nelle cose ingenue, semplici e belle.

Come tutte le fiabe inizia con: “C’era una volta”…

C’era una volta un uomo anziano, ma non così anziano come si potrebbe pensare.

Era un uomo modesto, un pensionato che viveva con un sussidio da fame dopo una vita di lavoro per arricchire altri, ma era pulito, ordinato, sempre sbarbato e con un sogno ed un’arte nel cuore.

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I musicanti di Brema

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare.

Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo, ma l’asino si accorse che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda municipale.

Dopo aver camminato un po’, trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada, ansando come uno sfinito dalla corsa. “Perché‚ soffi così?” domandò l’asino. “Ah,” rispose il cane, “siccome sono vecchio e divento ogni giorno più debole e non posso più andare a caccia, il mio padrone voleva accopparmi, e allora me la sono data a gambe; ma adesso come farò a guadagnarmi il pane?” – “Sai?” disse l’asino. “Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda.” Il cane era d’accordo e andarono avanti. Poco dopo trovarono per strada un gatto dall’aspetto molto afflitto. “Ti è andato storto qualcosa?” domandò l’asino. “Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle?

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Le avventure di Camilla

Questa è la storia di un folletto suonerino e delle sue amiche gnome.

Un giorno, e per la precisione era un martedi mattina, questo folletto suonerino, che si chiama ik, era nel bosco vicino casa, era uscito per farsi una passeggiata fino al mercato.

Arrivato al mercato , vide una bancarella con un bellissimo organetto e incominciò a urlare “Ioioioio è mio è mio mio”.

La gente si giro’ a guardare questo folletto un po’ strano, e tutti iniziarono a pensare che fosse un po’ matto !!

Il fatto è che quell’ organetto ebbe un nome ( Camilla.).

Ebbene, quel martedi mattina incontro’ una piccola gnoma che annusava un fiore, e con il viso faceva buffe faccette, vedendo la scena lui scoppio’ a ridere e la gnometta di nome Aifos si alzò e la risata di Ik si fece piu’ fragorosa quando si accorse che la sua faccia era diventata gialla del polline del fiore.

pifferaio-magico-audio

Il pifferaio magico // audio fiaba

Il pifferaio di Hameln è una fiaba tradizionale tedesca, trascritta, fra gli altri, dai fratelli Grimm.

È anche nota come Il Pifferaio Magico o con altri titoli simili.

Si ritiene che essa sia stata ispirata da un evento tragico realmente accaduto nella città tedesca di Hameln in Bassa Sassonia, nel XIII secolo.

Il più antico riferimento a questa fiaba si trovava in una vetrata della chiesa della stessa città di Hameln e risalente circa al 1300. Della vetrata si trovano descrizioni su diversi documenti del XIV e XVII secolo, ma pare che essa sia andata distrutta. Sulla base delle descrizioni, Hans Dobbertin ha tentato di ricostruirla in tempi recenti. L’immagine mostra il Pifferaio Magico e numerosi bambini vestiti di bianco.

Si pensa che questa finestra sia stata creata in ricordo di un tragico evento effettivamente accaduto nella città. Esisterebbe tuttora una legge non scritta che vieta di cantare o suonare musica in una particolare strada di Hameln, per rispetto nei confronti delle vittime. Nonostante le numerose ricerche, tuttavia, non si è ancora fatta luce sulla natura di questa tragedia (vedi qui per un elenco di ipotesi).

In ogni caso, è stato appurato che la parte iniziale della vicenda, relativa ai ratti, è un’aggiunta del XVI secolo; sembra dunque che la misteriosa vicenda di Hamelin avesse a che vedere solo con i bambini. (Paradossalmente, l’immagine del Pifferaio seguito da un esercito di topi è quella che la maggior parte delle persone associano a questa fiaba, magari senza ricordare nient’altro della vicenda).

Introduzione tratta da Wikipedia.

Versione audio a cura di Audiofiabe per bambini di Walter Donegà.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.

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Le avventure di Verdina la tartarughina

C’erano mille e più di una tartaruga a navigare lente, lente nell’acqua di una pozzanghera.

Loro erano piccine e salivano su e poi scendevano dalle piccole montagnole di rocce sull’asfalto. Era il sistema marino intero ricreatosi così di botto nelle mia città, sull’asfalto nero e bianco loro avevano trasportato la loro famigliola al completo, numerosissima.

Tutti i parenti prossimi e lontani erano lì, nella pozzanghera. Fu in un giorno di pioggia che il mare s’ingrandì così tanto e immensamente che le onde trasbordarono fuori oltre la riva, mangiando tutto quello che trovavano sul loro cammino. Il mare s’era arrabbiato e tutta la sua furia usciva fuori e tutti si misero a scappare via più in fretta possibile.