17Apr
2013
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Il piccolo angelo

Fiaba di: Pino Cuomo

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La fiaba

Questa dolce favola è dedicata alla memoria di una grande artista di poesia e disegno artistico. Fu una dolce mamma, come lo sono tutte le mamme, perché danno tanto e non chiedono nulla in cambio.

La mia mamma desiderava tanto una figlia femmina e invece nacquero sette figli maschi che l’amarono più della loro vita, ma, un brutto giorno per un incidente, la mia mamma volò in cielo.

Nel mare delle lacrime, scrissi questa favola, ma, sarà poi veramente una favola?

Un giorno un piccolo angelo correva veloce fra le nuvole, doveva far presto aveva una missione da svolgere, ma un uccellino tanto grazioso lo fece volare in un’altra direzione e si ritrovò semi nascosto dietro una finestra di un ristorante. Si svolgeva una festa, quanta allegria, bimbi che correvano felici persone che ballavano, i grandi occhioni del piccolo angelo guardavano meravigliati quello che accadeva.

Ed ecco che una signora incominciò a dire una poesia, fu un tripudio di applausi e anche il piccolo angelo incominciò ad applaudire. Alla fine delle poesie la dolce signora volle vicino a se i figli che la strinsero forte in un abbraccio meraviglioso il piccolo angelo né restò così incantato, che dimenticò della sua missione. Come è dolce e come sono buoni i suoi occhi, c’è tanta bontà in questa donna, pensava fra se il piccolo angelo e il tempo passava, ascoltando le poesie della signora che ormai aveva incantato il suo piccolo cuore…..

All’improvviso l’angioletto sussultò, Gesù! Disse, mi sono dimenticato della mia missione e in un attimo volò via verso il paradiso.
Corse piu’ veloce dei lampi, piu’ veloce della luce, travolse tutto cio’ che gli capitava davanti, poi finalmente arrestò la sua sfrenata corsa dinanzi al trono di Gesù. Gli angeli guerrieri si ersero minacciosi davanti al piccolo tesserino che aveva osato tanto, ma subito Gesù li fermò e accarezzando il piccolo angioletto, lo prese per mano e gli chiese il perché di tanta fretta….

Maestro! Disse il piccolo angelo, sulla terra c’è una signora dolcissima, ha il dono della poesia ed è incantevole la sua parola nel esprimerle, Maestro credimi, è così bella che resterei tutta la vita solo a guardarla.

Ti prego fammi ritornare ancora da lei, affinché io possa rivederla….

Prometto che sarò buono e farò tutto quello che mi dirai….

Gesù accarezzò il piccolo angioletto e disse: Tra una settimana la tua signora sarà qui con noi…..

No! Perché? Rispose il piccolo angelo, Perché vuoi togliere l’affetto di una mamma a dei figli che l’amano più della loro vita? Perché vuoi fare questo?
Gesù sorrise e disse: Piccolo mio, è arrivato il momento che anche tu possa godere dei baci e degli abbracci della tua mamma, ecco perché ho deciso così…..
Ma mio signore, per la famiglia sarà un dolore troppo forte!

Come faranno a rassegnarsi? Gesù rispose: Con il tempo sapranno accettare il destino della vita…

Quando vorranno vederla, basterà che guardino una sua foto e capiranno quando è grande la felicità che sta provando.

Maestro! Ma, mi voleva bene la mia mamma? Te ne ha sempre voluto, sei stato sempre nei suoi pensieri e ne ha parlato di te con tutti i suoi figli, ecco perché diceva di avere avuto sette figli maschi, nel suo cuore c’eri sempre tu, sempre…..

Gesù accarezzò il piccolo angelo e gli disse: Ora va e preparati ad accogliere la tua mamma.

Maestro prometto di non lasciarla mai sola, resterò sempre vicino a lei e la riempirò di baci.

Gesù sorrise e s’incamminò tenendo vicino a se tanti piccoli angeli.

Fratelli miei… perdonatemi della mia felicità, ma, cercate di capirmi, io non ricordo le carezze e i baci della mia mamma, un destino crudele, mi ha privato della sua dolce voce, dei suoi meravigliosi occhi del suo sorriso…. Sono trascorsi tanti anni, ma quando l’ho vista per la prima volta, ho provato un emozione diversa, ho capito che io parte di quella dolce signora.

Il dolore che provate è indescrivibile, ma cercate di capirmi, io, piccolino che all’improvviso non vede più la sua mamma.

Fate una carezza al mio caro e povero papà e vi prego solo di avere pazienza e fede, perché un giorno ci ritroveremo tutti e ci riabbracceremo per applaudire la nostra meravigliosa mamma.

Arrivederci! Giuseppe.

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