02Mag
2013
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Il topino Tropez e la pizza ai dodici formaggi

Fiaba di: francesco

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La fiaba

Tropez era un piccolo e simpatico topino, dal ciuffo rosso e dalla parlantina veloce, che lavorava come fattorino per il ristorante “La piccola osteria del gusto” a Montmartre, nella città di Parigi, il cui proprietario era Monsieur Souris, ricco topino trasferitosi in Inghilterra.

Ogni sera, con la sua vespetta gialla, Tropez girava in lungo e in largo per le strade parigine consegnando il piatto forte del locale, ovvero le gustose e famose pizze di Monsieur Le Rongeurs, il più grande chef di tutta la città.

La quattro formaggi era la pizza più richiesta e fuori dal locale i topini facevano la fila per entrarvi.

Tropez,che aspirava a diventare lui stesso chef e pizzaiolo, tra una consegna e l’altra, cercava ogni volta di poter realizzare la pizza dei suoi sogni, quella che secondo lui avrebbe raggiunto il successo immediato in tutta Parigi.

Ma Monsieur Le Rongeurs non permetteva mai a Tropez di avvicinarsi al tavolo di preparazione, né al forno dove il maestoso chef voleva esser il solo e l’unico a prendersi tutti gli onori.

Talmente grande era la fama della “Piccola osteria del gusto” che i topini parigini, quelli più in voga e di una certa popolarità, organizzavano serate di gala alle quali prendevano parte addirittura i più blasonati topini d’Inghilterra, fatti venire in aereo direttamente dal palazzo reale della Regina!Una sera, mentre Monsieur Le Rongeurs, insieme ai suoi collaboratori più fidati, stava preparando l’impasto in vista dell’apertura serale, Tropez tentò per l’ennesima volta di convincere l’eccentrico chef a concedergli una possibilità.”Monsieur posso avere l’onore di preparare e di farvi assaggiare la pizza ai dodici formaggi?” Chiese Tropez, come sempre con garbo e gentilezza “Vi prego datemi un’occasione, non ve ne pentirete!”.

“Un fattorino pizzaiolo!” Replicò col suo marcato accento francese il grande chef “Cosa vuoi saperne tu di cucina e di pizza? Tu che a malapena sai distinguere il groviera dal grana! Esci fuori e non farti più vedere qui!”.

Tropez seppur amareggiato, non si diede per vinto.

Quella sera consegnò mille pizze al di qua e al di là della Senna, girò tutta la città e alla chiusura del locale, quando non c’era più nessuno, decise finalmente di mettere in atto e perfezionare la sua creazione.

Senza far troppo rumore, alla luce di due candele, cominciò ad impastare farina, acqua lievito e sale; con grande maestria lavorò la pasta fino a stenderla sul bancone di marmo.

Sempre muovendosi piano, accorto a non farsi scoprire, prese dal frigo tutti gli ingredienti che gli occorrevano e farcì la pizza, abbondantemente, con dodici tipi differenti di formaggio: Emmental, Fontina, Provola, Gorgonzola, Stilton inglese, Mozzarella a pasta filata, la Robiola, il Casolet, Mascarpone, Crescenza, Ricotta e Scaglie di Parmigiano.

Dopo aver introdotto due fascine nel forno ancora ben caldo, con molta cura e attenzione, sollevò la pizza con la pala e l’infornò.

Dopo qualche minuto s’espanse per tutta la cucina un profumo così intenso e forte che Tropez ne fu estasiato.

Il topino era lì, davanti alla bocca del forno, che controllava la cottura e osservava, con l’acquolina in bocca, lo sciogliersi dei formaggi.

Appena fu cotta, Tropez estrasse la pizza e, senza aspettare, tagliatane una fetta, l’assaggiò che era ancora cocente.

Il formaggio, fuso e filante, cadeva giù come una crema deliziosa e il sapore era buonissimo e gustoso tanto da leccarsi i baffi.

Nel frattempo, però, il profumo della pizza appena sfornata, fuoriuscì dalle finestre aperte e scivolò via in strada attraversando tutti i vicoli di Parigi.

Ogni topino fu svegliato da quella fragranza così succulenta e, seguendo la scia, si riversarono in massa davanti al locale.

Quando la folla di topini, ancora in vestaglia e camicia da notte, iniziò a bussare alle porte, Tropez s’agitò molto e temendo d’esser stato scoperto, cercava in qualche maniera di pulire e sistemare la cucina, ma ormai era troppo tardi, i topini erano riusciti ad entrare.

Tropez, nascosto dietro i sacchi di farina, osservò la folla mentre era intenta ad assaggiare, con grande piacere, la pizza saporita.

In mezzo ai numerosi topini c’era anche Monsieur Le Rongeurs, il quale era stato a sua volta svegliato dal quel profumo così invitante.

Assaggiando un pezzettino, capì che si trattava della fantomatica pizza di cui gli aveva parlato Tropez.

Si girò attorno e vide tantissimi topini che felici apprezzavano il prodotto, dunque colse l’occasione al volo e, salito sul bancone, esclamò a gran voce: “Benvenuti Madame e Monsieur, benvenuti alla “notte a sorpresa” organizzata da me per pubblicizzare la nuovissima e buonissima pizza ai dodici formaggi: la mia ultima creazione! E’ mia! Lo inventata io!”.

A queste parole tutti i topini applaudirono e festeggiarono il grande chef che, preso dall’emozione, dichiarò: “Domani sera, alla torre Eiffel, tutta Parigi potrà gustare questa mia prelibatezza! Non mancate!”.

E così, acclamato dai topini accorsi al locale, Monsieur Le Rongeurs, accompagnò alla porta ognuno di loro, ringraziandoli e raccomandandosi di spargere la voce a più non posso.

Tropez, ancora nascosto tra i sacchi infarinati, era rimasto molto deluso dall’atteggiamento dello chef; gli aveva rubato l’idea e se n’era preso tutti gli onori e i meriti.

Allora saltò fuori all’improvviso e disse:”Monsieur! Ha rubato la mia pizza! E’ stato poco professionale, non si fanno queste cose!” Lo chef replicò senza troppo scomporsi:”Sapevo che c’era il tuo zampino, Tropez! Ma a chi crederanno? Al grande Monsieur Le Rongeurs, o a un misero fattorino? La tua è stata una buona idea, ti avevo sottovalutato.

Ovviamente con la mia classe saprò fare anche di meglio! Gli ingredienti che hai usato sono semplici, li saprò replicare! Ora vai via, Tropez, sei licenziato! Non ho bisogno più di te!”.

Riposta la divisa nell’armadietto, Monsieur Le Rongeurs andò via dal locale e il povero topino rimase di nuovo solo, ma questa volta più triste che mai.

Non era avanzato nulla della sua pizza, avevano mangiato tutto.

Così sconsolato e affranto andò a casa.La sera successiva migliaia di topini si presentarono alla Torre Eiffel, pronti a gustare la pizza più buona di Parigi.

C’era, per l’occasione, la Topotelevisione, oltre a personalità importanti e i vari Topovip del Topocinema.

Era presente anche il proprietario della “Piccola osteria del gusto”, Monsieur Souris, giunto apposta per l’occasione da Londra che, dopo aver fatto i complimenti allo chef, si sedette al tavolo d’onore insieme ai topini suoi ospiti particolari.

Le cose sembravano andar bene per Monsier Le Rongeurs che, contento, si mise all’opera.

Preparò l’impasto e dopo aver steso le prime pizze, iniziò a preparare i formaggi.

A un certo punto, però, s’accorse di non ricordare più di cinque tipi di latticini da impiegare, e non era nemmeno poi tanto sicuro su quelli già usati.

Non sapeva che ingredienti aggiungere e cominciò a preoccuparsi.

Il tempo passava e i topini attendevano.

Colto dal panico, Monsieur Le Rongeurs, sudato e nervoso, decise di servire una specie di pizza che somigliasse almeno in parte a quella di Tropez.

Così iniziarono ad esser serviti i primi tavoli con l’applauso di circostanza dei topini; ma subito un leggero squittio si levò dai tavoli, il profumo, la consistenza della pasta, il sapore, non erano proprio dei migliori.

Insomma, la pizza non era buona!Monsieur Souris, molto seccato per la brutta figura, si alzò di scatto e andò a parlare con lo chef gridando a gran voce: “Monsieur Le Rongeurs! Cos’è questo, uno scherzo? La pizza è immangiabile oltre che disgustosa! Ha idea della pessima figura che sta dando del mio ristorante? Ci sono le Topotelevisione, ospiti importanti, topini blasonati e lei si permette di servire un piatto degno del peggior gatto? Esigo subito che si risolva questo problema!”.

Mortificato e impaurito, lo chef cercò di giustificarsi, ma inutilmente.

I suoi collaboratori, però, decisero di rivelare al proprietario che l’inventore della pizza ai dodici formaggi non era lo chef, ma piuttosto Tropez, il fattorino, e che gli era stata rubata da Monsieur Le Rongeurs, il quale, adesso, non riusciva a prepararla siccome non conosceva tutti gli ingredienti.

A ciò, Monsieur Souris ordinò al suo autista di andare, immediatamente, a casa di Tropez e di condurlo di corsa alla Torre Eiffel.

Per quanto riguardava, invece, Monsieur Le Rongeurs, a causa della sua superbia e della sua avidità, fu licenziato in tronco e coperto di vergogna scappò via.Catapultato velocemente e senza nemmeno il tempo di capire, Tropez, dunque, arrivò al banchetto e, dopo aver parlato col proprietario, si mise all’opera.

Le prime cento pizze non erano ancora state messe nei piatti che il profumo inondò l’intero piazzale della Torre Eiffel; l’odore intenso dei vari formaggi fusi insieme inebriava i topini festanti.

Tutti i tavoli furono serviti nel minor tempo possibile e la pizza di Tropez riscosse un successo strepitoso, tanto che i topogiornali uscirono con un’edizione straordinaria.

Anche le TopoTv mandarono in onda le immagini dei topini ghiotti della nuova specialità.

A fine serata, il proprietario, Monsieur Souris, chiamò lo staff a raccolta e tra gli applausi calorosi dei commensali disse: “Ho l’onore di presentarvi il vero inventore della pizza ai dodici formaggi! Tropez! Egli, difatti, ha fatto sì che questa serata si rivelasse un successo! E qui dichiaro che, da adesso in poi, sarà il nuovo chef del mio ristorante!”.

Ci fu una grande ovazione e tutti i topini festeggiarono Tropez sillabando il suo nome; il topino col suo ciuffo rosso, ancora sporco di farina e lievito, felicissimo, ringraziava sorridente la folla che lo acclamava.

Era riuscito, finalmente, a realizzare il suo sogno: preparare la pizza più buona di Parigi!

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