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Tutte le fiabe che parlano di "volo"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "volo", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il guardiano dei palloncini

Vuoi sapere dove vanno i palloncini colorati quando sfuggono di mano ai bambini? Così non piangerai più!

Ora ti racconto …

Nel cielo azzurro, fra le nuvole bianche color panna e latte, nascosta da un raggio di sole, c’è una piccola porticina color del sole vivevano tanti anni fa tanti piccoli omini colorati.

Il loro lavoro era asciugare le nuvole quando pioveva e preparare torte con la panna.

Una volta una strega travestita da un grosso uccello li stregò con la sua magia cattiva trasformandoli in palloncini sgonfi.

I poveri palloncini caddero dalle nuvole si ritrovarono attaccati con una sottile cordicina e col viso gonfio.

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Sofia la giovane allodola

C’era una volta una giovane allodola dalle ali bianche e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Sofia.

Nata senza ali, storpia e malferma, impacciata nella postura, ma cocciuta e caparbia, lei non si era mai persa d’animo, e anche se claudicante e incerta, costretta a nutrirsi solo di semi e tanta, tanta acqua, non aveva mai smesso di cantare, seppur facendolo sui rami bassi – gli unici che riusciva a raggiungere balzando con le sue zampette – come la sua condizione le imponeva, ugualmente orgogliosa di riempire con le sue belle note il creato.

“Storpia!”, “E’nata senza ali!” echeggiavano le voci intorno “Ma come mai è nata senza le ali?”, “Ma non può affrontare il volo!”, “Vive fra le rocce!”, “Ma riesce a nutrirsi?”, “E nei periodi di magra come fa, se sulla pietra scarseggiano i semi?”, “Ma non si può guarire?” , “No, mai?”, “E con voi sorelle non canta mai?”, “E come potrebbe?”, “Come farebbe a seguirci in volo?”, “Alla festa della primavera, mi sembra, non sia mai stata invitata” , “E’ chiaro!”

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Celestino Mingherlino e l’aquiplano

Mastro Sigfrido era il falegname più famoso del bosco, anche perché era l’unico in zona.

Lavorava la legna in maniera elegante e sapiente, realizzando superbi pezzi da collezione.

Non era un falegname qualunque, ma un vero e proprio artista, anzi, il re dei cavalli a dondolo, come amava definirsi.

Gli venivano commissionati lavori anche dall’estero. Un suo affezionatissimo cliente era Lord James Horwood, banchiere di professione e critico d’arte, disposto a spendere cifre proibitive per uno dei famosi pezzi di Mastro Sigfrido.

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Ulisse il pettirosso canterino

C’era una volta un giovane pettirosso dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Ulisse.

Allegro e altruista, romantico e sognatore, perduta alla nascita un’ala, l’uccello, con una soltanto, non si era mai perso d’animo, e anche se storpio e malfermo, ridicolo nei movimenti grotteschi e sgraziati, costretto a nutrirsi solo di semi e tanta, tanta acqua, non aveva mai smesso di cantare, cullando nel proprio cuore il sogno di diventare sempre più bravo, seppur cantando su rami bassi, come la sua condizione gli imponeva – un passo dietro agli altri – senza poter raggiungere mai il cielo aperto, ugualmente orgoglioso delle sue note con cui amava riempire il creato.

“Ma con un’ala sola!” gli facevano eco voci sconosciute alle sue spalle, mischiandosi spesso a patetiche mezze risate e sguardi caritatevoli di pietà “Una sola! Devi ammettere che non sarà mai, una così gran cosa! La tua ala maciullata, che tra l’altro non guarirà mai, non è certo un belvedere! E così conciato, impedito, forzato a soste tanto frequenti, puoi star certo che nessuno dei tuoi fratelli t’inviterà mai a cantare alla grande Festa della Primavera!”

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La mia vita da Fantasma

Io mi chiamo Robinson e sono un fantasma burlone, ma anche curioso e giocherellone. Sono robustello e basso, ma non mi importa, io volo.

Mi piace molto spaventare la gente, infatti ho preso di mira una ragazza viva che si spaventa molto facilmente; si chiama Licia, mi piace farla inciampare in palestra, non farla dormire, farla rotolare per le scale, e senza dubbio, ci rido sopra.

Vivo in una villa abbandonata, e, siccome sono invisibile, ho preso, in effetti, ho rubato i mobili. La parte che personalmente preferisco è la notte, perché così posso accendere le luci spente delle case e degli uffici, accendere anche le TV, e un giorno, solo per sbaglio, ho rotto un finestrino di una Fiat, ma vi ripeto, non l’ho fatto apposta.

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Tsuru la gru dalle lunghe ali

C’era una volta una bellissima gru dalle meravigliose piume di un candore abbacinante e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Tsuru.

Animo nobile e coraggioso, saggia e sincera, leggiadra nei suoi movimenti e splendida nel volo, la dolce creatura, trascorreva i suoi giorni compiendo il proprio dovere, col becco ben levato in alto, superba e attenta. 

Dal cuore buono e leale, decisa e coraggiosa, era lei infatti impavida e valorosa, a vegliare fra Cielo e Terra sulle proprie Genti, affinché nulla di male potesse turbare la loro armonia, con attenzione e cura infiniti.

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Nel paese dei maiali volanti

Lo sapevi che anche i maiali volano? Proprio così! Basta andare nel paese dei maiaili volanti, dove sono felici tutti quanti:
ogni abitante ha la propria casetta o il proprio nido sull’albero in vetta…
Contributo realizzato da “La Nave di Clo”, in collaborazione con Bambù magazine.
(Clicca su “leggi tutto” per guardare il video).