28Apr
2013
fontanella

La fontanella

Fiaba di: Nonna Giuly

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La fiaba

La fontanella sobbalzò non tanto per la voce tonante dell’oratore e nemmeno per il battimano che ne era seguito, quanto per la frase che aveva sentito:

– Presto toglieremo l’ultima ormai vecchia fontanella –

– Parlano di me – pensò la fontanella – ma per quale motivo mi vogliono sostituire?, non ho mai fatto male a nessuno, è vero che sono l’ultima ed anche vecchia ma ho sempre svolto il mio compito con estrema precisione senza mai fare distinzione tra esseri umani ed animali. –

La voce continuò :

– Ormai ha anche il rubinetto rotto –

La fontanella si risentì a quella frase :

– Se il rubinetto è rotto non è colpa mia, me l’ha rotto un ragazzotto una sera , ma io non ho mai capito il perché –

La mattina seguente la fontanella si mise a pensare alla sua vita.

Quante ferite aveva pulito con la sua acqua, che faceva quasi da anestetico tanto era fredda perché veniva da una sorgente molto lontana e questo lo sapeva perché le era stato raccontato dalle tante sue gocce d’acqua; quante manine sporche di terra aveva lavato, quanti visetti aveva rinfrescato dopo il tanto giocare; a quanti aveva dato da bere senza mai chiedere nulla; quante volte che aveva partecipato ai giochi dei ragazzi, che per farsi notare schizzavano, delicatamente, la fanciulla dei loro sogni.

La fontanella ripensò ai tanti cagnolini che aveva dissetato e perfino ai suoi amici uccellini che per rinfrescarli , nelle calde giornate estive, cercava di creare una piccola pozza d’acqua al suo fianco in modo che potessero non solo bere ma anche farsi il bagno in tutta tranquillità.

No, decisamente non riusciva a capire il perché la volessero togliere, lei non aveva mai rifiutato l’acqua a nessuno, ma del resto, pensò tristamente, a chi poteva interessare i sentimenti di una fontanella?

Da quella mattina si mise ad aspettare gli operai che l’avrebbero tolta ed ogni volta che vedeva degli uomini in divisa da lavoro pensava:

– Ecco è arrivata la mia ora –

Fu così che una mattina li vide arrivare e li vide scavare la terra intorno a lei per scollegarla dalle sue tubazioni , oramai era rassegnata e tranquillamente si lasciò sollevare ed adagiare a terra e rimase così distesa mentre gli operai continuavano il loro lavoro alle tubazioni.

Fu proprio allora che vide arrivare un ragazzino di circa sei o sette anni per mano alla sua mamma, il quale appena la vide, disse :

– Mamma, guarda, hanno lasciato la fontanella a terra, possiamo prenderla noi ? –

– No, tesoro, è del comune e non si può prendere- rispose la mamma e continuò dicendo: – Noi dove la metteremmo? Perché poi la vorresti?

E il bimbo prontamente rispose:

– In terrazza. La vorrei perché è tanto bella – poi aggiunse sottovoce – e tanto cara.

La fontanella sentì quelle parole e fu così felice, che se avesse avuto una goccia d’acqua, avrebbe pianto, ora era sicura che qualcuno non l’avrebbe mai dimenticata.

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