26Mar
2013
pinocchio-alice-cascherina

Pinocchio e Alice Cascherina

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Alice Cascherina uscì da un racconto di Gianni Rodari e se ne andò in giro per il parco.

Tanto prima o poi sarebbe cascata da qualche parte, e il nonno l’avrebbe sicuramente trovata. L’ultima volta era finita nel taschino della giacca del papà, e si era impiastricciata la faccia con l’inchiostro della penna a sfera. Alice si incamminò versò una fontanella per cercare di pulirsi.

La fontanella era davvero molto grande per lei, e la bambina rischiò di annegare.

Per fortuna Gioacchino pettirosso, che svolazzava nei dintorni, planò a salvarla appena in tempo, prima che la povera Alice perdesse i sensi. La bimba salì sul dorso di Gioacchino che la portò sul ramo di un alberello.

Alice notò che quel ramo era stranamente liscio rispetto agli altri, molto nodosi, e cominciò a saltellarci sopra divertita.

– Ahi, ahi, mi fai male così- si lamentò una vocetta squillante.

Alice Cascherina si guardò intorno incuriosita e si trovò faccia a faccia con… Pinocchio.

Stava saltando sul suo naso.

– Dì un po’- esordì Alice- ma quante bugie hai detto?-.

– Ahimé, ne ho dette parecchie. Infatti per punizione mi tocca fare il ramo-.

– Senti ti andrebbe di fare una passeggiatina in centro?- propose Alice.

– Oh, sì, ho proprio bisogno di sgranchirmi le gambe- ne approfittò Pinocchio.

I due si incamminarono verso il centro. Il Povero Pinocchio, però, con quel naso così lungo, urtava e sbatteva dappertutto, bloccava il traffico, spaventava i bambini, riuscì persino a infilzare certi gustosi salsicciotti di una salumeria. Insomma, era diventato un pericolo pubblico.

Alcuni vigili si diressero verso di lui con aria minacciosa, volevano forse fargli una multa.

– Presto, devi compiere una buona azione, se no siamo spacciati!-.

Allora Pinocchio cercò subito qualcosa da fare, e capitò a fagiolo una vecchietta carica di sacchi della spesa. Pinocchio la aiutò  ad attraversare la strada, e subito il suo naso si accorciò. Dopo aver raccolto lo zaino a un bambino, il naso riacquistò dimensioni accettabili. Scongiurato il pericolo della multa.

Pinocchio e Alice Cascherina si incamminarono verso il centro commerciale per prendere il gelato e le caramelle. A quell’ora il supermercato era pieno di persone indaffarate e frettolose, che compravano una sacco di roba da mangiare, ma anche articoli per la cucina, per il bagno, per il cane, per il gatto.

– Attenta a non cadere, se no con questa confusione ti perderai-, si raccomandò Pinocchio, premuroso. Per sicurezza Alice Cascherina gli saltò sulla spalla.

Tra la folla notarono Riccardo III di Shakespeare, un panciuto signore con una folta barba bianca, abbigliato in modo ricco e vistoso, con un soprabito di seta color porpora circondato da una pelliccia dalla quale spuntavano dei preziosi rubini.

Il pover’uomo (si fa per dire) era arrivato troppo tardi, e non aveva trovato neanche un cestino:

– Il mio cavallo per un carrello!- esclamò con aria teatrale.

Pinocchio e Alice decisero che per quel giorno avevano visto abbastanza stranezze, così decisero di tornare indietro. Quando arrivarono al parco, Pinocchio vide il nonno di Alice Cascherina, che la cercava preoccupato. La chiamarono, ma la bambina non rispose.

Si era addormentata nel taschino di Pinocchio.

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