01Ago
2007
mondo_capovolto

Un mondo a testa in giù – Money

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

Quel mattino si svegliò in un mondo tutto al contrario, dove i soldi erano una macchia da lavare via, ma nessuno li voleva, per non sporcarsi a sua volta.

Per le strade i banchieri regalano soldi, propugnando l’idea della felicità, ma i saggi poverelli stanno alla larga, sanno bene che quella macchia non si può lavare via, sanno bene che forma abbia la sventura: cifre colorate, teste incoronate, ponti strabilianti e caratteristiche anti-falsificazione.

Ricchi come untori per le vie, alla ricerca dell’oggetto da comprare, per smaltire carta frusciante o moneta sonante. Ma nessuno vende più per denaro, nessuno vuole prendere ciò che porta alla ricchezza, perchè tutti vogliono essere poveri e liberi dalla condanna all’eterna infelicità.

Mondo strano, dove il comunista è un lobbista di povertà e il capitalista è un infelice spacciatore di tristezza.

Mondo capovolto, dove la povertà diventa libertà di essere sè stessi e la ricchezza diventa costrizione a correre per l’eternità cercando di acquistare felicità.

Mondo assurdo, dove non mangia chi ha soldi per comprare, ma chi ha spirito da donare. Fame di denaro? Mangia denaro è il sillogismo principe.

Africa ricca, perchè basta una vacca per campare, mentre i pochi ricchi non riescono nemmeno ad ingaggiare mercenari per la guerra fratricida condita di petrolio o diamanti. E quella mucca è sempre stata lì, sepolta dai miliardi vincolanti e vincolati della Banca Mondiale, dove viene riabilitato l’uomo dai calzini bucati. Honoris Causa.

Vita strana quella fatta per inseguire la povertà, pare che un tale Francesco precorse i tempi e si liberò a tal punto da arrivare a scoprire i segreti delle macchie del leopardo (storia lunga, da tenere per un’altra volta). Pare che essere un caso isolato sia fallimentare. Ma ora lo fanno tutti, in questo mondo il reietto compassionevole, l’asceta folle è colui ammalato di cupidigia.

Che strana utopia, questa realtà allo specchio.

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Che strani sogni si fanno a volte dormendo a testa in giù. Probabilmente si ubriaca il cervello con ossigeno troppo inquinato.

NdA. Non odio il capitale, finchè resta fonte di felicità e di libertà, propria ed altrui. Globalizziamo la felicità, io sono in prima fila, populista come non mai, se serve. Solo demagogia? Serve, per cambiare, con il realismo cosmico si arriva solo alle commiserazioni e io mi annoio.

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