Tutte le fiabe che parlano di "fiore"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fiore", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Helianthus
Tanto tempo fa una farfalla svolazzò intorno alla corolla
di un assonnato girasole e gli disse:
“Ti prego solare fiore, permetti alle mie ali di riposare,
prima del lungo viaggio che devono affrontare.
Non ti sarò di peso, non ti sarò d’impaccio,
leggera mi farò, a mo’ di piumaggio.
Nel ristorarmi ti potrò narrare
il motivo per cui lontano devo andare”.
I fiori della felicità
C’era una volta un bosco che non era un bosco qualsiasi, ma un bosco nel quale gli alberi, i sassi e gli animali parlavano come gli esseri umani. C’è anche da dire, però, che questo avveniva solamente di notte. Di giorno era un bosco come tanti altri.
In quel bosco nessuno ci aveva mai messo piede in quanto i suoi confini erano segnati da spessi rovi spinosi che scoraggiavano chiunque ad avvicinarsi.
Nel paese, in fondo alla valle, si diceva che in quel bosco crescesse il fiore della felicità e che chiunque fosse riuscito a toccare tale fiore sarebbe stato felice per tutta la vita. Come si potrà immaginare tantissime persone si erano messe in cammino per entrare in quel bosco in cerca di quel fiore speciale. Le persone arrivavano piene di entusiasmo e portavano con sé anche delle falci e delle accette per abbattere i rovi, poichè sapevano quanto erano spessi, intricati e pungenti.
Rosa CuorDiPetalo e il mondo delle piccole cose.
Rosa CuorDiPetalo profumava d’acqua di rose, era piccola e delicata come un bocciolo vestito di rugiada ed era solita portare tra i capelli una piccola rosa.
Per molti era una bambina come tante, ma alcune persone ben informate dicevano con certezza che fosse una fata venuta da NonSiSaDove.
La piccola Rosa viveva sulla collina, in una minuscola casa circondata da rose e fiori di campo, baciata ogni mattina dal sole e rallegrata dal cinguettio di allegri passerotti.
Rosa ogni mattina riempiva il suo sguardo di meraviglia ammirando il leprotto dal codino bianco, che saltellava lesto dietro al cespuglio, poi ascoltava attenta il tordo zirlare, quindi respirava profondamente l’odore dell’erba tagliata e infine annusava le sue rose per scegliere quella più adatta ad adornare la sua folta chioma.
Fiore e la regina luna (seconda parte)
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Le scarpette d’argento di Fiore si posarono sul morbido tappeto di trifoglio, la leggera brezza proveniente dal lago incantato fece fluttuare ancora gli abiti d’organza e seta della bambina; Fiore fece scorrere lo sguardo su ciò che la circondava, tutto era come le aveva raccontato Filù, i giunchi, i loti e le canne di bambù ondulavano dolcemente e le ninfee ondeggiavano placidamente sulle calme acque del lago, sentierini circondati da steccati ricoperte di campanule bianche portavano alle case degli gnomi, e degli elfi, al centro del lago un isola non tanto grande con una grande quercia, a Fiore sembrò immensa, il suo tronco era talmente grosso che ci sarebbe voluto tutto il suo villaggio e forse più per abbracciarlo, i suoi rami s’innalzavano verso il cielo immensi e maestosi, e da terra si potevano vedere solo i rami più bassi, le sue radici penetravano nella terra dell’isola imprigionandola interamente, ai piedi della grande quercia, proprio in mezzo a due grandi radici vi stava un castello, dunque era quella la dimora della regina luna, pensò Fiore, mentre con lo sguardo ammirava il castello.












