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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

Babbo Natale sull’aereo

Un giorno Babbo Natale non trovando la slitta decise di chiamare gli elfi e gli disse di costruire un aereo per trasportare i giocattoli. Gli elfi costruirono un aereo grande e bianco come la neve… 

Babbo Natale in pericolo

imgArt Una volta c’erano otto renne contente di stare con il loro padrone Babbo Natale.

La vigilia di Natale stavano volando nel cielo stellato tirando la slitta di Babbo Natale per portare i doni ai bambini, improvvisamente la slitta si spaccò e caddero, cadde anche Babbo Natale sulla neve.

Babbo Natale provò a rimontare sulla slitta rotta, ma non ci riuscì, così prese un monopattino dal sacco dei regali, lo attaccò con dei fili molto resistenti alle renne e partì in volo per paesi, città e nazioni.

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Nevio l’Angelo del Presepio

C’era una volta un angelo dai begli occhi viola, i capelli turchini riccioluti e ribelli e le lunghe ali di brina, di nome Nevio.

Fiero e coraggioso viveva lui felicemente nell’Alto dei Cieli insieme ai suoi fratelli, custodendo come nel suo dovere il Genere Umano preservandolo da ogni male, sempre pronto, guardingo ed attento che nulla accadesse ai suoi protetti.

Animo vigile, forte e valoroso. 

Ma se di giorno la sua vita era completamente votata alla propria causa, di notte il piccolo non aveva occhi per la sua unica passione, artista eclettico e fantasioso: la costruzioni di Presepi.

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Il pifferaio magico // audio fiaba

Il pifferaio di Hameln è una fiaba tradizionale tedesca, trascritta, fra gli altri, dai fratelli Grimm.

È anche nota come Il Pifferaio Magico o con altri titoli simili.

Si ritiene che essa sia stata ispirata da un evento tragico realmente accaduto nella città tedesca di Hameln in Bassa Sassonia, nel XIII secolo.

Il più antico riferimento a questa fiaba si trovava in una vetrata della chiesa della stessa città di Hameln e risalente circa al 1300. Della vetrata si trovano descrizioni su diversi documenti del XIV e XVII secolo, ma pare che essa sia andata distrutta. Sulla base delle descrizioni, Hans Dobbertin ha tentato di ricostruirla in tempi recenti. L’immagine mostra il Pifferaio Magico e numerosi bambini vestiti di bianco.

Si pensa che questa finestra sia stata creata in ricordo di un tragico evento effettivamente accaduto nella città. Esisterebbe tuttora una legge non scritta che vieta di cantare o suonare musica in una particolare strada di Hameln, per rispetto nei confronti delle vittime. Nonostante le numerose ricerche, tuttavia, non si è ancora fatta luce sulla natura di questa tragedia (vedi qui per un elenco di ipotesi).

In ogni caso, è stato appurato che la parte iniziale della vicenda, relativa ai ratti, è un’aggiunta del XVI secolo; sembra dunque che la misteriosa vicenda di Hamelin avesse a che vedere solo con i bambini. (Paradossalmente, l’immagine del Pifferaio seguito da un esercito di topi è quella che la maggior parte delle persone associano a questa fiaba, magari senza ricordare nient’altro della vicenda).

Introduzione tratta da Wikipedia.

Versione audio a cura di Audiofiabe per bambini di Walter Donegà.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.

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Il Signore del Lago Blu e la fata dalle ali di zucchero a velo

Nel bosco di Lilybets, vicino alle sponde del lago Blu, si trovava una casetta coperta dall’edera rampicante e circondata da un meraviglioso giardino di rose vellutate e profumatissime.

Al centro del giardino vi era, poi, una panchina in legno, colorata di bianco e decorata con due uccellini blu, che sembrava uscita da un libro di favole. Quel luogo donava così tanta pace nel cuore che, spesso, gli animali del bosco, dopo una brutta litigata con il proprio innamorato, vi si rifugiavano e, pur mantenendo per qualche tempo il broncio, alla fine, pace era sempre fatta.

Abitava quella casetta una fatina dai lunghi capelli del colore del sole, un viso che sembrava di porcellana ed il sorriso di un angelo. Ma la bellezza di quella fata era soprattutto nel suo cuore romantico e generoso: infatti, poiché viveva da sola, si era affezionata agli animaletti del bosco come se fossero la sua famiglia e quando li vedeva azzuffarsi il suo cuore si riempiva di tristezza e preoccupazione.

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Il lupo e la vecchia // Esopo

La favola di esopo

Un lupo affamato andava in giro cercando del cibo.

E giunto in un luogo sentì un bambino che piangeva e una vecchia che gli diceva: “Smettila di piangere; se no, inquesto momento ti darò al lupo”.

E il lupo allora, credendo che la vecchia dicesse la verità, rimase aspettando molto tempo. E quando venne sera, sente di nuovo la vecchia che vezzeggia il bambino e che gli dice: “Se il lupo viene qui, figliuolo, lo uccideremo”.

Avendo sentito questo il lupo se ne andò dicendo: “In questa fattoria altrecose dicono e altre cose fanno”.

La favola (è) per le persone che hanno le azioni non simili alle parole.

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La biondina e il moretto

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Mandarina è molto triste perchè ha dovuto lasciare la terra dove è nata.
Ha affrontato un lungo viaggio al buio, tutta stretta con altre simili a lei, su di un enorme camion e non può neanche vedere fuori per capire dove la stanno portando.

Quando il camion si ferma e viene spalancato il portellone le arrivano degli spifferi di aria man mano sempre più freddi.

Ormai è tutta intirizzita e pensa con nostalgia al dolce sole del suo paese, quel sole a volte troppo caldo e del quale si era persino lamentata perchè gli procurava una grande arsura ma adesso… come vorrebbe poter tornare indietro!

Dopo innumerevoli soste e scossoni probabilmente, a causa della stanchezza del lungo viaggio, deve essersi assopita perchè all’improvviso delle voci la svegliano e si ritrova abbagliata da molte luci.

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La volpe e la pantera // Esopo

Il progetto
La favola esopica: il mondo visto con gli occhi degli umili

La tradizione attribuisce ad Esopo (VI sec. a. C.?) l’invenzione della favola; tuttavia sappiamo bene che la prima testimonianza nell’ambito della letteratura greca risale al racconto in versi dell’Usignolo e lo Sparviero, contenuto nel poema didascalico Ἔργα Ἡμέραι di Esiodo (VIII – VII secolo a.C.), se non addirittura ad Omero, il quale nell’Odissea paragona i Proci, nella predizione di Menelao, alla cerva imprudente che si reca a porre i suoi cerbiatti appena nati nella selva ove dimora il leone, decretandone così la morte.

Ad Esopo resta tuttavia riconosciuto il merito di aver consentito lo sviluppo del genere favolistico e di aver elaborato con originalità questa espressione d’arte popolare.

“Il significato globale dell’opera risulta chiaro: attraverso la finzione della favola, dietro il travestimento animalesco Esopo vuol proporre un’interpretazione del mondo dal punto di vista degli umili. Non fa meraviglia, quindi, se dalla sua raccolta emerge una realtà ben diversa da quella veicolata dal ‘mito’ aristocratico di Omero. …. Egli ha saputo indagare e ritrarre la vita degli umili nella tragicommedia dei loro estrosi ripieghi e nell’infamia della loro secolare oppressione; tuttavia, chiuso in un’opaca e fatalistica rassegnazione, non ha osato alimentare la speranza di un reale cambiamento” (L. Barbero)

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Un alieno sulla terra

Un giorno il re di Marte, Matrik, pensò di mandare sulla terra un suo fidato soldato, Riccardik, per imparare come si divertivano gli umani.

L’alieno preparò la sua navicella per il viaggio e dopo molti giorni nello spazio finalmente arrivò sulla terra.

Atterrò in una grande città e quando sbarcò della navicella si sentì molto disorientato. C’erano tantissime macchine tutte in colonna, le persone all’interno facevano strani gesti e parlavano da sole.

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Le avventure di Verdina la tartarughina

C’erano mille e più di una tartaruga a navigare lente, lente nell’acqua di una pozzanghera.

Loro erano piccine e salivano su e poi scendevano dalle piccole montagnole di rocce sull’asfalto. Era il sistema marino intero ricreatosi così di botto nelle mia città, sull’asfalto nero e bianco loro avevano trasportato la loro famigliola al completo, numerosissima.

Tutti i parenti prossimi e lontani erano lì, nella pozzanghera. Fu in un giorno di pioggia che il mare s’ingrandì così tanto e immensamente che le onde trasbordarono fuori oltre la riva, mangiando tutto quello che trovavano sul loro cammino. Il mare s’era arrabbiato e tutta la sua furia usciva fuori e tutti si misero a scappare via più in fretta possibile.

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Il contadino e i figli // Esopo

Il progetto
La favola esopica: il mondo visto con gli occhi degli umili

La tradizione attribuisce ad Esopo (VI sec. a. C.?) l’invenzione della favola; tuttavia sappiamo bene che la prima testimonianza nell’ambito della letteratura greca risale al racconto in versi dell’Usignolo e lo Sparviero, contenuto nel poema didascalico Ἔργα Ἡμέραι di Esiodo (VIII – VII secolo a.C.), se non addirittura ad Omero, il quale nell’Odissea paragona i Proci, nella predizione di Menelao, alla cerva imprudente che si reca a porre i suoi cerbiatti appena nati nella selva ove dimora il leone, decretandone così la morte.

Ad Esopo resta tuttavia riconosciuto il merito di aver consentito lo sviluppo del genere favolistico e di aver elaborato con originalità questa espressione d’arte popolare.

“Il significato globale dell’opera risulta chiaro: attraverso la finzione della favola, dietro il travestimento animalesco Esopo vuol proporre un’interpretazione del mondo dal punto di vista degli umili. Non fa meraviglia, quindi, se dalla sua raccolta emerge una realtà ben diversa da quella veicolata dal ‘mito’ aristocratico di Omero. …. Egli ha saputo indagare e ritrarre la vita degli umili nella tragicommedia dei loro estrosi ripieghi e nell’infamia della loro secolare oppressione; tuttavia, chiuso in un’opaca e fatalistica rassegnazione, non ha osato alimentare la speranza di un reale cambiamento” (L. Barbero)

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Il contadino astrologo // audio fiaba

Brano tratto da “Fiabe italiane“, una delle trascrizioni delle fiabe che Italo Calvino raccoglieva girando l’Italia facendosele raccontare dagli anziani del paese. Nella raccolta ci sono tanti altri grandi classici della tradizione.

“C’era una volta un re che aveva perduto un anello prezioso. Cerca qua, cerca là, non si trova. Mise fuori un bando che se un astrologo gli sa dire dov’è, lo fa ricco per tutta la vita.

C’era un contadino senza un soldo, che non sapeva né leggere né scrivere, e si chiamava Gambara.

– Sarà tanto difficile fare l’astrologo? – si disse. – Mi ci voglio provare. E andò dal Re.”


Versione audio a cura di Audiofiabe per bambini di Walter Donegà.

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