12Mar
2013
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Celestino Mingherlino e Prisco Princisbecco

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Celestino Mingherlino è un ottimo cuoco.

Non ha mai frequentato scuole di cucina, la sua è pura passione. Cucina da sempre, in ogni momento della giornata. Prepara ogni genere di leccornie, inventa ricette nuove, è un vero professionista.

I dolci, poi, non parliamo dei dolci.

Si dà il caso che, per inaugurare la stagione estiva, Boscofiorito organizzi una grande festa di tre giorni coinvolgendo anche gli abitanti del paese. A Roccabretella tutti gli esercizi commerciali partecipano con entusiasmo all’iniziativa.

La festa è un po’ come una grande fiera con ogni genere di intrattenimenti: c’è da mangiare fino a scoppiare, ci sono mercatini di antiquariato, modernariato, danze e canti, giocolieri, la banda del paese, insomma, un concentrato di divertimento.

Ogni anno Celestino contribuisce cucinando dei dolci sublimi, e con lui la signora Cloe, la sua vicina, un’ottima pasticciera.

L’anno scorso Celestino ha portato un sacco di prelibatezze: budino di anguria, meringata con panna e fragole, torta ai pinoli, dolce alla cannella, lingue di gatto! E, naturalmente, le sue incredibili marmellate, che così buone le fa solo lui.

Quest’anno non vuole essere da meno e ha deciso che porterà la zuppa inglese, i biscotti alle mandorle, un rotolo di panna e cioccolato e le crostatine alla ricotta.

Queste sono state un’idea dell’ultimo minuto, su consiglio del pronipotino Romualdo e tutti i suoi amichetti dell’asilo: Celestino porta spesso la merenda ai bimbi della materna, quasi sempre la Torta Paradiso, ultimamente però anche le crostatine alla ricotta.

Queste delizie sono diventate famose in tutto Boscofiorito e in tutta Roccabretella.

Qualche mese prima Celestino aveva organizzato una colazione sull’erba invitando i suoi più cari amici: il signor Luciano, Giovanna una delle fornaie, Piero uno dei lattai, la signora Cloe, mastro Sigfrido, e alcuni altri. Avevano steso una bella tovaglia, aperto i cestini e fatto merenda. Le crostatine alla ricotta erano state una vera rivelazione!

Sarà stato il finocchietto selvatico, sarà stata la ricotta fresca, la frolla morbida, sarà…

Sarà che la signora Cloe e Piero convinsero Celestino a partecipare a un concorso di crostate: la crostata più buona avrebbe vinto la prima pagina su Sfizi&Delizie, un’ importantissima rivista di cucina.

Ebbene, le crostatine alla ricotta di Celestino Mingherlino avevano stravinto su certe torte elaboratissime di due cuochi famosissimi!

La foto di Celestino con la coppa e le sue crostatine erano finite su quella rivista, e avevano girato mezzo mondo, stuzzicando la golosità di grandi e piccini.

Inutile dire quanto felici fossero tutti gli abitanti di Boscofiorito e Roccabretella.

E, quest’anno, le crostatine di ricotta saranno alla Festa d’Estate.

Intanto lontano, molto lontano da lì, al limitare di Forestacupa, Prisco Princisbecco sbuffa e brontola nella cucina del suo ristorante. È un cuoco famosissimo, conosciuto in tutto il mondo: il suo ristorante, il Gambero Pallido, è consigliato in tutte le guide migliori, e contrassegnato da cinque stellette. Al suo ristorante servono piatti raffinatissimi, cibi sofisticati per palati delicati. Prisco Princisbecco si occupa personalmente del reperimento di tutti gli ingredienti, compiendo viaggi anche in paesi molto lontani per scegliere personalmente prodotti freschi e di prima qualità.

Al Gambero Pallido si mangia vestiti in abito elegante, anche di giorno, e i prezzi sono salatissimi. I camerieri sono certi tipi alti e allampanati, pallidissimi e antipatici, che guardano tutti dall’alto in basso.

E Prisco Princisbecco è terribilmente esigente: per lui è importantissima la composizione del piatto. Tempo fa ha fatto una piazzata all’aiuto- cuoco perché nel tortino di verdure c’era una fogliolina di insalata fuori posto.

E in questo momento Prisco Princisbecco, coi suoi baffetti ispidi, i suoi occhietti appuntiti, sta seduto a tavola tamburellando con le dita sulla copia di Sfizi&Delizie che riporta la vittoria di Celestino. Sono passati mesi, eppure Princisbecco non si rassegna all’idea di essere stato superato da un comune cittadino senza alcuna qualifica.

-Impossibile, impossibile!- continua a ripetere, accigliato.

-Io, Prisco Princisbecco, il miglior cuoco del pianeta!-

Princisbecco aveva proposto, per la gara culinaria, una Torta Riccioluta Foglioluta Sfogliata Cremosa, tutta panna, violette e uccellini di zucchero, a quattro piani decorati e glassati e arricciati.

-Ma quei giurati, quei giurati! Non capiscono niente della mia arte, della mia maestria, della mia bravura! Vanno a premiare quelle orrende crostatine di ricotta, puàh! Roba da sagra campestre, altro che tuberi!-

Prisco Princisbecco si alza da tavola, fa un giro attorno alla cucina e si piazza alla finestra.

-Ma vedranno!- esclama tra sé e sé, con un ghigno malefico, fregandosi le mani- Oh, se vedranno…-

“Domani è la Festa d’Estate..” pensa Celestino, allegro “bisogna proprio che mi metta all’opera!”

Prepara subito una frolla morbida senza burro, ma con la ricotta, a cui aggiunge il finocchietto selvatico. Fa tante palline con le quali fodera gli stampini per le crostatine. Poi lavora la ricotta col cioccolato a scaglie per il ripieno. Infine aggiunge le striscioline di frolla a griglia. E tutto in forno! Che profumino! Celestino ha già l’acquolina in bocca. Intanto, con la frolla avanzata, prepara dei biscottini a forma di faccina da farcire con la crema di nocciole, per i bimbi più piccoli.

E anche delle palline al cocco e cioccolato bianco.

Che soddisfazione cucinare dei dolci così buoni!

Prisco Princisbecco è chiuso in cucina da due giorni interi. I suoi collaboratori sono costretti a comunicare con lui infilando dei bigliettini sotto la porta, perché il cuoco non vuole saperne di aprire, e non vuole vedere nessuno. È in uno dei suoi momenti creativi, e non deve essere disturbato per nessuna ragione.

Paonazzo per i fumi della cucina, Princisbecco è sepolto da una montagna di libroni di cucina per scegliere un dolce speciale col quale fare il suo ingresso trionfale alla Festa d’Estate all’insaputa di tutti, e sfidare Celestino.

-Finalmente potrò dimostrare di essere il migliore, e il mio prestigio sarà riconosciuto una volta per tutte!- esclama, tra sé e sé.

Prisco Princisbecco mescola, amalgama, scioglie, impasta, trita, snocciola, toglie, aggiunge, zucchera, spalma. Vuole creare il Dolce Perfetto.

Dopo tre interi giorni di isolamento, Prisco Princisbecco esce dalla cucina con un sorriso smagliante. I baffetti vibrano per l’eccitazione, sembrano le vibrisse dei gatti.

-Et voilà-esclama il cuoco, simulando l’accento francese.

Viene scoperchiato il vassoio. Camerieri, inservienti, cuochi e aiuto- cuochi sgranano gli occhi e aprono le bocche in un collettivo “ooooh!” .

Segue un silenzioso sbalordimento generale davanti a una gigantesca opera d’arte culinaria.

Il giorno dei festeggiamenti è arrivato. Gli abitanti di Boscofiorito e Roccabretella si riversano sull’erba tra tavolate di cibi buonissimi, la banda suona, i giocolieri si divertono a intrattenere i bambini. C’è anche il teatrino dei burattini, organizzato dal parroco del paese.

Celestino arriva assieme alla signora Cloe e a Lauro il giocattolaio. Dispongono le vivande su piattini colorati, con tovagliolini a fiorami e posate di plastica blu.

La festa è ogni anno più bella, perché anno dopo anno la partecipazione è sempre maggiore e sempre più sentita.

Celestino è seduto in chiacchiere con gli amici, mentre il nipotino e i suoi amichetti si divertono a vedere i burattini e i clown con i palloncini colorati.

Arriva il momento della tanto attesa merenda.

Gli abitanti di Boscofiorito e Roccabretella

si riversano sul cibo. Ora il vociare si è placato, perché tutti sono impegnati a masticare e a gustare di tutto e di più.

Improvvisamente, con un gran scalpitare di cavalli neri, arriva una carrozza nera sulla cui sommità troneggia un enorme gambero bianco laccato. La vettura si piazza nel bel mezzo della radura.

Tutti i festanti interrompono il lavorio delle mascelle per assistere a quello strano spettacolo.

Un tizio alto e smilzo apre la porticina della carrozza, srotola un tappeto nero una figuretta ridicola vestita di bianco e nero, con un gran cappello da cuoco e due baffetti sottili e vibranti, esce a passetti superbi.

“Ma è Prisco Princisbecco, il famoso cuoco!” pensano gli abitanti, ognuno dentro di sé.

Intimoriti da quella presenza non prevista, tutti tacciono.

Il cuoco trasporta a fatica un enorme vassoio.

Qualcuno fa largo sui tavoli, così che Prisco possa sistemare in bella vista il suo fardello.

Viene scoperchiato il vassoio.

Un enorme castello di cioccolato troneggia al centro del tavolo.

Cioccolato bianco, al latte, fondente, al gianduja, alle nocciole, pralinato, al peperoncino guatemalteco, alla menta.

Un tripudio di cioccolato per realizzare un maniero a quattro piani con torri, torrioni e torrette smerlate, e finestrelle, e bandierine sventolanti.

C’è addirittura il fossato col ponte levatoio. Attorno al castello coni di cialda, e panna montata a ciuffi, e palline di cioccolato, e un sentiero di ghiaia di mandorle e pinoli tritati.

-Questo- dichiara Prisco Princisbecco con voce solenne- è il mio contributo per la Festa d’Estate-

Un grande applauso si leva dalla folla.

– Ed è con questo capolavoro- continua Prisco Princisbecco, altero e superbo- che intendo sfidare Messer Celestino Mingherlino, dimostrando che è c’è stato un terribile equivoco, e che i signori giurati della celebre rivista culinaria Sfizi&Delizie hanno preso un abbaglio dichiarando vincitore Celestino Mingherlino-

Cala il gelo.

Celestino Mingherlino è preso in contropiede. Proprio non se l’aspettava, una cosa così.

Una nube grigia offusca la gioia estiva dei presenti. Tutti si guardano, e un mormorio sommesso si diffonde tra la folla.

– Be’, allora? Non dite niente? – domanda Prisco Princisbecco con voce stridula, battendo stizzosamente il piede per terra, nervoso e deluso in egual misura per non aver suscitato l’intimorimento generale che sperava. “Nessuno pensa di assaggiare il mio castello, ma com’è possibile?” si domanda il cuoco, dentro di sé.

– Ma non è giusto! – protesta Giovanna la fornaia.

– Che insolente! – rincara la dose la signora Cloe.

– Come si permette di venire qui e rovinarci la festa con le sue manie di protagonismo? – azzarda il parroco tutto d’un fiato, con una forchettata di insalata di riso ancora a mezz’aria.

– Semplice – risponde mellifluo Prisco Princisbecco- sono qui per rivendicare la mia egregia posizione, e per riappropriarmi di ciò che mi spetta.

Il primo posto nella classifica dei cuochi! –

Si leva la voce dell’esimio caporedattore della rivista Sfizi&Delizie, presente quel giorno, e subito impaziente di fare chiarezza:- Si dà il caso, maestro Princisbecco, che la vittoria del signor Celestino, sia stata decretata a insindacabile giudizio di una giuria di esperti. E poi la gara era puramente amatoriale, non si trattava certo ci una sfida tra potenze culinarie! Mi meraviglio come Lei, cuoco provetto e famoso in tutto il mondo, possa attaccarsi a queste piccinerie, e venire qui tra noi, gente semplice, a guastarci la festa! –

Che discorso. Si leva un applauso caloroso.

– Ehm.. Scusatemi tutti, gentili signori- chi parla è Celestino Mingherlino – Poiché mi sento chiamato in causa, con serenità e spirito competitivo accetto la sfida col qui presente maestro Princisbecco, posto che non ho nessun interesse a rivaleggiare con lui, né tantomeno sono mosso da capricci di vanità. Ritengo però che la battaglia debba essere combattuta ad armi pari, perciò sarò lieto di confrontarmi col maestro Princisbecco sulla stessa ricetta, e cioè le mie Crostatine di Ricotta-

Uno scroscio di applausi si leva dalla folla.

Princisbecco, invece, è indignato.

– Comecome?- Prisco Princisbecco trasecola – Io? Sublime cuoco blasonato, dovrei prestarmi alle ricette dei bassifondi? –

– Ricette dei… Dei… Questo è troppo! – sbotta Cloe, fuori di sé.

Celestino, perfettamente calmo, mostra come al solito autocontrollo e compostezza.

– Signor Princisbecco, proprio perché lei è un grande cuoco, non credo avrà difficoltà a dimostrare di essere il migliore con una ricetta così semplice. Suvvia, un po’ di sportività! –

Sentendosi in trappola, Prisco Princisbecco accetta, superbo e altezzoso.

Seduta stante, nel forno messo a disposizione dalla Giovanna, Celestino Mingherlino e Prisco Princisbecco si mettono all’opera: versano, impastano, mescolano, amalgamano. Celestino sorride e sembra quasi divertito. Princisbecco cucina ostentando una dimestichezza che, in quel momento, non gli appartiene.

Dopo quasi un’ora di preparazione, due distinti vassoi di crostatine vengono sottoposti alla giuria di Sfizi&Delizie, che il sindaco e la stampa locale non hanno tardato a contattare.

Una delegazione di cuochi del Gambero Pallido è assiepata attorno a un tavolo.

Sono attimi silenziosi e molto pesanti. La tensione del paese è simile a un cosciotto d’agnello, vi si potrebbe affondarci una lama.

I giurati sono tenuti ad assaggiare due crostatine provenienti da due diversi vassoi, senza conoscerne l’autore, per non essere influenzati nel giudizio.

Dopo aver masticato a lungo, i giurati esprimono la loro preferenza che, inutile dirlo, è all’unanimità a favore di Celestino.

La folla esulta. Prisco Princisbecco sbianca. Poi diventa un peperone:- Ma non è possibile! Non è possibile! Siete di parte, siete tutti d’accordo! È un complotto! Basta! Mi rifaccio allora al giudizio del popolo!- tuona Princisbecco, con ampi gesti teatrali.

Romualdo afferra una crostatina di Princisbecco, la addenta e:- Ma fa schifo! –

Succede il finimondo.

Princisbecco non regge alla sconfitta e sviene.

Lo fanno rinvenire con l’aceto, e lo portano immediatamente via in carrozza. La folla esulta e come molte, altre volte, Celestino Mingherlino è acclamato e festeggiato con grandi applausi.

Mosso a gentilezza, qualche giorno dopo Celestino Mingherlino va a trovare Prisco Princisbecco a Forestacupa. Non è arrabbiato con lui, né si giova della sua sconfitta, anzi, ne è amareggiato e rammaricato.

– Lei qui, Celestino? Vuole ancora infierire su di me? Come se non mi vergognassi già abbastanza…- si lamenta Princisbecco, con la testa tra le mani.

– Non voglio oltraggiarla, maestro. Ma spero che per lei sia stata, questa, una lezione–

– Allora mi dica lei, Celestino, dove ho sbagliato? –

– Be’, quali ingredienti ha usato? –

– Tutti quelli previsti dalla sua ricetta, ovvio! Ricotta, uova, farina, zucchero, finocchietto cioccolato, ma…-

– Ne manca uno, il più importante!- risponde Celestino.

– Quale, dunque? – domanda Prisco Princisbecco, implorante.

– L’umiltà- risponde Celestino, sorridente.

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