06Feb
2015
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Alice nel paese dei Diritti dei Bambini // Video fiaba

Fiaba di: Favole Isabella

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La fiaba

C’era una volta una graziosa bambina dai capelli rossi di nome Alice.

Alice viveva in montagna con la sua mamma e il suo papà in una piccola casetta tutta di legno circondata dal bosco, dalle fragole e dagli scoiattoli che si arrampicavano su e giù dagli alberi.

Alice era una bambina molto vivace e curiosa, ma lì in montagna si sentiva un po’ sola e così un giorno disse: “Voglio partire per conoscere posti nuovi e soprattutto nuovi bambini”.

La mamma aveva spiegato ad Alice che la terra è il paese delle meraviglie e che la terra sta nel cielo come un giardino tra le stelle, un immenso giardino fatto di oceani blu, continenti verdi e grandi deserti gialli abitato da creature meravigliose.

Clicca su “Leggi tutto” per vedere la fiaba.

La video fiaba

Una nuova puntata della trasmissione tv in onda su Sky “Le Favole di Isabella”.

Una favola sui diritti dei bambini per capire e riflettere insieme, scritta e letta dall’attrice Isabella Vendrame.

“Le Favole di Isabella” vi aspettano sulla pagina Facebook Le Favole di Isabella.

Il testo completo

C’era una volta una graziosa bambina dai capelli rossi di nome Alice.

Alice viveva in montagna con la sua mamma e il suo papà in una piccola casetta tutta di legno circondata dal bosco, dalle fragole e dagli scoiattoli che si arrampicavano su e giù dagli alberi.

Alice era una bambina molto vivace e curiosa, ma lì in montagna si sentiva un po’ sola e così un giorno disse: “Voglio partire per conoscere posti nuovi e soprattutto nuovi bambini”.

La mamma aveva spiegato ad Alice che la terra è il paese delle meraviglie e che la terra sta nel cielo come un giardino tra le stelle, un immenso giardino fatto di oceani blu, continenti verdi e grandi deserti gialli abitato da creature meravigliose.

Queste creature meravigliose sono i bambini e ogni bambino è una creatura meravigliosa.

“ Vedi Alice, disse la mamma, nel tuo viaggio potrai incontrare bambini neri o rosa, bianchi, gialli o rosso rame, potranno salutarti strofinandoti il nasino, facendoti la linguaccia o dandoti un bacino, potranno essere ricchi o poveri, ma saranno sempre delle creature meravigliose!”.

Ormai Alice aveva troppa voglia di conoscere queste creature meravigliose e così tutta felice partì per questo lungo viaggio alla scoperta del paese delle meraviglie.

Attraversò montagne, mari, camminò e camminò fino a che i piedini le fecero talmente male da decidere di fermarsi. Alice si guardò intorno e vide che era pieno di bambini.

 “Quanti bambini!” Disse.

Ce ne erano di tutti i tipi: bambine con i fiocchi in testa, con i capelli lunghi o corti, con gli abitini colorati e tanti bambini, chi con i pantaloncini corti, chi con le scarpe colorate, alcuni correvano, altri portavano a spasso il cagnolino… comunque sia, erano tutti bravi!!!

Anzi, bravissimi!!!

Non gridavano, non si picchiavano, non si mettevano le dita nel naso, non rompevano i vetri delle finestre, non disobbedivano… erano i bambini più educati che Alice avesse mai visto.

Erano molto responsabili, ragionevoli ed ordinati; a scuola arrivavano sempre puntuali e non dimenticavano a casa né i libri, né i quaderni.

A tavola si presentavano con le mani pulite, mangiavano anche le verdure e non dicevano mai “No, questo non mi va!” e quando giocavano erano sempre molto tranquilli.

Non facevano baccano, non si sporcavano e non disturbavano mai nessuno.

Non dimenticavano mai di lavarsi i denti e dopo cena andavano a letto senza fare i capricci.

“Che bambini strani” pensava Alice “ma non ridono mai? La mamma mi aveva detto che la terra è un paese meraviglioso abitato da creature meravigliose, ma queste creature non mi sembrano felici.”

E infatti questi bambini si comportavano bene, ma non ridevano proprio mai! “Io rido sempre – pensava Alice – rido quando gioco, quando la mia mamma mi legge le favole, quando guardo la televisione…!”

Un giorno nel paese arrivò il circo, arrivarono acrobati, giocolieri, elefanti e tigri. Questo circo aveva al suo ingresso una grande insegna “ IL PAESE DEI DIRITTI DEI BAMBINI.”

Con il circo arrivò anche un pagliaccio dal nasone rosso e i capelli blu che iniziò a saltare, a cantare e a fare acrobazie, ma nessun bambino ad eccezione di Alice, si mise a ridere.

Il pagliaccio si rattristò perché di solito i bambini si piegavano in due dalle risate ogni volta che lo vedevano e così preoccupato chiese ai bambini “Perché non ridete?” e i bambini risposero “Ridere? Che cos’è il ridere?”.

 “Ridere è allegria, divertimento, libertà, felicità, è il diritto di essere bambini” disse il pagliaccio che decise così di insegnare ai bambini a ridere!

E da quel momento tutti i bambini iniziarono a giocare, a divertirsi e a cantare.

Alice ora attorno a sé non vedeva più bambini perfetti e tristi, ma bambini che ridevano, che passeggiavano allegramente con i genitori, che andavano a scuola felici di imparare cose nuove. Certo, c’era qualcuno più contento e qualcuno più annoiato, bambini più obbedienti e altri meno, qualcuno più ordinato e qualcun altro  più disordinato… ma questo perché I BAMBINI AVEVANO FINALMENTE CONQUISTATO IL DIRITTO DI ESSERE BAMBINI!!!

“Caspita! –disse Alice- ma allora anche io ho dei diritti?”

“ Certo – rispose il pagliaccio dal grande nasone rosso – tutti i bambini del mondo devono poter giocare, poter ridere, poter andare a scuola e avere una famiglia che si prenda cura di loro… questo perché sono delle creature meravigliose proprio come ti diceva la tua mamma. Ora Alice, ora che hai scoperto che esiste il paese dei diritti dei bambini, torna a casa dai tuoi genitori che sicuramente ti staranno aspettando.”

E così Alice iniziò la strada del ritorno, attraversò ancora mari e monti e finalmente arrivò a casa.

Lì ad aspettarla nella sua bellissima casetta in legno c’erano la sua mamma e il suo papà.

Trovò il caminetto acceso e una torta al cioccolato; i suoi genitori la abbracciarono forte, forte e la riempirono di tenere coccole!

Alice era felice di essere tornata a casa nella sua bella casetta tra le montagne, era felice di essere di nuovo con la sua mamma e il suo papà che le volevano tanto bene… e così iniziò a raccontare di essere stata in un paese dove tutti i bambini hanno dei diritti: il diritto di giocare e di ridere, di essere amati e di avere una famiglia proprio come lei!!” 

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