05Ott
2015

I disegni di Feo

Fiaba di: Rosanna Marino

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La fiaba

Feo era un bambino come tanti altri. Aveva un Papà di nome Paolo ed una Mamma di nome Margherita. A differenza dei suoi compagni di scuola, il piccolo Feo non aveva né fratellini né sorelline, era figlio unico. Oh, se avesse avuto un fratellino con cui giocare come sarebbe stato tutto diverso, oppure una sorellina, potevano guardare i cartoni in tivù insieme.

Papà Paolo era spesso fuori casa per lavoro, faceva il notaio e a volte rientrava la sera quando Feo già dormiva nel suo letto. Mamma Margherita era indaffarata tutto il giorno a stirare le camicie bianche di Papà.

Così Feo era costretto a giocare da solo. Gli piaceva molto disegnare: grandi velieri con le vele gonfie di vento, aquiloni colorati e poi case, poco importava se a volte erano più alte degli alberi.

Un giorno in cui era più triste del solito, perchè il suo Papà gli aveva promesso che sarebbero andati insieme al parco invece non era rientrato da lavoro per il pranzo, Feo prese un foglio bianco e disegnò una nave. Quand’ebbe finito di colorare anche la bandiera, d’improvviso il suo disegno si animò. Feo poteva sentire il forte suono della sirena che strombettava, poteva anche afferrarla e farle fare un giro sul mobile del salotto, facendo cadere cornici di fotografie e altri soprammobili.

Divertito dal gioco, provò a disegnare un aquilone attaccato ad un lungo filo pieno di fiocchetti.

Quando anche l’aquilone prese a volare dentro casa, il bambino rimase meravigliato.

Ma ahimè l’incantesimo durò poco perchè il filo che reggeva l’aquilone andò ad impigliarsi in una goccia di cristallo dell’enorme lampadario attaccato al soffitto, che cadde frantumandosi in mille pezzi.

<<Che cosa hai combinato?>> lo rimproverò severamente Mamma Margherita.

Il bambino a quel punto si rattristò così tanto da ammalarsi. Se ne stava sdraiato in terra immobile.

Un po’ per capriccio ed un po’ per davvero non aveva più appetito. Neanche il cornetto alla crema del Bar del Signor Gino, riuscì a fargli tornare il sorriso.

Mamma e Papà si consultarono preoccupati: <<Non posso vederlo così scontento!>> diveva il Papà.

<<Sì dobbiamo fare qualcosa!>> suggeriva Mamma Margherita.

Il giorno seguente Papà Paolo rientrò puntuale per il pranzo e decise di trascorrere l’intero pomeriggio con Feo.

Andarono al parco, e giocarono insieme a pallone. Il bambino correva felice nel prato, orgoglioso del suo Papà che era riuscito a mantenere il suo impegno. Papà Paolo invece notò quanto Feo gli assomigliasse, aveva la sua stessa tenacia e caparbietà e si disse che per una volta, era valsa la pena rimandare gli appuntamenti di lavoro per stare con il suo bambino.

Quando rientrarono in casa, Feo era così stanco che andò subito a dormire.

<<Non vedo l’ora di raccontarlo domani ai miei amici!>> dichiarò Feo a Papà Paolo che era andato in camera del bambino per auguragli la Buona Notte.

Feo si svegliò ben presto con molto appetito, preparò come tutte le mattine il suo zaino e andò a scuola.

Anche Mamma Margherita volle fare una sorpresa al piccolo Feo. Un Sabato mattina, accompagnò il bimbo al cinema a guardare i fumetti. Quante risate! Feo rideva così tanto che quasi gli venne il mal di pancia. Il suo viso esprimeva tanta gioia, che Mamma Margherita non poté fare a meno di sorridere anche lei.

Quella sera dopo cena, Feo colorò di rosso un grande cuore. Aveva capito, che anche se i suoi genitori non potevano sempre essere presenti come avrebbe voluto, si davano un gran  da fare per lui.

Quel disegno non si animò, perchè quel cuore batteva forte nel petto di Feo per dimostrare a Papà Paolo e a Mamma Margherita, tutto il suo amore.

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