26Nov
2018

Un pesce rosso chiamato Stella

Fiaba di: ErinGM1987

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La fiaba

Stella, un piccolo pesciolino rosso, era stato vinto alla pesca dell’oratorio di Concorezzo, da Beatrice.

Quando Beatrice arrivò a casa, la mise in piccolo acquario, e le diede da mangiare; ma Stella, era talmente spaventata, che non riuscì a mangiare nulla.

Per Stella, il piccolo acquario, era un luogo sconosciuto, e lei si doveva abituare all’idea d’avere una nuova casa.

Quando i suoi padroni andarono a letto e la luce fu spenta, Stella iniziò a girare per l’acquario: dapprima sembrava un’anima in pena e continuava a girare in tondo spaventata, ma poi si chetò, ed iniziò a mangiare il cibo che la sua padroncina le aveva dato.

Dopo aver mangiato a sazietà, iniziò ad osservare meglio la sua nuova casa; capì subito che dal vetro trasparente del suo piccolo acquario, poteva tutto ciò che le stava intorno: un grande tavolo, dei mobili, un divano, le finestre, e poi…. poi avrebbe potuto vedere la sua nuova padroncina.

Finalmente Stella s’addormentò tranquilla, pensando che la mattina dopo avrebbe visto la sua piccola padroncina.

La mattina dopo, così come tutte le mattine che seguirono, Beatrice arrivava e le portava il cibo, poi le mandava un bacio attraverso il vetro, e andava a scuola.

Nel pomeriggio tornava a casa, e la prima cosa che faceva, era salutare il suo pesce. Beatrice, si prendeva molta cura di Stella : le cambiava l’acqua due volte alla settimana e le dava sempre del buon cibo. Stella però, pur volendo molto bene alla sua padroncina, si sentiva un po’ sola, avrebbe voluto una compagna di giochi un po’ più simile a lei.

Un pomeriggio Beatrice tornò da scuola, e notò che Stella giaceva immobile sul fondo della vasca.

Dopo aver richiamato più volte la sua attenzione, picchiettando leggermente il dito contro il piccolo acquario, capì che era morta: non c’era più nulla da fare.

Beatrice si sedette sua una sedia, e scoppiò in un pianto disperato. Le lacrime le rigavano il volto scendendo velocemente sulle gote rosee, ed intanto lei pensava: “Forse si sentiva sola, e io non mi sono presa abbastanza cura di lei. È morta di solitudine.” Dopo essersi chetata un po’, ebbe un’idea: comprare un nuovo pesce e prendersene molta più cura, senza però farlo soffrire di solitudine.

Così Beatrice comprò un nuovo pesce rosso e lo chiamò Stella II. Per far sì che Stella II non si sentisse troppo sola nella sua nuova casetta, fece un bel disegno di un piccolo pesce rosso, e lo pose dietro al piccolo acquario.

Quando Beatrice è a scuola e Stella II si sente sola, gira come un’anima in pena per il piccolo acquario, ma poi si ricorda che al di là del vetro c’è il disegno della sua piccola amica. Così passa tutta la mattinata a fissarlo, e non si sente più sola.

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