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Tutte le fiabe di annamariavillani

Questa la raccolta personale di annamariavillani. Puoi contribuire anche tu al progetto "Ti racconto una fiaba" inviando i tuoi testi attraverso l'apposita pagina invia la tua fiaba.

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Il piccolo Zeo

Nella savana africana sotto un sole cocente, un gruppo di zebre assetate si recava presso un rigagnolo d’acqua quando una di esse di nome Tea, venne distratta da un volo di uccelli.

Inconsapevole si divise dal resto del gruppo perdendo così l’orientamento. Scese la sera e la zebra era alla ricerca affannosa di un rifugio dato che il luogo era infestato da animali feroci.

La zebra Tea camminò a lungo quando illuminata dalla luna scorse una piccola grotta, quindi decise di passarvi la notte. Nella semioscurità si adagiò in un cantuccio, appoggiò la testa su quello che poteva sembrare vagamente un cuscino poi sprofondò in un lungo sonno, non prima di aver considerato che il giorno seguente sarebbe andata alla ricerca del gruppo di zebre a cui apparteneva.

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Il bauletto magico

Lungo una stradina di campagna tre sorelle Leda, Elsa e Milù, camminavano tranquille, quando si imbatterono  in un vecchio castello abbandonato. Spinte dalla curiosità si introdussero all’interno, la prima faceva da guida, le altre due le andavano dietro senza fiatare.

Ad un tratto si spalancò una piccola porta e davanti ai loro occhi apparve una stanza traboccante di oggetti d’oro, pietre preziose e monili d’ogni genere. Le tre sorelle rimasero senza parole, non avevano mai visto nulla del genere, Leda  invitò Elsa e Milù a portare via quante più cose potevano.

Scorsero dei vecchi sacchi posti in un angolo della sala, dopo di che cominciarono a riempirli in tutta fretta.

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La volpe e l’anatra

C’era una volta una giovane volpe che affamata se ne andava in giro in cerca di cibo. Lungo la strada scorse un casolare, al di fuori di esso vi era una piccola anatra che felice se ne stava beata in prossimità di un fresco ruscello.

La volpe avvistato l’animale si avvicinò circospetta e con fare gentile gli chiese.

“Come ti chiami bella anatra? “

” Mi chiamo Polly , la mia famiglia mi alleva con dedizione e tanto amore” dichiarò orgogliosa.

La volpe rassicurata dal fare cordiale dell’anatra replicò:

“Al di là della valle dimora un uomo molto ricco, egli ha grande fiducia in me, per questo mi ricompensa con dieci denari al giorno e campo da gran signore”.

” Davvero? ” – rispose incuriosita la piccola anatra – “

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La farfalla e la coccinella

C’era una volta una giovane farfalla che svolazzava allegra in un giardino fiorito, era così orgogliosa della sua bellezza che se ne faceva un gran vanto. Ad ogni piccolo insetto che incontrava si compiaceva per quel dono che la natura gli aveva concesso. Come una regina volava di fiore in fiore, facendo bella mostra di sé.

L’estate presto lasciò il posto all’autunno, così in un giorno freddo e piovoso la vanitosa farfalla si trovò in seria difficoltà, una forte folata di vento la scaraventò  con forza in un punto lontano, fece appena in tempo ad aggrapparsi  su d’una foglia  di un vecchio albero, cercando di tenersi ben stretta per non cadere giù.

In quel mentre s’avvide d’una piccola coccinella posata anch’essa sulla stessa foglia.

 La farfalla infastidita e con fare arrogante esclamò:

“Fatti da parte, non vedi che le mie ali sono grandi e non c’è posto per due ?”

La coccinella la osservò intimidita e un po’ perplessa rispose:

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Carnevale

Per la gioia di grandi e di piccini

arrivan allegre le mascherine

c’è Arlecchino c’è Brighella

Colombina e la Maghella

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Roy il topolino ingordo

Nelle vie oscure e periferiche di Londra, al di fuori di vecchi ristoranti vi sono collocati degli enormi contenitori di rifiuti, così non appena scende la sera spuntano qua e là piccoli roditori.

Roy è uno di loro, esso attende fiducioso il calar delle tenebre per soddisfare la sua insaziabile fame. Sempre al suo fianco l’amico fidato Pik, che lo segue un po’spaurito. Roy è un topo coraggioso consolidato dall’idea di saper affrontare ogni eventuale circostanza usando il suo ingegno per le diverse strategie.

Roy sa perfettamente che per soddisfare la sua insaziabile fame deve riuscire a superare ogni ostacolo che gli si pari davanti, per cui tutte le volte che deve sfamarsi obbligatoriamente è costretto ad escogitare un nuovo piano. Una delle tante sere Roy, assieme all’amico Pik, decidono di appostarsi nella parte retrostante del ristorante del signor Max.

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L’Albero di Natale parlante

Nei giorni che precedono il Natale, Oliver e Sara, si recano assieme alla loro mamma in un vivaio per acquistare un albero di Natale, felici si apprestano a sceglierne uno da poterlo così adornare di tante luci e palline colorate. Dopo averne visti alcuni decidono per un albero di abete. Soddisfatti fanno ritorno a casa sistemano l’albero in un bel vaso, dopo di che, iniziano ad addobbarlo. Per prima posizionano le luci, poi una alla volta le palline colorate. Mentre i due fratelli  sono intenti  ad allestire l’albero, si ode all’improvviso una piccola vocina che esclama: “Hoi! Hoi! Mi fai il solletico!”

Sara e Oliver si guardano in viso sbalorditi.

“Hai udito anche tu?” chiede sottovoce Sara.

“Certo!” risponde incuriosito il fratello.

” Ma chi sarà mai? Non vedo nessuno oltre noi!” replica Sara.

I due bambini nonostante ciò continuano ad ornare l’albero, ma dopo un po’ di tempo si ode nuovamente la vocina che esclama: “Siete proprio birichini, volete farmi morire dal solletico?”

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La fata del lago dorato

Al di là delle alte montagne risiedeva un piccolo villaggio denominato “Lago d’oro”.

Al suo centro sorgeva uno specchio d’acqua che irradiato dai raggi del sole gli conferiva il colore dell’oro. Nel villaggio girava voce che nelle profondità di quelle acque giacessero sul fondo molte pepite d’oro.

La voce si sparse in breve tempo, così cominciarono ad arrivare una grande quantità di persone con l’intento di fare fortuna. Ai margini del lago nella sua piccola casa viveva una giovane donna di nome Emma, abitava assieme alla sua famiglia, il marito ed i suoi due figli. Emma conduceva una vita semplice e morigerata, cresceva i suoi bambini come solo una buona madre sa fare.

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Il Principe Andel // Alla ricerca del paese del sole

C’era una volta un piccolo principe di nome Andel, egli viveva in un paese lontano ai confini del mondo dove la notte era più lunga del giorno, il ghiaccio e la neve lo ricopriva interamente tanto da essere denominato il paese dei ghiacci.

La sua famiglia regnava da tantissimi anni e nulla sembrava turbare la quiete del regno, tuttavia man mano che il principe cresceva la regina notava nel giovane un velo di tristezza, così un giorno gli chiese: “Andel figlio mio, perché sei così triste?” “Cara mamma – rispose il principe – qui fa tanto freddo, tutto intorno è ricoperto di neve e ghiaccio, il cielo è sempre così grigio e triste”.

La regina accennò un piccolo sorriso poi con dolcezza rispose: “Andel capisco il tuo stato d’animo ma devi sapere che il tuo futuro e già scritto tu diverrai il Re dei ghiacci, sarai potente e rispettato da tutti”.