04Feb
2014
roy-topolino-ingordo

Roy il topolino ingordo

Fiaba di: annamariavillani

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La fiaba

Nelle vie oscure e periferiche di Londra, al di fuori di vecchi ristoranti vi sono collocati degli enormi contenitori di rifiuti, così non appena scende la sera spuntano qua e là piccoli roditori.

Roy è uno di loro, esso attende fiducioso il calar delle tenebre per soddisfare la sua insaziabile fame. Sempre al suo fianco l’amico fidato Pik, che lo segue un po’spaurito. Roy è un topo coraggioso consolidato dall’idea di saper affrontare ogni eventuale circostanza usando il suo ingegno per le diverse strategie.

Roy sa perfettamente che per soddisfare la sua insaziabile fame deve riuscire a superare ogni ostacolo che gli si pari davanti, per cui tutte le volte che deve sfamarsi obbligatoriamente è costretto ad escogitare un nuovo piano. Una delle tante sere Roy, assieme all’amico Pik, decidono di appostarsi nella parte retrostante del ristorante del signor Max.

Idue piccoli topi attendono fiduciosi che vengano riversati nel grosso bidone dei rifiuti gli avanzi della serata. Roy sa che il padrone del ristorante è un uomo burbero e per di più ha una certa ripugnanza e avversione verso i topi, egli usa qualsiasi stratagemma per far fuori tutti quelli che gli capitano a tiro.

Tuttavia i due topi attendono speranzosi l’approssimarsi della chiusura del locale per poter riempire così la propria pancia. Giunta l’ora fatidica il signor Max, arriva dal retro bottega con un grosso sacco pieno di avanzi leccorniosi e li depone all’interno del bidone.

Una volta svuotato il sacco l’uomo si guarda attorno e poi rivolgendosi al cameriere che lo accompagna esclama: “Speriamo che quei minuscoli e raccapriccianti roditori non sbuchino fuori anche questa sera, dato che, se dovessi scovarli giuro che gli faccio la pelle.”

Roy e Pik, dopo aver ascoltato quelle affermazioni cominciano a tremare dalla paura, sanno bene che per sopravvivere non hanno altra scelta, così appena il signor Max fa rientro nel locale i due topi con scatto fulmineo si avvicinano al bidone dei rifiuti e rapidamente si introducono all’interno attraverso una piccola fenditura. Una volta dentro incominciano a mangiare avidamente fino a sazietà, dopo di che, l’amico Pik rivolgendosi a Roy gli dice:

“Ora che abbiamo riempito la pancia converrebbe uscire in tutta fretta, dato che potrebbe da un momento all’altro passare il mezzo dei rifiuti e se non dovessimo fuggire in tempo potrebbero portarci via verso la discarica e macinare così i nostri piccoli corpi.”

Aspetta ancora un po’ – esclama Roy- mentre si ingozza a più non posso – “Chissà quando ci capiterà di mangiare tutte queste buone leccornie.”

Pik, preoccupato gli risponde: “Ho già la pancia piena, fra poco mi scoppierà se non usciremo presto da qui”.

“Mangia e stai zitto” -risponde prontamente Roy, – Non uscirò fino a che la mia pancia non ne potrà più, solo allora mi sentirò pienamente soddisfatto” Pik, cerca invano di dissuadere l’amico ammonendolo che andrà via da solo anche senza di lui.

Così il piccolo topo dopo aver esortato l’amico, prende la decisione di allontanarsi, Roy per nulla spaventato continua a mangiare fino a quando non ode i passi del signor Max, che uscito dal ristorante si avvia proprio verso il contenitore dei rifiuti, notandolo semiaperto così prontamente lo richiude senza accorgersi della presenza del topo. Nel contempo l’amico Pik osserva la scena da lontano e intuito il difficile momento si nasconde in tutta fretta nel chiusino d’una fogna che da all’altro lato della strada. Il topo Roy, intrappolato all’interno del bidone attende e soprattutto spera che il signor Max faccia presto rientro nel locale. Pertanto dopo aver scampato il pericolo il piccolo topo con un filo di voce prova a chiamare l’amico:

“Pik, Pik, presto vieni ad aiutarmi, fammi uscire da qui”

– Pik, che nel frattempo si è nascosto nel chiusino cerca in tutta fretta una soluzione al fine di aiutare il suo piccolo amico.

Il topo Roy, con una flebile voce chiede al compagno “Dai! prova a sollevare il coperchio”

– Pik fa leva su di esso, senza però riuscire a smuoverlo.

“Forza, forza, urla Roy, cerca di spostarlo, la mia pancia è così enorme che mi impedisce di venire fuori.”

Pik cerca disperatamente con tutte le sue forze di aiutare l’amico, ma suo malgrado non riesce a spostare il coperchio neanche di un centimetro.

“Non riesco a muoverlo, pesa così tanto, ” risponde preoccupato Pik, “Se tu avessi mangiato un po’ meno, saresti sicuramente passato attraverso questa feritoia”.

“Lo so! Lo so! Sono così pentito per non averti dato ascolto, mi sono cacciato in un bel guaio” – aggiunge angosciato Roy –

“Caro amico” replica Pik l’ingordigia è un brutto vizio dovresti saperlo”.

Roy incomincia realmente a preoccuparsi mentre intanto inizia già ad albeggiare e presto passeranno gli addetti a ritirare i rifiuti.

“Povero me! Povero me! Ripete disperato Roy, come farò ad uscire da qui?”

In quel mentre da un vicolo vicino si ode provenire il miagolio di un gatto il quale con passo felpato procede proprio verso il bidone dei rifiuti e incuriosito dai rumori con un gran balzo si posiziona sul coperchio allargando così la piccola fenditura.

Il topo Roy in un primo momento spaventato rimane in silenzio per non finire nelle grinfie del gatto, poi prontamente con scatto fulmineo balza fuori dirigendosi velocemente verso l’amico Pik, che nel frattempo si è rifugiato nel vecchio chiusino. Nel contempo da lontano si avverte l’avvicinarsi del mezzo dei rifiuti, Roy, capisce d’aver salvato la pelle poi rivolgendosi all’amico esclama:

“Sai Pik, ho capito la lezione non è bene mangiare con troppa ingordigia non bisogna mai esagerare, questa lezione mi servirà in futuro.

Così i due topi si incamminarono insieme coscienti del grave rischio corso, ma felici di averla scampata proprio bella.

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