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Tutte le fiabe di Alessandro Gioia

Questa la raccolta personale di Alessandro Gioia. Puoi contribuire anche tu al progetto "Ti racconto una fiaba" inviando i tuoi testi attraverso l'apposita pagina invia la tua fiaba.

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Un giorno di tanti anni fa

Un giorno di tanti anni fa, non so dove o non si sa, un ometto curvo con il bastone cercava la sua felicità.

“Mi scusino lor signori, siate gentili, ho perso un qualcosa  di prezioso: i miei anni, la mia serenità, i miei ricordi, erano tanto cari!”

Così diceva ai passanti intenti ad ammirare le vetrine dei negozi che vendevano a cuor sincero, cento, mille o più balocchi.

“Ma buon uomo, la felicità è una goccia piccola in mezzo a tante gocce, c’è chi la trova in un secchiello, chi nel fondo di un oceano. La felicità può essere di chi la crea, come fosse un grande artista. Chi è felice solo con un sogno, anche inventato, chi mangiando un panino, solo con una fetta di prosciutto. Chi facendo il farabutto, ma quella non è felicità, è illusione.”

Un giorno di tanti anni fa

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Intervista a Pinocchio

L’INTERVISTA DI ALICE OZ, GIORNALISTA DE “LA GAZZETTA DELLE FAVOLE”: PINOCCHIO VUOL TORNARE BURATTINO.

Sarà stata la nostalgia o di preciso non si sa, ma Pinocchio, che a quanto pare avesse un grande cuor di legno, vuol tornare ad essere un burattino.

Io sono andata ad intervistarlo, non comprendendo il perché della sua scelta.

Sono Alice Oz, una giornalista assai attenta a tutto ciò che accade. Scrivo per la Gazzetta delle Favole.

Prima di tornare in quel mondo che a noi tutti piace son riuscita ad intervistarlo.

“Signor Pinocchio, perché vuole tornare nel nostro mondo, quello delle fiabe intendo?”

Intervista a Pinocchio

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I fusilli al tegamino di Avellino

A settemila caciotte da Roma, ad Avellino,
scoprirono per caso i fusilli al tegamino.

Fu un gran via vai in quei luoghi,
tutti a provare paste fresche e quei sughi
che rendevano tutti felici. Ogni bimbo mangiando sano
si riempiva di sorrisi.

Nel tegamino un po’ di sugo alla base, e poi fusilli mezzi cotti
con aggiunta di pomodoro, poco olio, sale, e cipollotti fini fini.

I fusilli al tegamino di Avellino

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Il signore che parlava al suo pollice

Appena trentaquattromila cioccolatini da Torino, a Bobbio Pellice,
c’era un signore così solo che parlava tutto il giorno al suo Pollice.

“Buongiorno amico mio, come va? Andiamo oggi al mercato?!”
“Certamente uomo solo, ma non chiedere sempre a me, sono un pollice,
non dimenticare che c’è pure Mignolo, Indice e tutti gli altri,
anzi utilizza tutta la mano per salutare le persone, vedrai che troverai degli amici, non so che dirti!”

“Cosa credi che non c’ho provato. Molti sono soli come me
e ormai sono abituati, vogliono restar così, e sono tristi
ma io non mi arrendo e tu amico mio, sei l’ultima speranza:

Il signore che parlava al suo pollice

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Albertuccio, la lumaca senza il guscio

Il mio nome è Alberto, sono una lumaca. Per gli amici Albertuccio.
Ho deciso di lasciare la mia casa, il mio piccolo grande guscio.

Vorrei conoscere il mondo così com’è,
ma tutti dicono che son lento, allora sai che c’è?

Spiegarvelo così, su due antenne non saprei,
una cosa è certa e ve lo dico:
io le verdure le vedo da vicino, se son buone
mi ci addormento sopra, se son cattive, lì non mi vedrete.

Albertuccio, la lumaca senza il guscio

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Il maccherone gigante

C’era un omone di Frosinoneche alla minestra preferiva il maccherone lo preferiva così rosso e piccanteche ne mangiava solo uno, uno gigante. Che strano buongustaio quell’omone di Frosinone.

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L’omino della neve

L’omino della neve in un giardino di Salernocon ardore e gentilezza litigava con l’inverno diceva: “Come mai qui non vieni mai?”E l’inverno: “I gabbiani son scontenti e ho passato tanti guai.” Era sempre solo quell’omino… L’omino della neve

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Il baffuto cuoco di Venezia

Un baffuto cuoco giocherellone di Venezianon avendo mai la pancia sazia costruì una magica macchina con tante bucceper creare dal nulla chilometri di salsicce. Quel baffuto cuoco di Venezia.