15Feb
2013
giraluna

Il giraluna

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Il Sole era davvero soddisfatto. Ogni mattina si svegliava molto presto per illuminare la vita di tutti gli abitanti della Terra.

I suoi raggi scaldavano che era un piacere.

Il mondo gli sorrideva riconoscente.

La Luna, invece, nonostante volesse molto bene al Sole, si sentiva, come dire, un fenomeno di nicchia. Come tutti sanno, infatti, la Luna è un corpo illuminato, cioè non brilla di luce propria, ma deve la sua luminosità proprio al Sole.

E così la poverina si sentiva inferiore per importanza.

In più , di notte, la maggior parte della gente dorme, e quindi povera Luna, non ha nulla da fare in cielo, se non confidarsi con le Stelle.

È altrettanto vero però, che la notte è fatta per gli artisti e da sempre la Luna è la musa ispiratrice dei poeti.

Infatti questa storia vuole parlare di un insolito girasole timido e ombroso, e un po’ poeta.

C’era un grande campo di girasoli che tutti i giorni erano impegnati a muovere la testolina per seguire il percorso del Sole in cielo.

Erano fiorelloni simpatici e ovviamente molto solari, instancabili e davvero puntuali.

Se non fosse per uno di loro che si teneva in disparte a margine del campo.

Era un Girasole atipico: piuttosto timido, malinconico e sempre serio. Non gli riusciva di seguire il Sole e teneva sempre il capo chino.

Gli altri Girasoli lo ignoravano e non parlavano con lui, perché stava sempre da solo ed era taciturno. Però scriveva molte, moltissime poesie, insomma come si suol dire, era un girasole ispirato.

Gli sarebbe piaciuto molto poter dedicare alcuni suoi componimenti alla Luna, ma il suo destino era quello di seguire il Sole, e si era rassegnato.

Un giorno, all’alba, la Luna non aveva  ancora finito il suo turno, e aspettava annoiata che scattasse l’Ora del Sole.

Il Girasole era talmente ispirato che cominciò a recitare versi soavi.

“Oh, Luna…”, cominciò.

La Luna rimase molto colpita.

Proprio non se lo aspettava.

Finalmente si sentiva necessaria.

Che meraviglia!

Dopo lunghi anni di indifferenza, la sua faccia piena e rotonda sorrise di nuovo.

Era così contenta che chiese al Girasole di cambiare turno, e di lavorare con lei di notte anziché di giorno col Sole, tanto per gli altri non sarebbe stato un problema.

Il Girasole sarebbe diventato suo vate ufficiale, e la fama della sua arte avrebbe raggiunto ogni angolo della Terra, fino ai Druidi e agli Iperborei.

Quale occasione per il nostro Girasole, altrettanto desideroso di un po’ di considerazione!

Non se lo fece ripetere due volte: presentò subito una domanda scritta, per chiedere il cambio di turno.

La sua richiesta fu accettata di buon grado, in fin dei conti a nessuno dei Girasoli dispiaceva, di poter annoverare tra i suoi colleghi un bravo poeta.

Fu così che mentre gli altri Girasoli si giravano con il Sole, il poeta si girava con la Luna. E diventò un Giraluna.

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