26Nov
2015

Il Natale di Tobia

Fiaba di: annamariavillani

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La fiaba

Faceva molto freddo, la neve ricopriva gli alberi, le strade , le case, l’inverno si era rivelato uno dei più rigidi degli ultimi anni. Tobia camminava lento, i piccoli piedi cominciavano a gelare,egli  volse lo sguardo verso la vetrina di una pasticceria dalla quale proveniva un invitante profumo.

Si avvicinò osservò attraverso il vetro, decine di dolci erano messi in bella mostra, all’interno del locale tutto era uno scintillio di  luci. Tobia triste e sconsolato  seguitò a camminare , era ben conscio  che per lui  non sarebbe stato un Natale come tutti gli altri. Negli ultimi tempi aveva attraversato un periodo non molto facile, infilò le mani nelle tasche poi  avvolse il viso nella sciarpa, mentre il freddo si faceva sempre più pungente, camminò sino a quando scorse in fondo alla strada una piccola casa isolata, si avvicinò cauto, constatò che il  piccolo cancello era dischiuso, non scorgendo nessuno varcò la soglia, dopodiché stanco e infreddolito si rannicchiò  sui gradini della casa cercando di ripararsi dal freddo gelido .

Era da tempo che camminava senza una meta, aveva chiesto in giro un posto come garzone, ma tutti lo avevano rifiutato, poi i suoi occhi si fermarono a scrutare il viale i bellissimi alberi adornati a festa, tutt’intorno regnava una dolce atmosfera , dopo un po’ preso dai propri  pensieri  si addormentò  sull’uscio di quella  piccola casa .

Passò un po’ di  tempo, quando udì una voce che diceva :

“Hei! Hei ! sveglia ragazzino  cosa ci fai qui seduto?”- Tobia  aprì subito gli occhi  spaventato.-

Un vecchio con una lunga barba  lo fissava  incuriosito

” Mi scusi!  – rispose il bambino – cercavo un riparo dal freddo, ho camminato tutto il giorno, mi sono addormentato senza rendermene conto.

” Come ti chiami  fanciullo?” domandò l’anziano signore

“Mi chiamo Tobia, è  da di giorni che sono alla ricerca di un  piccolo lavoro, ma tutti rifiutano di aiutarmi.

“Vieni dentro – disse con aria benevola l’uomo – faremo una chiacchierata”.

Dopodiché estrasse la chiave dalla tasca  la inserì nella toppa  e  lo invitò ad entrare.

Tobia  entrò  senza  farsi pregare troppo , pensò  al freddo  che faceva fuori  e di come sarebbe stata dura  passare la notte all’agghiaccio .

” Siedi pure – disse il vecchio – ti preparerò qualcosa di caldo. ”

L’uomo mise a scaldare una ciotola di latte, poi esclamò :

“Potrai dormire qui questa notte  se vorrai  ”

“Accetto volentieri ” rispose felice il fanciullo

Tobia era molto contento d’aver trovato  un pasto caldo ed un tetto dove poter riposare. poi chiese all’uomo:

” Come posso sdebitarmi ?”

Il vecchio ci pensò un attimo e poi rispose:

” Ho nel magazzino  delle  merci  da confezionare,  vorrà dire  che mi  aiuterai  ad impacchettare.

”  Accetto volentieri !”- rispose prontamente Tobia.

Dopodiché  cominciarono a discutere del più e del meno , Tobia  raccontò  della sua traversia , di come  faceva fatica  a tirare avanti e di come la vita fosse stata avara con lui.

“Non preoccuparti -disse il vecchio  rasserenandolo – ora riposa e non pensarci, vedremo in seguito il da farsi.”

Il giorno dopo l’uomo pregò Tobia di seguirlo  nel vecchio magazzino, quando egli sollevò la grande saracinesca  il bambino non poté  far altro  che fissare  tutta quella meraviglia.

Una grande quantità di giocattoli  erano sistemati sui numerosi  scaffali , trenini , bambole, orsacchiotti di peluche e tantissimo  altro, Tobia stupito si  rivolse  all’uomo e gli chiese :

“Ma tu  chi sei in realtà?”

“Ma non lo hai ancora capito?  Sono Babbo Natale l’amico di tutti i bambini!

Tobia rimase senza parole, ad un tratto  tutto gli sembrava  straordinariamente  fantastico,  per un attimo aveva dimenticato la sua disavventura, tutto gli sembrava  semplicemente meraviglioso.

Venne la vigilia di Natale, il vecchio dalla  lunga barba  disse a Tobia:

“E’ giunto il tempo di partire, una volta colmata la slitta siederai al mi fianco, vedrai sarà un viaggio  molto entusiasmante!”

Il ragazzino felice aiutò Babbo Natale nel suo lavoro, posizionò i  doni sulla slitta , in seguito prese posto sul mezzo e una volta  dato ordine alle renne di avviarsi , in un battibaleno la slitta  si innalzò verso il cielo, lasciando dietro di sé una lunga scia luminosa. Tobia volse lo sguardo verso terra, vedeva allontanarsi le case, gli alberi le strade illuminate a festa, avvertiva nel  cuore un senso di pura felicità, dopodiché scomparvero velocemente al di là del cielo  oltre la notte.

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