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Storia di una Margherita di troppo

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Era una notte buia. Mancava ancora tanto all’alba, quando Marghe sentì un tonfo sotto le sue radici.

Portò le sue foglie fino agli occhi e li strofinò per vedere meglio. Ad un tratto nel buio intravide di fronte a lei un altro fiore.

<< E tu chi sei? E cosa ci fai nel mio giardino? >> domandò con aria infastidita.

<< Ciao. Mi chiamo Rita e questo è anche il mio giardino, dal momento che ho messo qui radici. >> rispose sorridendo l’altro fiore.

<< Il tuo giardino? Non se ne parla nemmeno. Inizio anche a stare stretta. Non vorrai che ritiri le mie radici per far spazio anche alle tue? Qui non c’è posto. >> disse Marghe

<< Mi dispiace, non volevo toglierti il tuo spazio. Non so quale vento mi ha portata qui, ma so che ormai sono parte di questo giardino quanto te. La terra è un bene comune. Potremmo diventare amiche. >> rispose Rita

Marghe strofinò nuovamente gli occhi e guardò bene Rita.

<< A guardarti bene sembri un fiore simile a me, anzi identico, azzarderei a dire. Sai qui arriva spesso erbaccia cattiva che prova a scavalcarmi. Se non mi difendo mi appassisco. Possiamo diventare amiche se prometti di non scavalcarmi mai e di rimanermi sempre accanto. >> disse Marghe.

I due fiori si abbracciarono e divennero un tutt’uno. Dall’unione dei loro nomi nacque il nome Margherita, con il quale il mondo oggi le conosce.

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