09Ott
2018

I movimenti del mare

Fiaba di: Serenag

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La fiaba

Il cielo è sereno e in città tutto è calmo e silenzioso. Il sole illumina e riscalda. Dalle aiuole si innalza il profumo delle fresie e sui balconi delle case i vasi traboccano di tulipani e garofani.

E’ domenica mattina e Michele, il papà di Martino, ha deciso di portare suo figlio al mare.

“Papà faremo il bagno?” chiede il bambino impaziente.

“No, non siamo ancora in estate.”

“Costruiremo un castello di sabbia?”

“No! Ci limiteremo a guardare il mare.”

“Uffa!” sbuffa Martino ed ha l’aria molto seccata; pensa già che si annoierà.

Arrivati sulla spiaggia deserta, lucente e tranquilla, Michele si siede sulla sabbia e fissa il mare.

Martino sposta la sabbia con i piedi, poi si siede anche lui, goffamente. Con la mano destra inizia a scavare una piccola buca, poi prende un pugno di sabbia e la lascia cadere e ripete il gesto per tre volte.

Sospira rumorosamente. Un attimo dopo, con la sua mano sinistra afferra il suo orecchio destro e con la mano destra afferra quello sinistro e tira su e giù i lobi. In tutto questo suo daffare guarda suo padre e lo vede alzare gli zigomi e distendere le labbra.

“Papà, perché sorridi?” chiede il bambino incuriosito.

“Guarda laggiù!” risponde Michele, e punta l’indice verso il mare.

Martino segue il dito del suo papà e inizia ad osservare quella linea perfettamente dritta che separa il mare dal cielo. Laggiù l’acqua sembra ferma; pare proprio che il mare diventi una tavola blu. Martino è un tipo sveglio e nota anche che l’acqua giunge lentamente sulla battigia, a pochi metri da loro, accarezza la riva e torna indietro.

“Papà, ma il mare si muove sempre?” domanda Martino, mentre ora dondola a destra e sinistra senza sosta.

“Sì, il mare è in continuo movimento a causa delle correnti marine che sono simili a fiumi sottomarini. Sai Martino, credo proprio che il mare ti somigli: si muove sempre, proprio come fai tu”, conclude Michele ridendo.

“Sì, è vero, non sto mai fermo: io sono come il mare”, riflette ad alta voce il bambino, mentre suo padre inizia a fargli il solletico. Martino cerca di scappare, si alza e inizia a correre sulla spiaggia. I due giocano a rincorrersi e ridono felici. Poi Michele prende il pallone che aveva nascosto in macchina e i due si fingono calciatori: Martino calcia e suo padre para. Così il tempo passa, senza che se ne accorgano.

Ad un tratto, però, dall’orizzonte si alzano nubi minacciose e inizia a soffiare un vento birichino che solleva la sabbia.

“Il tempo sta cambiando: dobbiamo tornare a casa”, dice Michele.

Mentre stanno andando via, Martino dà un’ultima occhiata al mare e nota che laggiù, su quella tavola blu, c’è della schiuma bianca. Il mare si sta increspando.

“Papà, guarda!”

“Quando il vento soffia l’acqua si muove più velocemente e nascono le onde. Se il vento soffierà più forte, si alzeranno grandi cavalloni”, spiega Michele.

“Papà, aspettiamo di vedere i cavalloni!”

Ma il vento alza troppa sabbia e non è più possibile restare sulla spiaggia. ­

Michele guida Martino verso la scogliera.

“Ecco, vedi l’acqua che si innalza e sembra galoppare fino ad infrangersi sugli scogli?”

“Caspita papà, fa quasi paura! Il mare sembra proprio furioso, chissà chi lo ha fatto arrabbiare!”

Martino è spaventato dalla violenza delle onde e adesso anche suo padre guarda il mare con occhi diversi. Michele è pensieroso, proprio come quando guarda suo figlio fare i capricci.

Intanto il cielo è diventato completamente grigio e, in lontananza, compaiono dei fulmini che sembrano cadere nell’acqua.

“E’ ora di rincasare” dice papà, e Martino è d’accordo.

Nel viaggio verso casa il bambino esprime il desiderio di ritornare a vedere il mare prima dell’estate, quando la spiaggia non è ancora piena di bagnanti e si può guardare meglio l’acqua.

Così, alcuni giorni più tardi, i due tornano sulla spiaggia.

“Papà, sei sicuro che sia questo il posto dell’altra volta? Questa spiaggia è diversa, sembra più piccola.”

Martino è un acuto osservatore.

“Hai ragione” afferma Michele “la spiaggia è diversa, ma solo perché l’acqua l’ha in parte coperta.”

“E’ perché il mare ha voluto nascondere la sabbia?”

“Non l’ha nascosta!” spiega suo padre “l’acqua del mare si è innalzata e l’ha coperta.”

“E com’è possibile?”

“E’ possibile a causa dell’attrazione esercitata dalla luna sulla superficie marina. Se si ha l’innalzamento delle acque si parla di alta marea, mentre l’abbassamento è detto bassa marea.”

“Quindi la sabbia sulla quale l’altra volta ci siamo seduti è stata coperta dall’alta marea?”

“Esatto.”

Martino è sempre più affascinato dal mare, da quel continuo movimento che gli ricorda un po’ se stesso.

Il mare gli appare un elemento magico in grado di sembrare fermo anche quando non lo è, di alzarsi in piedi attraverso le onde e di far sparire metri e metri di spiaggia, nascondendoli sotto un morbido velo blu.

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