Tutte le fiabe che parlano di "incantesimo"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "incantesimo", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Il bosco delle radici gnomate
PERSONAGGI: la principessa Dorothy, il principe Allan, il gufo Gusatutto, lo gnomo Malignomo, il bambino Samy, il cavallo Cremcaravallo.
C’era una volta un bosco, molto diverso dall’aspetto rispetto agli altri boschi a voi noti. I suoi stupendi pini, i castagni e le querce secolari, nonché le rocce, le grotte e le casette dei boscaioli, erano imprigionati da enormi e fitte radici che uscivano dalla terra allungandosi a dismisura e attorcigliandosi attorno a tutto quello che trovavano davanti. Fu lo gnomo Malignomo, con il suo incantesimo, ad assegnargli tanti anni fa questa triste sorte dopo una lunga e sofferente notte insonne. Da allora fu chiamato: “Il bosco delle radici gnomate” e fu inserito con tale nome anche nelle enciclopedie di botanica di tutto il mondo.
Perché il nostro Malignomo decise di fare una cosa così tremenda, vi chiederete di sicuro?
In quel bosco, all’epoca, quando era ancora giovane, bello e prosperoso, viveva da tanto tempo chiusa in una torre d’avorio, la principessa dai capelli d’oro di nome Dorothy, che a sua volta fu vittima di un altro incantesimo. Dorothy era sempre da sola, si annoiava e piangeva, piangeva e si annoiava e nel frattempo i suoi bellissimi capelli crescevano, crescevano, crescevano. Poiché l’unica stanza della torre era molto stretta per contenere tutto quel groviglio di capelli, Dorothy li fece uscire dalla finestra e presto i suoi capelli si stesero anche tra gli alberi del bosco come un soffice tappeto setoso.
E fin qua ci siamo.
Fratellino e Sorellina // Audio fiaba
Audio fiaba tratta da “Fratellino e Sorellina” dei fratelli Grimm, letta da Katinka Charlotte.
C’era una volta una capanna in mezzo al bosco, dove vivevano due bambini, fratello e sorella, con il babbo, perché la mamma era morta. Si sentivano abbastanza soli e furono contenti quando il babbo decise di risposarsi. Speravano che la matrigna avrebbe fatto loro da mamma, che fosse una donna buona, che li amasse e, li consolasse quando si sentivano tristi.
Ma la matrigna era una strega astuta e cattiva, che detestava i due bambini. Sgridava e picchiava Fratellino e Sorellina per qualsiasi inezia, e spesso li metteva in castigo senza ragione.
Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.
Stellino e Stellina
In un tempo molto lontano
in un castello fatato
viveva un gattino bianco
chiamato Stellino
Era stato stregato da una strega cattiva
che lo teneva chiuso in soffitta
senza farlo uscire
Era sempre sorvegliato da un grosso cane cattivo
che lo mordicchiava e lo feriva
Il gattino, prima di essere stregato
era un bel bambino biondo, gli piaceva giocare
felice e libero con i suoi amici
Una strega cattiva è molto gelosa
un giorno gli donò un gattino bianco
stregato in regalo
Paul il Re mago
C’era una volta un regno, dove viveva un Re, una Regina e il loro bambino di nome Paul. Il bimbo aveva doti speciali e magiche, e amava tanto il mondo della magia. Il padre desiderava che il figlio imparasse un mestiere, e così quando compì sette anni, decise di mandarlo alla scuola del regno. Paul si rese subito conto che a scuola non avrebbe mai imparato un mestiere, poiché quello che apprendeva ogni giorno era spesso inutile, e spesso ripetitivo e quindi noioso.
Un giorno gli apparve l’Angelo custode che gli propose di chiedere al padre di lasciare la scuola per un po’ e andare con lui nella foresta per diventare un mago. Paul, contentissimo per la proposta, corse dal padre e gli chiese: “Caro papà, vorrei lasciare per un mese la scuola per tentare di diventare un mago, andrò a vivere nella foresta in compagnia del mio angelo custode, poi tornerò da te, me lo lasci fare?” Il padre, che inizialmente era contrario, dopo un momento di perplessità rispose: “Va bene Paul, se alla fine del mese, quando tornerai al castello, io non ti riconoscerò, vorrà dire che sarai diventato un vero mago, ed io ti consentirò di lasciare la scuola e ti nominerò Re; se invece ti riconoscerò dovrai tornare a scuola”. Paul accettò e l’indomani si avviò con gioia nella foresta con l’Angelo.
Insieme passarono circa un mese in cui camminarono intensamente, e l’Angelo insegnò a Paul le leggi eterne dell’universo, gli mostrò le erbe e le radici selvatiche con cui prepararono diverse pozioni, e lo addestrò nel fare gli incantesimi. Paul era ormai quasi diventato un mago.
Una mattina si alzarono come sempre di buon’ora e l’Angelo disse a Paul: “Caro Paul, ci mancano solo tre giorni per terminare il nostro lavoro insieme e durante questo breve periodo ti mostrerò l’ultima cosa importante affinché tu possa diventare un grande mago, poi potrai tornare nel tuo castello”. I due ripresero il viaggio e dopo una giornata di lungo cammino lasciarono la foresta per entrare in una cittadina confinante.
Il castello dei gatti
C’era una volta un Re che aveva tre figli.
Mentre il primogenito e il secondo non erano molto intelligenti, il terzo veniva definito uno sciocco.
Sentendosi vecchio e stanco, il Re decise di lasciare tutto il suo regni ai figli.
Appena saputa la notizia, i due fratelli maggiori iniziarono a litigare, perchè ognuno voleva essere l’unico erede.
Il fratello minore li osservava e si limitava a commentare “ Cosa mi importa di tutte quelle ricchezze? Io voglio solo due cose: un vecchio cavallo e un carro.
Tullipan
C’era una volta, quando non si sa, una principessa che si chiamava Tullipan, che nome strano direte voi, ma tanto strano non è, perché il suo papà, Re Gaudio, gli diede quel nome quando la vide per la prima volta nella culla.
Re Gaudio era un re buono che amava viaggiare e conoscere il mondo (ma questa è un’altra storia) e nel corso dei suoi viaggi vide tante cose belle, ma bella come quella bambina nella culla non aveva mai visto nulla.
Era così felice che quando dovette scegliere il nome per sua figlia cercò nella sua memoria il posto più bello che avesse mai visto e si ricordò di un bellissimo campo di tulipani in Olanda, illuminato dalla luce dell’alba e bagnato dalla rugiada, quell’immagine magnifica gli ricordò la bellezza di sua figlia e da quel giorno la principessa fu Tullipan.
Il pifferaio magico // audio fiaba
Il pifferaio di Hameln è una fiaba tradizionale tedesca, trascritta, fra gli altri, dai fratelli Grimm.
È anche nota come Il Pifferaio Magico o con altri titoli simili.
Si ritiene che essa sia stata ispirata da un evento tragico realmente accaduto nella città tedesca di Hameln in Bassa Sassonia, nel XIII secolo.
Il più antico riferimento a questa fiaba si trovava in una vetrata della chiesa della stessa città di Hameln e risalente circa al 1300. Della vetrata si trovano descrizioni su diversi documenti del XIV e XVII secolo, ma pare che essa sia andata distrutta. Sulla base delle descrizioni, Hans Dobbertin ha tentato di ricostruirla in tempi recenti. L’immagine mostra il Pifferaio Magico e numerosi bambini vestiti di bianco.
Si pensa che questa finestra sia stata creata in ricordo di un tragico evento effettivamente accaduto nella città. Esisterebbe tuttora una legge non scritta che vieta di cantare o suonare musica in una particolare strada di Hameln, per rispetto nei confronti delle vittime. Nonostante le numerose ricerche, tuttavia, non si è ancora fatta luce sulla natura di questa tragedia (vedi qui per un elenco di ipotesi).
In ogni caso, è stato appurato che la parte iniziale della vicenda, relativa ai ratti, è un’aggiunta del XVI secolo; sembra dunque che la misteriosa vicenda di Hamelin avesse a che vedere solo con i bambini. (Paradossalmente, l’immagine del Pifferaio seguito da un esercito di topi è quella che la maggior parte delle persone associano a questa fiaba, magari senza ricordare nient’altro della vicenda).
Introduzione tratta da Wikipedia.
Versione audio a cura di Audiofiabe per bambini di Walter Donegà.
Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.












