Un coraggio da leoni

Fiaba pubblicata da: Redazione

In un tempo dimenticato dagli uomini, ormai lontano, non esistevano strade di cemento ne palazzi altissimi, il mondo era ancora così come Dio lo aveva creato.

Ovunque c’erano alberi e piante bellissime e ad ogni fiore Dio aveva donato un colore.

Essi, nelle giornate di primavera, mostravano maestosi i loro colori al sole e lasciavano che il vento trasportasse i loro profumi, tutto questo per ringraziare Dio di averli creati.

Fieri della loro bellezza si vantavano con tutto il creato sentendosi unici e speciali.

Il vento che è molto più anziano dei fiori, girando il mondo aveva acquisito molta saggezza e sorrideva nel vederli così vanitosi.

Soffiava libero tra di loro inebriandosi dei loro profumi.

Un giorno peró aveva notato un fiore diverso dagli altri, che non aveva colori e neanche profumi e incuriosito dal suo aspetto decideva di salutarlo ogni volta che gli passava vicino.

Il fiorellino rispondeva educato al suo saluto ma era troppo triste per sorridergli e se nestava solo soletto in un angolo del suo prato ignorato dagli altri fiori.

Il vento, come qualsiasi creatura di Dio dal cuore tenero, voleva fare qualcosa per quel fiorellino che era sempre triste.

Con cautela si era avvicinato al fiorellino e soffiando dolci parole gli aveva chiesto: “Buongiorno fiorellino, soffiavo da queste parti e noto a mio malincuore che i tuoi occhi sono sempre tristi e non vispi e allegri come quelli dei tuoi fratelli.”

Il fiorellino era emozionato che il saggio vento fra tutti, aveva rivolto la parola proprio a lui.

Timido e sorpreso gli rispondeva: “Mio buon vento perchè parli con me? Tu li chiami miei fratelli ma loro mi dicono che io non sono un fiore come loro perchè non ho petali colorati e non posso mostrare al sole alcuna bellezza ne a te nessun profumo. Insomma mi dicono che sono inutile” così, triste, chinava di nuovo il capo.

Il vento, che è buono e saggio come Dio, si dispiaceva per il fiorellino e rispondeva: “Non essere triste, nessuno dei miei amici o fratelli deve esserlo perchè se cerchi bene vedrai che non puó esserci motivo per le tue lacrime. Lascia perdere, non dare retta a quei vanitosi dei tuoi fratelli. Io ho girato tutto il mondo e posso dirti che non solo i colori sono belli ma anche tantissime altre cose.”

Il fiorellino rimaneva stupito dalle parole del suo amico vento: “Davvero? E noi siamo amici?”

“Si certo, quindi puoi fidarti di me” rispondeva il vento sorridendo.

Il fiorellino rincuorato dalle parole amichevoli del suo amico vento gli chiedeva curioso ed emozionato ” Come posso essere bello anch’ io? Se non ho colori come posso ringraziare Dio di avermi creato come fanono i miei fratelli?” E il ventocon occhi amorevoli gli rispondeva:” Se mi permetti di asciugare con un soffio le tue lacrime porteró i tuoi petali con me, leggero come l’aria vedrai quante cose belle oltre i fiori esistono”.

Il fiorellino acconsentiva mentre decideva di ascoltare il vento e lasciarsi a lui.

Il vento, delicato soffiava via le sue lacrime e con se raccoglieva i suoi petali portando il fiore ad altezze da cui non avrebbe mai potuto vedere, osservando punti di vista che non avrebbe mai potuto considerare senza quella scelta.

Vedeva ogni meraviglia del mondo e con esse tutte le loro diversità.

Intanto il vento amico con affetto gli sussurrava: “Vedi quante cose meravigliose? Ovunque guardi c’è sempre qualcosa di bello che può renderti felice come ti rende il sole” così il fiorellino entusiasta, mentre ammirava ogni bellezza del mondo e per vedere in ogni dove girava e girava su se stesso, stava danzando con il vento ed era maestoso e divino.

Gli altri fiori lo guardavano, ammirati da quella nuova bellezza danzante.

Il vento continuava rassicurandolo: “Per osservare ovunque ti volti in ogni dove e non ti sei accorto che così facendo stai danzando con me, leggero. Mentre ti lasci ai miei soffi ti muovi in una leggiadra danza bella per ogni tuo fratello che ora ti guarda stupito perchè nessuno di loro puó volare come te. La tua è una bellezza diversa da un colore ma non per questo minore. La bellezza non è solo nell’apparenza ma nell’espressione. Essa è dentro tutti, è nel come tu esprimi il bello che c’è nel tuo cuore”.

Il fiore era felice di quelle parole e ci teneva a capire bene quindi gli chiedeva “E come faccio a sapere che ho trovato la bellezza che è nel mio cuore?” E il vento rispondeva:” Perchè in quel momento,quando l’avrai trovata, sarai felice. Felice come sei tu ora”.

Soffiando con più forza lasciava il fiore danzare libero con la sua felicità.

Isuoi petali si dispersero nel mondo per mostrarsi a tutti i fiori che l’avevano giudicato diverso.

Perchè diverso era ma diversamente bello ora si sentiva.

Da quel giorno il fiorellino vede nascere la sua bellezza dal soffio del suo amico vento e il vento non è più solo nei suoi lunghi viaggi.

I suoi fratelli, ora rispettosi, per il coraggio che aveva mostrato nel decidere di volare con il vento lo chiamarono Dente di Leone e lo accolsero tra di loro scusandosi con lui per averlo ignorato e si vergognavano per l’ignoranza che avevano avuto nel giudicarlo.

Anzi lo invidiavano anche un po’ perchè il loro fratello ritrovato era l’unico fiore che poteva danzare con il vento.



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