Le vostre fiabe

Il mestiere della bontà

Un bambino dona una pesca all'amico malato in una calda stanza mentre fuori cade silenziosa la neve
Un bambino dona una pesca all'amico malato in una calda stanza mentre fuori cade silenziosa la neve

Era una freddissima giornata d’inverno e un contadino russo tornò a casa con una bella sorpresa per i suoi figlioli: aveva ricevuto in dono da sua sorella alcune pesche. In Russia il clima è molto freddo e il pesco, che ama invece il sole e il caldo, è una pianta piuttosto rara da quelle zone. Per questo i suoi frutti sono una cosa preziosa.

Il contadino diede alla moglie la pesca più grossa, poi distribuì le altre ai figli. La sera, a cena, domandò:

— Ebbene, vi sono piaciute le pesche?

— Sono squisite davvero — disse Giorgio. — Io voglio mettere il nocciolo in un vaso e vedere se germoglia.

— Tu diventerai un giardiniere! — osservò il padre, sorridendo.

— Io — disse la piccola Luisella — ho mangiato la mia e mi è piaciuta tanto che ne ho chiesta un’altra alla mamma, ma il nocciolo l’ho buttato via.

— Sei ancora una bimba — disse il padre accarezzandola — e non pensi che a mangiare! E voi altri? — aggiunse rivolgendosi a Luca e a Nando.

— Io — dichiarò Luca, da ragazzo curioso, — ho raccolto il nocciolo che Luisella aveva gettato e ne ho cavato, pestandolo, una mandorla molto amara e non buona da mangiare. La pesca, invece, l’ho venduta per cinquanta centesimi a un mio compagno di scuola.

— Tu hai una predisposizione innata per il commercio! Cominci presto a esportare! E tu? — chiese a Nando. — Ti è piaciuta la pesca?

— Io non l’ho mangiata — confessò Nando arrossendo.

— E perché? — domandò il padre.

— Perché andai a trovare il mio amico Andrea, che è malato. Gliela mostrai e gli raccontai come si alleva l’albero. Andrea continuava a guardare la pesca e a odorarne il profumo; e io gliela diedi. Andrea non voleva, ma io gliela misi sul letto e scappai via…

Il babbo gli pose affettuosamente una mano sul capo e disse:

— Ecco un’altra occupazione: a Giorgio il giardino, a Luca il commercio e a te, figlio mio dolcissimo, il mestiere più bello… la bontà!

(Giovanna Mangone)

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