18Feb
2019

Con lo zucchero impastata

Fiaba di: barbara cerrone

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La fiaba

C’era una volta una bambina dolcissima e con lo zucchero impastata: le sue mani erano di zucchero e cannella, la sua bocca di zucchero filato, i suoi occhi una delizia di zenzero e di zucchero sì, ma caramellato.

Quando parlava uscivano dalla sua bocca parole dolci come il miele, e di miele erano  gli sguardi che rivolgeva a tutti, perfino ai dispettosi che dopo averla guardata un solo istante si raddolcivano, diventando buoni.

La sua dolce presenza rendeva meno amara  la più brutta delle giornate, se c’era pioggia si vedeva il sole fra le sue ciglia di zucchero e candito.

Ci fu una volta che si ferì a un dito: ne uscì del sangue che cadde giù per terra e da quel sangue nacquero zollette tutte rosa, buone da usarsi per addolcire il tè.

Un giorno il medico le disse: “Sono preoccupato: dai controlliamola, la tua glicemia.”

Dai risultati si capì molto bene che lei non era di questa terra, era una fata, dolcissima e con lo zucchero impastata.

Da allora ebbe per casa  uno scrigno tutto d’oro, dove viveva con tutte le altre fate; insieme  disegnavano, giocavano,  e fra le rose cantavano canzoni.

Nessuno osò mai più toccarla per il timore che si spezzasse, la sua figura di zucchero impastata; neanche il sole volle più sfiorarla perché il calore non la facesse sciogliere.

A dire il vero a volte lei rimpiangeva la sua esistenza di piccola bambina, poi  si diceva  che se una è fata è fata  e deve vivere secondo  la sua  natura.

Ancora oggi se la volete vedere la trovate nello scrigno dorato che ride e scherza con le sue amiche fate  ma… mi raccomando,  non la svegliate se sta facendo sogni di  miele e con lo zucchero, tanto ma tanto zucchero, impastati.

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