03Nov
2015

Le tre ragazze di Halloween

Fiaba di: gigimar86

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La fiaba

New York…. in una sera buia di Halloween, c’erano tre piccole donne … amiche per la pelle: Heather, Gwen e Bridget.

Bridget ha i capelli biondi e gli occhi azzurri, Gwen ha i capelli e gli occhi castani e Heather ha i capelli neri e gli occhi verdi. Tre belle ragazzine di 12 anni che frequentano la stessa scuola e la stessa classe, anche se oggi a scuola non sono andate per prepararsi alla gran festa di stasera: “La notte delle streghe”.

A proposito di streghe…sapete quali sono le paure di queste tre protagoniste riguardo ad Halloween?

Bridget ha paura dei mostri, Gwen dei fantasmi e Heather delle streghe.

Pur avendo questi timori, le ragazze amavano festeggiare Halloween mascherandosi e girovagare nelle strade del quartiere col motto di: “Dolcetto o scherzetto?”.

I loro genitori affittarono i costumi più belli di tutto il quartiere: Bridget si vestì da angelo e portava con sé una bella bambola riccioluta dai capelli biondi, come un vero angelo. A Gwen, quello di fata perché era attratta dalle creature magiche con la bacchetta e portava con sé una lanterna di zucca.

Invece a casa di Heather…

“Heather, per favore scendi giù” disse sua madre.

“Arrivo subito mammina…. Che c’è?”

“Apri il tuo regalo, figlia mia.”

Heather, trepidante, non ci stava più nella pelle e in un baleno strappò la carta di quell’involucro in cui vi era confezionato un bel vestito da principessina.

“Uh, che belloooooo… mamma grazie. Proprio quello che volevo.”

“Ti piace?”

“Uh…Se mi piaceee??? E’ per me il miglior costume di Halloween. Non vedo l’ora che Bridget e Gwen mi vedano vestita così stasera.”

“Sono contenta che ti piaccia. E piace molto a Regina.”

“E adesso che c’entra il gatto.”

“C’entra perché la porterai con te stasera. Io e tuo padre non possiamo perché siamo stati invitati ad una festa in maschera.”

“No mamma per favore. Non farmi questo, ti prego.”

“O porti Regina con te o stasera non uscirai con le tue amiche. Decidi tu.”

“Va bene mamma. Ci penso io al gatto.”

“Brava, bambina mia!”

Heather non andava daccordo col suo gatto bianco ma per fare un favore a sua madre quella sera era costretta a portarselo appresso. Intanto Gwen e Bridget, che abitavano nelle vicinanze, arrivarono a casa di Heather accompagnate dalla madre di quest’ultima che, conoscendo le loro paure le raccomandò di farsi coraggio e divertirsi.

“Grazie mamma” disse Bridget mentre Gwen suonava il campanello della casa di Heather.

Una meravigliosa principessina aprì loro la porta…era Heather.

“Stai benissimo…sul serio …siam senza parole” dissero le amiche di Heather rimanendo esterefatte.

“Grazie amiche care…siete molto gentili. Comunque anche i vostri costumi non sono da meno… Beh…andiamo?”aggiunse Heather.

Le strade erano piene di mummie, di vampiretti, di mostriciattoli e di piccole streghe e tutti rimanevano a bocca aperta ad ammirar la bellezza al passaggio delle tre giovinette.

“Bridget, vai in giro con le bambole alla tua età?” disse Gwen.

“Che vuoi? Guarda che non c’è niente di male. E poi mi da sicurezza” rispose Bridget.

“Ti da sicurezza una bambola? Ma daiii….”ribattè Gwen.

“Ragazze per favore non litigate. Siamo uscite per divertirci. Non rovinate questa serata” disse Heather tranquillizzando le due ragazze.

“Ok..ok…pace fatta.”

“Ooh…Così va meglio.”

Tutte e tre ripresero a girovagare per le vie del paese bussando di porta in porta col coro univoco di “Dolcetto o scherzetto?”.

Tutto ciò che le venivan regalato andava a posarsi in una lanterna a forma di zucca e tutto questo, poi veniva condiviso a fine serata tra loro tre.

Girato in lungo e in largo il paese, le tre ragazze s’imbatterono in un castello dall’aspetto inquietante.

“Dicono che ci abita una strega…a me invece hanno detto che ci vivono dei mostri e dei spiriti in quel castello” discutevan Briget e Gwen.

“Ma che dite? Non vedete che è disabitato da molto tempo e non ci vive più nessuno? Comunque io non ci entrerei mai in quel castello” disse Heather.

“Hai ragione… condivido in pieno” aggiunsero le altre.

Le ragazze avevan timore ad avvicinarsi a quel castello che, in realtà, era davvero abitato da una strega con altri inquilini sinistri. La strega, che le stava osservando dalla sua sfera di cristallo, sapeva già che le ragazzine avevano paura e per attirarle nella sua dimora architettò un piano diabolico per potersi disfare dapprima dal gatto bianco che stava con loro facendo apparire, come per incanto,un grosso gomitolo di lana rosso usandolo come esca.

Regina che era in braccio ad Heather saltò a terra cercando di acchiappare quel gomitolo che…rotolando rotolando si avvicinò all’ingresso del castello attirando così la curiosità di Regina e delle tre ragazzine. …all’improvviso la porta si aprì come per magia ed il gatto cercando di acchiappare il gomitolo varcò l’ingresso del castello.

“Regina torna subito qui…Reginaaaa” disse Heather con stizza.

“Oh no! E’ entrata nel castello. Adesso che facciamo ragazze?” disse Bridget perplessa.

“Dobbiamo entrare anche noi, ora, nel castello.”

“Sei pazza lì dentro non ci entro….ho paura di incontrare la strega”disse con voce tremula Gwen.

“Gwen ti ho già detto che le streghe non esistono. Mia madre mi ha raccomandato di fare attenzione a quel gatto. Vuoi che ritorni a casa senza e farla arrabbiare? Entriamo di soppiatto, prendiamo il gatto e ce ne andiamo via. Ok?”

“Va bene” risposero in coro Gwen e Bridget.

Una volta entrate nel castello, le ragazze si tennero per mano. Lì dentro era tutto sporco come se nessuno abbia mai fatto pulizie: mobili antichi, opere d’arte macabre, grandi scalinate. Ma dovevano stare attente perché lì c’eran anche condotti segreti, trappole e muri scorrevoli. Girarono in lungo e in largo tutto il castello ma di Regina si era persa ogni traccia.

Ad un tratto…proprio mentre stavano per farsi coraggio l’un l’altra dicendo: “Ragazze stiamo molto attente. Non possiamo sapere cosa ci sia in questo cast…”le tre ragazze caddero in una botola mandandole a cadere in tre stanze separate.

In quel momento si misero a piangere per lo shock ricevuto. Non eran più insieme e la paura era diventata maggiore.

La strega, sulla sua sfera di cristallo, vide tutto e si compiacque per il suo ingegnoso e diabolico piano. Ora che eran da sole, per lei iniziò una serata di divertimento…diabolico. La strega cominciò a tormentare Bridget con la sua fobia dei mostri. Infatti inviò uno dei suoi servitori, un mostriciattolo verde dai denti aguzzi.

“Voglio che mi porti la ragazzina dai capelli biondi in modo da farne mia schiava…per sempre. Aaaaaahhhhh! Aaaaaahhhhh!”

“Non ci posso credere. Ma allora qui ci vive veramente una strega. Che il cielo mi assista.”

Nel frattempo Bridget stava architettando un modo per trovare le sue amiche ed uscire dal castello ma avvertì una strana presenza che si celava nel buio. Più l’odore si avvicinava più Bridget aveva paura.

“Hei voi…fatevi vedere..chi siete?” disse, tremando, Brigdet

La sorpresa non fu affatto piacevole quando dietro ad una porta comparve il mostro verde dai denti aguzzi.

“Vieni con meeee” disse il mostro.

“Aaaaaaaahhhhhhh!!!” urlò Bridget.

Bridget se la diede a gambe dalla paura ma il mostro era in vantaggio su di lei e stava per catturarla. Ad un tratto si ricordò delle raccomandazioni di sua madre e si aggrappò forte forte alla sua bambola .

Questa, durante la corsa cadde ed il mostro bloccò la sua corsa desistendo dal proseguire: la bambola dai capelli d’oro con la veste bianca fece paura al mostro.

Bridget si tolse le mani dagli occhi e vide che il mostro si era defilato ed era anche impaurito..: che cosa l’ha fatto desistere?

Intuitivamente Bridget capì che anche i mostri in fondo hanno paura di qualcosa proprio come le aveva spiegato sua madre. Proseguendo il cammino per i sotterranei del castello, Bridget trovò una porta che si aprì quando lei mosse, inavvertitamente, la testa di un cane impagliato e messo lì per ornamento… dietro quella porta c’era una scala a chiocciola che portava dritto nella grande sala: il regno della strega, furiosa per la mancata cattura della ragazza da parte del mostro.

“Maledetto mostro! Ci penserò dopo a lui …”- disse bofonchiando la strega e proseguendo aggiunse:

”Tanto quella scala la condurrà dritta da me. Ora penso a catturare le altre due.“

La prossima vittima era Gwen. Lei aveva paura dei fantasmi e la strega le sferrò uno che le andasse incontro a terrorizzarla per poi catturarla e portarla al suo cospetto. Gwen era finita nella biblioteca con centinaia….anzi no… migliaia di libri vecchi e bisunti. Ad un tratto un rumore sinistro si udì in quella stanza e questo bastò per far spaventare Gwen….poi ad uno ad uno quei libri cominciarono a cadere dagli scaffali… per opera del fantasma che aveva inviato la strega. Gwen incominciò ad urlare dalla paura proprio quando questo si fece notare dalla ragazza .

Gwen inizio a correre verso l’unica via di uscita…ma la porta si chiuse di scatto bloccandola all’interno della biblioteca oscura e lugubre. Gwen, allora, pensò bene di accendere Jack o’ lantern, ossia la sua lanterna di zucca.

Dovete sapere che gli spiriti cattivi hanno paura delle zucche e fin quando la sua lanterna rimase il fantasma non gli fece alcun male e sparì dal suo cospetto. Gwen si fece coraggio ed uscì fuori da sotto il tavolino dove si era riparata cercando di aprire quella porta maledetta ma non ci fu niente da fare: la strega maledetta controllava anche le serrature di tutto il castello dalla sua sfera magica.

“Sei riuscita a sconfiggere il fantasma? Ora voglio proprio vedere come riuscirà ad uscirne fuori da quella stanza!”urlò la vecchia.

Gwen notò sopra ad uno scaffale una chiave grande e sbrilluccicante con un cordone di raso…s’arrampicò per prenderla ponendo uno sopra l’altro i libroni caduti a terra a mo’ di scalini….ci riuscì a farla sua…ma ancora una volta rimase delusa… quella chiave non apriva quella porta, quindi se la appese al collo.

Mentre girovagava per la stanza per trovare una via di uscita inciampò ad un tavolino sovrastato da un candeliere d’argento …. era il passepartout per aprir quella porta. Infatti, il candeliere, mentre stava per cadere fece scattare la serratura di quella porta che riconduceva ad un’altra scala a chiocciola che, ovviamente, avrebbe condotto la fanciulla nella grande stanza della strega.

Adesso era il turno di Heather.

Heather aveva ispezionato tutto il castello alla ricerca delle sue amichette che non riusciva a trovare e proprio mentre aveva perso ogni speranza intravvide due ombre che scendevano da due scale a chiocciola :erano Gwen e Bridget che, ironia della sorte, avevano imboccato due scale differenti che riconducevano entrambi nella grande sala dove stava ad aspettarle…indovinate chi???? la strega, ovviamente. Costei, appena le ebbe a tiro tolse dalle mani delle ragazze la lanterna di zucca e la bambola in modo da essere indifese e semplici da catturare. Adesso niente e nessuno le poteva salvare dalla magia di quel malevolo e sinistro personaggio. Gwen, appena entrata in quel salone, aveva notato vicino al caminetto una piccola porta chiusa a chiave e intuì che quella fosse la prigione destinata a loro ed infatti l’incantesimo non tardò ad arrivare.

Le ragazze furono bloccate dalla magia della strega e rinchiuse proprio dietro quella piccola porticina dov’era celata una stanza buia e fredda.

Quando tutto sembrava perso e il coraggio delle due povere ragazze stava per venir meno ecco comparir Regina, la gattina di Heather con la sua padroncina che, intanto si eran ritrovate….eran proprio lì a dar manforte alle proprie amichette. La strega che…aveva terrore dei gatti bianchi, mentre cercava di indietreggiare all’avanzamento del felino verso di essa, cadde nel pentolone che conteneva l’acqua bollente e nel vano tentativo di aiutarla si tirò dentro anchè il fantasma ed il mostriciattolo che erano corsi in suo aiuto.

L’incubo era finito e le ragazze potevan gioire per la libertà ritrovata. Aspettate… non è finita qui.

La chiave che Gwen aveva appesa al collo ve la ricordate? serviva a qualcos’altro.

Una volta che la strega era sparita da quella stanza tutto prendeva la sua giusta forma: le ombre che dominavan la stanza spariron anch’esse e la luce trionfò sulle tenebre…tutto ritornò a splendere in quel castello…i prati rifiorirono, gli alberi rinvigoriron come per magia.

Le ragazze, soddisfatte…s’incamminaron verso l’uscita del castello ma giunte vicino al cancello udiron nuovamente una voce chiedere aiuto…quella voce proveniva dai sotterranei del castello.

Gwen, Brigdet ed Heater si guardarono…si presero per mano e…sicure che oramai nulla poteva più lor far paura, si precipitarono a soccorrer chi chiedeva aiuto. Ecco che quella chiave serviva a qualcosa….sì, quella chiave teneva richiusa una fata che poi, era la vera padrona del castello.

“Vi ringrazio mie care fanciulle. Molti anni or sono io abitavo felice e contenta in questo castello col mio consorte e le mie tre dolci figliolette. Un bel giorno mio marito si ammalò e in breve tempo morì come pure le mie tre pargolette poiché avevano contratto la stessa malattia del padre. Un giorno, mentre ero tutta sola e afflitta dalla disperazione diedi dimora ad una signora che aveva bussato al mio castello. Era tremante ed affamata ed io la rifocillai. Non capii che quel gesto fosse la mia condanna: da lì a poco quella signora bisognosa d’aiuto si rivelò in tutta la sua natura..e per invidia mi rinchiuse in questa cella e s’impadronì di tutto il castello. Vi ringrazio di cuore bambine mie…avete dimostrato scaltrezza,saggezza e coraggio.Se c’è una cosa che posso fare per voi parlate ed io sarò felice di accontentar ogni vostro desiderio” disse la fata.

Gwen e Bridget sognavan ad occhi aperti …incredule di ciò che le era capitato. Ad Heather venne una splendida idea: chiederle di poter festeggiar Halloween proprio nel suo castello e la fata acconsentì.

In quel momento comparve la fata con la sua bacchetta magica e PLìN ….il castello ritornò alle sue origini, ogni stanza brillava di luce intensa e la gente che passava da lì entrò per curiosar dapprima e poi per banchettar con tutto quel ben che c’era sulle tavole imbandite e danzare in compagnia.

“Non ho mai visto tanta gente divertirsi così…forteeeeee…è stupendooooooo” dissero le ragazze.

Da quella sera in poi le tre ragazze furono delle assidue frequentatrici del castello per tener compagnia alla loro grande amica del cuore.

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