21Lug
2015

Uno, due, tre, stella!!!

Fiaba di: belfagor

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La fiaba

C’era una volta un re, una regina ed i cavalieri a loro servizio. Uno di questi era il più amato di tutti: era valoroso, forte, coraggioso, leale e fedele. Era tutto quello che un re ed una regina avrebbero voluto avere al proprio fianco, sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

Il Cavaliere si chiamava Zaki e proveniva dalle terre di Oriente: qui, il suo nome voleva dire “dolce di spirito” ed infatti, nonostante la sua veemenza nelle battaglie e la sua forza valorosa nelle dispute nei tornei, i suoi modi e i suoi atteggiamenti erano di natura cortese e gentile.

Un giorno Zaki vinse il torneo cavalleresco indetto dal Re: in premio vi era la mano della Principessa Ghenau che, appunto, si sarebbe concessa in sposa al vincitore. Ghenau era figlia unica: molto bella, ma anche molto intelligente; non si era mai espressa con i propri genitori sull’argomento del matrimonio anche perché a quei tempi, come da tradizione, erano i genitori che ne sceglievano il pretendente. Evidentemente, i genitori avevano optato per un torneo perché sapevano di per certo che lo avrebbe vinto Zaki, ma al tempo stesso avrebbero dato una chance a tutti.

Alla fine dei giochi, Zaki si avvicinò con il proprio cavallo verso le tribune, dove erano seduti il Re, la Regina e la Principessa.

– Cavaliere Zaki ! – esclamò il Re – ….. ti concediamo la mano di nostra figlia, la Principessa Ghenau, e che questo sia l’inizio di un futuro glorioso per il nostro Regno.

A questo punto, solitamente, il Cavaliere avrebbe dovuto dirigersi verso la Principessa raggiungendola sui palchi, prendendole la mano sotto gli applausi del popolo. Ma non fu così.

– Mio Sire, mia Regina vi prego di ascoltare ed intendere quel che ho da dirvi: oggi sono l’uomo più felice della terra, innumerevoli uomini vorrebbero avere la fortuna di poter prendere in sposa La Principessa Ghenau, vostra figlia. Ella è sì tanto bella, ma anche tanto intelligente: vorrei che fosse lei a giudicare quanto io sia giusto come suo compagno per la vita. Ma io ho fatto vedere a Voi e a Lei solo le mie doti di Cavaliere, il coraggio di combattere, la fiducia e la lealtà verso questo Regno. Ma che marito e padre sarei per i miei futuri figli ? E quale esempio di valore familiare posso io mostrare a Voi tutti e a questo popolo qui al mio cospetto ? –

– Cosa intendete dire, Cavaliere Zaki ? – …. tuonò con qualche sospetto il Re, pensando ad un suo rifiuto alla mano di Ghenau.

– Non mi fraintendete mio Sire – proseguì, inchinandosi rispettoso il Cavaliere – …… ciò che vorrei è che Ghenau mettesse alla prova le mie qualità di marito affettuoso e padre paziente: quale prova può essere migliore di un gioco e ovviamente aperto a tutti gli altri Cavalieri ?! –

La Principessa Ghenau capì immediatamente le buone intenzioni di Zaki ed apprezzò profondamente questa voglia di mettersi in discussione in un terreno piuttosto inusuale per un Cavaliere. Così, la principessa appoggiò la mano su quella del padre e con aria serena e consapevole disse:

– Padre mio, Madre mia, questo Cavaliere vuole dare prova di essere anche un uomo, assolutamente da apprezzare di questi tempi. Vi prego di considerare quale coraggio sia necessario per rischiare tanto, proprio ora che non ve ne sarebbe bisogno. Vi prego, fate che il mio amore nei suoi confronti sia appagato dal suo desiderio di mostrarsi fino in fondo. –

Il Re si voltò verso la Regina che annuì piena di orgoglio sia verso la figlia che verso il Cavaliere, da sempre il suo preferito.

Il Re non aveva capito molto, anzi forse nulla, ma vedere la Regina e la figlia così totalmente rapite dalla  saggezza del Cavaliere, lo spinse ben oltre le sue aspettative:

– Ebbene, saggio Cavaliere, come vorreste procedere ? –

– Mio Sire, l’arbitro del gioco sarà un bambino o una bambina da Voi scelti. L’infante si appoggerà a quella quercia di spalle a tutti i Cavalieri partecipanti, i quali si disporranno a loro volta a cento passi dall’albero.

– L’infante comincerà a contare in questo modo: “Uno, Due, Tre, Stella !” I Cavalieri potranno avanzare quanto vorranno e potranno, ma solo fino alla parola “Stella”, cioè quando l’infante si volterà di scatto. A quel punto chi verrà visto muoversi ancora dall’arbitro, dovrà retrocedere al punto di partenza. Vincerà colui che toccherà la quercia e arbitro insindacabile sarà il bambino o la bambina da Voi scelti. –

La Principessa sorrise ed applaudì immediatamente, tanto che prima la Regina, poi il Re e poi tutti quanti esultarono accoratamente insieme. Ad ogni modo, il Re non aveva capito ancora molto, anzi forse niente. Tuttavia, accompagnato dall’esultanza della folla, ed in primis di quella della Principessa, fece che parlare con sicurezza e convinzione:

– Avendo ben compreso le intenzioni del Cavaliere, e tutte le regole del gioco, nomino arbitro del gioco madamigella Hermosa, figlia di Audace Cavaliere del Monte e di Linda ancella reale.Madamigella Hermosa, intanto, ci raggiunga sui palchi poiché la Principessa possa darle istruzioni ! -Così, la distesa dell’immenso campo verde, che una volta vedeva i Cavalieri affrontarsi con scudi e lance, ora mostrava una bambina appoggiata ad un albero che dava le spalle a più di cinquanta Cavalieri in armatura, goffi ed impacciati, quasi increduli di cosa stessero facendo.

– I Cavalieri che vogliono partecipare si rechino a cento passi dalla quercia, in direzione del Regno di Solengo, mio amato fratello.

– Che il gioco inizi e che vinca il migliore ! – ordinò il Re.

I Cavalieri abbassarono tutti le visiere dell’elmo e si prepararono alla partenza. Zaki era l’unico che si era spogliato di tutto, tanto che sembrava un contadinello in mezzo ai fanti. La Principessa se ne accorse subito, facendo cenno alla madre sorridendo. Il Re, no, anzi, quella visione gli faceva un po’ ribrezzo e abbozzò una smorfia di disappunto.

Madamigella Hermosa, bionda, occhi celesti, piuttosto minuta iniziò a contare: “Uno, Due, Tre, Stella !!”.

I Cavalieri partirono a razzo urlando come se fossero in battaglia e spingendosi l’un l’altro per far sì di essere primi. Zaki la prese con calma, giusto due passi in avanti e poi fermo.

– Cavaliere Laorte, Cavaliere Turindo, Cavaliere Centello, Cavaliere Possento, Cavaliere Gualando, …… – Hermosa con voce decisa e quasi irritante nominò almeno quaranta Cavalieri – …. Voi tutti nominati tornate alla partenza !!! –

I Cavalieri che per davvero si erano fatti beccare protestarono vivamente con la folla che rideva a crepa pelle. La principessa e la Regina ridevano più di tutti, tanto che il Re cominciò ad abbozzare un sorriso.

Cavaliere Zaki non era stato nominato ma non era fra i primi. Il gioco era difficile e bisognava essere pazienti.

Madamigella Hermosa si voltò nuovamente di spalle e cominciò a ricontare appoggiata alla quercia.

– “Uno, Due Tre, Stella !!!” –

Questa volta la situazione fu ancora più disastrosa della prima volta: i Cavalieri che erano stati retrocessi alla partenza, per la foga di rimontare il terreno perduto, si erano scontrati cadendo in un groviglio impressionante di elmi, armature e speroni. La folla era impazzita dalle risate e non riusciva a contenersi, mentre Hermosa ripeteva la lista dei nominati a gran voce:

– Cavaliere Laorte, Cavaliere Turindo, Cavaliere Centello, Cavaliere Possento, Cavaliere Gualando, Cavaliere Serristo, Cavaliere Melindo ……… tutti e i 45 Cavalieri nominati tornino alla partenza !!! –

Dall’ammasso di gentiluomini imprecanti e riluttanti al giudizio dell’arbitro, un Cavaliere prese a camminare velocemente superando i cinque rimasti immobili sul campo in prima fila e dirigendosi verso Hermosa.

La folla si ammutolì di colpo poiché il Cavaliere era rabbioso ed incedeva a passo svelto con l’elmo in una mano e lo scudo nell’altra. Arrivato ad un passo dalla bambina gridò:

– Io non partecipo a questo gioco ridicolo, io ho ben altro da fare che stare dietro ai capricci di una bambina !! – gettando elmo e scudo al suo cospetto.

Hermosa, senza scomporsi di un millimetro, raccolse tutta l’aria che aveva in corpo e stringendo i pugni verso terra urlò a perdi fiato:

– Ebbene sia !! Cavaliere Branduardo si ritira !! Si prosegue con il gioco !! –

La folla tirò un sospiro di sollievo ed applaudì la madamigella che aveva dimostrato forza e determinazione (al contrario del Cavaliere che l’aveva affrontata). Il Cavaliere fu poi accompagnato nel suo percorso fuori dal campo fischiato e schernito dal pubblico sugli spalti.

Così, ora i cinque Cavalieri rimasti ancora in gioco si prepararono alla nuova conta; Madamigella Hermosa si voltò nuovamente, braccia conserte rivolta verso la quercia, mentre gli spettatori si ammutolirono per far sì che i Cavalieri ne udissero bene la sua voce.

Sul campo spirava una leggera brezza che faceva muovere l’erba sotto un sole caldo e ancora molto alto.

Questa volta Hermosa partì lentamente:

– Uno ……. (qualche secondo di pausa che permise ai più intrepidi Cavalieri di avanzare impazienti) ….. Due ….. (gli stessi, ad eccezione di Cavalieri Zaki, approfittarono di fretta abbozzando una corsa) ….. Tre Stella (urlò con tutto il fiato in gola e con rapidità felina) !!! –

I tre Cavalieri che stavano per tentare il colpaccio furono sopresi dalla velocità di Hermosa: si disperarono come bambini, battendo i pugni sul prato e bastonandosi la testa con l’elmo. Le imprecazioni volavano sul campo e si disperdevano nell’aria fin oltre le colline a sud del reame.

La folla era in delirio poiché Cavaliere Zaki era solo a quindici passi da Hermosa, mentre i tre Cavalieri retrocedevano al punto di partenza, a cento passi dalla meta.

Cavaliere Zaki se la poteva prendere comoda, rispettando i tempi della conta e usando tutta la pazienza ancora in corpo.

Hermosa si mise nuovamente di spalle, appoggiata alla quercia e riprese a contare:

– Uno …. Due ….. Tre ….. Stella !!! –

I tre Cavalieri partirono a razzo dal fondo e al “due” si inchiodarono sul terreno: avevano percorso quasi 20 piedi mentre Zaki solo tre. I giochi non erano per niente terminati: la prudenza di Zaki non faceva che favorire gli altri Cavalieri che, del resto, non avevano più niente da perdere.

La Principessa Ghenau avvertì il momento delicato e con eleganza chinò il capo e si mise a pregare a mani giunte. Il Re la spiò facendo capolino nascosto dietro la Regina. I reali si guardarono e si diedero la mano. Si resero conto che per la prima volta si stavano divertendo davvero.

Hermosa guardò il Cavaliere Zaki e gli altri tre più in fondo, facendo quasi trapelare il suo compiacimento nel vederlo così vicino. E ripartì.

– Uno ….. (i tre Cavalieri si misero a correre come pazzi perdendo anche qualche pezzo dell’armatura) ….. Due …. (Zaki fece tre balzi come fosse un ballerino provetto dell’Opera di Parigi) ….. –

Hermosa si bloccò, Zaki rimase immobile mentre i Cavalieri ne approfittarono ripartendo a più non posso. Ma la bella madamigella udì i rumori di quei pochi pezzi d’armatura ancora rimasti addosso ai tre poveretti e fulminea urlò:

– Tre Stella !!! – si girò come una volpe e decretò la sentenza:

– Cavalier Levante, Cavalier Ponente e Cavaliere del Nord: visti !! Retrocedete a cento passi ! –

Mentre i poveri disgraziati si ritrovarono ad imprecare e ripercorrere nuovamente indietro tutto il campo, la folla rimase a bocca aperta per un istante: Cavaliere Zaki era di fronte ad Hermosa. La bambina alzò lo sguardo e vide l’uomo immobile come un albero, gli occhi fissi nel vuoto, concentrato sulla meta. Un leggero vento sfiorò i capelli della bambina portandoglieli sugli occhi. Con uno sbuffo se li rimise a posto.

Poi Hermosa sorrise e quando si voltò verso la quercia, anche Zaki abbozzò un sorriso. Aveva praticamente vinto e conquistando pure la simpatia dell’arbitro.

Non ci fu bisogno che Hermosa arrivasse a contare fino a tre. Quando il Cavaliere toccò la quercia, la folla andò in delirio, osannando il suo nome. La Regina abbracciò la Principessa, il Re abbracciò la Regina, la Principessa abbracciò il Re, il Re abbracciò il Conte, il maniscalco abbracciò la Regina ….. insomma, una gran confusione di abbracci.

Zaki prese sulle spalle madamigella Hermosa, si diresse verso gli spalti e si rivolse al Re che stava ancora abbracciato al suo paggetto. Alla vista del Cavaliere, il Re si accorse di essere in condizioni poco “convenzionali” e si staccò con un certo contegno dal suo paggio.

– Mio Sire, Voi mi avevate decretato vincitore della Gara: posso ora chiedere alla nostra Principessa ugual sentenza ? –

Il Re si fece serio, come per stabilire davanti a tutti che era pur sempre lui che comandava. Poi, fece una smorfia come a dire: “ma che ci sto a fare io qui ?!”. Si mise a ridere e rispose:

– Ma certo Cavaliere, ovviamente sì !” – si girò verso la Principessa e le sussurrò con fare amorevole:

– Mia cara Ghenau, tu vuoi vero ?-

La Principessa prese la parola:

– Io decreto Sir Cavaliere Zaki vincitore della seconda prova e gli concedo la mia mano in sposa ma alla sola condizione: che il gioco venga tramandato attraverso il tempo ! Quindi, tutti i papà si impegneranno a rispettare questa regola del nostro regno per la felicità dei piccoli e di tutte le mamme ! –

Beh, questa è la storia di come nacque il gioco “Uno, due, tre, stella !”. Chissà quanti altri giochi sono stati inventati in questo modo o in altri ancora. Chissà quale altro gioco potremmo mai inventare noi per tramandarlo ai nostri posteri: chissà se saremo altrettanto bravi !

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