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Tutte le fiabe che parlano di "russia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "russia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il bambino che veniva dal freddo

Quel mattino i coniugi Anna e Michele si erano alzati molto presto, prima che spuntassero le luci dell’alba. Non avevano dormito quasi nulla, erano troppo emozionati per l’incontro che li avrebbe attesi. Si recarono all’aeroporto, diretti verso Kirov, città della Russia europea nordorientale.

Lì, avrebbero trovato la guida Vladimir, che li attendeva in auto per accompagnarli alla casa famiglia, e conoscere finalmente il tanto desiderato bambino.

Era febbraio, faceva molto freddo. I finestrini della macchina continuavano ad appannarsi, e la coltre di neve sulle strade rallentava la marcia. Ad Anna cominciava a mancare il respiro, mentre Michele la stringeva al suo petto.

– Eccoci arrivati. Verrò a riprendervi verso sera – fece Vladimir.

La casa era un tipico palazzone russo. La porta principale si aprì, ad attenderli una minuta signora sui cinquanta, con biondi capelli raccolti e grandi occhi chiari.

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Fiaba dello Zar Saltan

In una graziosa casetta dalle finestre fiorite vivevano una volta tre sorelle. Un giorno esse stavano filando nel giardino davanti alla casa e chiacchieravano tra loro.

– Se fossi zarina, – disse la prima – cucinerei con le mie mani un banchetto squisito per tutte le genti del reame.

– Se fossi zarina, – disse la seconda – tesserei un abito meraviglioso per ogni abitante della terra.

– Se fossi zarina, – disse la terza dolcemente – regalerei allo zar un figlio eroe.

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Fiaba dello Zar Saltan // Versione di Bel’skij

Tanti tanti anni fa, durante un freddo inverno, la neve era caduta abbondante su un lontano villaggio sperduto nella steppa russa. Dentro le isbe quasi sepolte sotto la coltre bianca, la gente ingannava il tempo chiacchierando; le donne filavano e tessevano accanto alla stufa.

In una di queste casette costruite con tronchi d’albero, tre sorelle in compagnia di una vecchia parente di nome Barbaricha, parlavano del più e del meno: facevano progetti, sognavano, spettegolavano…

– Se un giorno sposassi lo zar, che felicità! – sospirò la maggiore che aveva l’hobby della cucina – Darei grandi feste, cucinerei piatti squisiti per tutti i sudditi dell’impero.