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Tutte le fiabe che parlano di "fame"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fame", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Storia del ghiro sveglio

C’è un detto, “dormire come un ghiro”, molto diffuso.

Ma chissà se è poi vero che i ghiri sono così dormiglioni.

Pare proprio di no.

Ad esempio, prendiamo il ghiro Palmiro.

Costui vive nel tronco di un enorme albero secolare. Si nutre di ghiande, noci, nocciole, arachidi, ma anche foglie, è veramente un gran mangione.

È davvero simpatico e un gran lavoratore, a differenza degli altri ghiri suoi amici.

Eh sì, perché mentre questi sono sempre in letargo e chiusi nelle loro tane, il povero Palmiro soffre di insonnia.

Purtroppo, se inizialmente si pensava ad un disturbo dovuto allo stress da cibo

(paura tipica dei ghiri di rimanere senza nulla da mangiare), dopo una serie di meticolosi controlli, il dottor Tasso ha scoperto che si tratta di una patologia congenita.

Storia del ghiro sveglio

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Pulcinella

D’appetito Pulcinella n’aveva molto e a tutte le ore , anche in sogno. Quando suo padre lo rimproverava, lo batteva e gli diceva:

– Infame! –

egli rispondeva proprio: – Si, padre mio, avete ragione, che’ io sono

sempre in fame e appetito, ma la colpa non e’ mia. La colpa deve essere

di questo camiciotto, il quale mi e’ tanto grande che sento sempre il desiderio di ingrassare per riempirlo.

Morto il padre, Pulcinella si risolvette a lasciare Napoli, in cerca di mangiare e di bere, perche’ con gli anni al molto appetito s’era aggiunta moltissima sete. Tanto che, quando fu sul punto di partire, ad un amico che gli chiedeva perche’ lasciasse la sua Napoli, rispose con sussiego che s’era messo a fare il mercante.

Mercante di che cosa?

Pulcinella

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Come il riso arrivò sulla terra

Una leggenda popolare raccontata infatti che un buon genio della campagna se ne stava tranquillo a osservare compiaciuto la vita degli uomini: Essi avevano dimenticato da tempo l’ultima terribile carestia che li aveva colpiti,

Vivevano serenamente e la loro esistenza semplice andava al passo con il ritmo della natura, Gli anni scorrevano come un fiume lento e tranquillo,lasciando nella memoria delle persone la gratitudine per il doni che ricevevano dalla terra, Infatti, nonostante la coltivazione dei campi costasse molta fatica, gli uomini avevano di che sfamare le loro famiglie in abbondanza.

Come il riso arrivò sulla terra

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L’omino di panspeziato

C’era una volta una vecchina che sapeva fare dolci meravigliosi.

Un giorno, mancava poco a Natale, preparò un bellissimo e dolcissimo omino di panspeziato.

Per occhi aveva due uvette marroncina, per naso una ciliegina candita, per bocca una mandorla.

Tutta soddisfatta mise l’omino di panspeziato in una teglia e lo infilò nel forno.

Ma subito dopo sentì bussare insistentemente alla porticina del forno e una vocina che gridava:

“Fammi uscire !! Fammi uscire!!”

L’omino di panspeziato

dotto-topino

Il dotto topino

Sono un piccolo topino
e se sporgo dal buchino
devo stare molto attento
perché provoco spavento

Scappan tutti con orrore
e mi viene il batticuore
a veder tanta paura
neanche fossi una sventura

Il dotto topino

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Il vecchio Lev e le sue storie

Lo sapevate che esistono, nel mondo, paesi lontanissimi? Talmente issimi da poter essere visti soltanto nei sogni?

Alla gente comune questi strani luoghi appaiono di sfuggita, durante le soste in mezzo al traffico o al momento del risveglio, quando un occhio è ancora chiuso per colpa del sonno. Nessuno perde tempo in questi posti bizzarri, e quei pochi che vi scorrazzano si contano sulla punta delle dita, le prime quattro della mano sinistra, dal pollice fino all’anulare.

Proprio il pollice è il dito occupato da Lev, un anziano signore che vive da solo nel bosco, in una casetta di legno costruita sui rami di una grande quercia. L’occupazione preferita del vecchio Lev è quella di scrivere i resoconti dei suoi viaggi notturni, senza tralasciare neanche una riga.

Il vecchio Lev e le sue storie

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I ragni nascosti

La terra era completamente bruciata dal sole, gli alberi erano secchi, i campi riarsi e il fiume quasi asciutto.

Ben presto la carestia dilagò in tutto il paese.

Papà Ragno doveva nutrire sei figli e una moglie: guardando le loro pance vuote si rassegnò ad andare a mendicare un po’ di cibo di villaggio in villaggio.

Piangendo disperato sulle sue sventure, tutte le sere riusciva a portare a casa qualcosa da mangiare; sette frittelle, sette patate dolci, o, ancor meglio sette chicci di riso.

I ragni nascosti

pollicino-audio

Pollicino // Audio fiaba

Pollicino (Le Petit Poucet) è una celebre fiaba di Charles Perrault, raccolta anche dai Fratelli Grimm (la versione narrata è quest’ultima). Originariamente pubblicata nei Racconti di Mamma Oca nel 1697. Alcune traduzioni italiane la riportano con titoli diversi, come Buchettino.

Il racconto di Pollicino, come quello di Hansel e Gretel, con il tema della fame in primo piano, può essere interpretato come un insegnamento per i bambini affinché superino quella che Freud chiama la fase orale. Pollicino rinuncia a mangiare e invece impara a usare la sua intelligenza, i suoi occhi e le sue orecchie. Al contrario (i fratelli di Pollicino, l’Orco, le sue figlie) mangiano e dormono.

Il Pollicino di Perrault, pur essendo certamente ricollegabile a radici medioevali comuni a quelle di Hansel e Gretel, reinterpreta questo tema con riferimento alle grandi carestie sotto il regno di Luigi XIV, dovute alla “piccola era glaciale” verificatasi fra il 1687 e il 1717 in Europa (nel 1715 la Senna ghiacciò completamente durante l’inverno “siberiano”, e il suolo gelò per 70 cm). Tutto il tema del racconto volge in qualche modo intorno all’alternativa “mangiare o essere mangiato”; Pollicino rinuncia al suo pane per far cadere le briciole, mangiate dagli uccelli; i fratelli nel bosco sentono l’avvicinarsi dei lupi affamati; nella casa dell’Orco ricevono un lauto pranzo ma corrono il rischio di essere a loro volta divorati.da un orco.

Introduzione tratta da Wikipedia.

Tutte le versioni di Pollicino qui.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

Pollicino // Audio fiaba