01Feb
2016

Gino il gattino

Fiaba di: Melania

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La fiaba

Ciao piccolo lettore eccoci nuovamente insieme a viaggiare in mare aperto, a visitare città a te sconosciute o quant’altro; stavolta io e te andremo insieme a conoscere un piccolo gatto di nome Gino, un gattino che era tanto preso da se stesso che tralasciava ciò che gli era intorno. Bando alle ciance e andiamo a conoscere meglio Gino e lasciamoci appassionare dalle sue avventure, sei pronto???? Allora si inizia!!!!

Gino era un gattino di razza siamese molto bello, raffinato e anche presuntuoso preso anche dal fatto di avere i genitori di razza purissima; Gino era accudito dalla sua padroncina Sabrina come un principino, in pratica la differenza che passava tra i fratellini di Sabrina e Gino era impercettibile.

Gino non solo era un gattino molto presuntuoso ma era anche molto dispettoso, lui era sempre in compagnia della sua padroncina Sabrina e quando passava, devo dire raramente, tra i quartieri un po’ più poveri ed incontrava gli altri gatti quelli liberi e randagi li scherniva e gli faceva dispetti di ogni genere sempre e comunque, anche godendo della presenza costante di Sabrina.

Un giorno però mentre Sabrina attraversava questo quartiere le venne un piccolo malore, fu soccorsa prontamente e portata in ospedale ma nel soccorrere Sabrina nessuno penso a recuperare Gino che restò lì a guardare come l’ambulanza si allontanasse con la sua amata Sabrina.

Ora Gino era solo, anzi solo solo non direi era circondato da tutti quei gattini che lui fino a qualche ora prima aveva preso in giro. Preso dalla paura incominciò a correre, ma loro erano più veloci (Gino era un gatto di casa e alle fughe non era preparato) stavano quasi per prenderlo quando all’improvviso Gino viene avvinghiato da due zampine esili ma decise nella presa; Gino era in salvo ma dove si era cacciato? Chi lo aveva aiutato a liberarsi da quella brutta situazione?

Si trovava in una caverna buia e piena di cose di ogni genere: salsicce, scatolette di tonno vuote, maglioni di lana bucati e sporchi ma la cosa che più gli saltò a gli occhi era la visione del gatto che lo aveva aiutato; era una micina con un manto color sabbia, gli occhi azzurri come il mare e un portamento tale che non sembrava un gatto ma una pantera, Gino era incantato da quella visione riusci solo a pronunciare due parole: Chi sei? “Oltre a quella che ti ha salvato la vita dici?”rispose la micina con aria impettita, sono Meddy. Gino si presentò e le raccontò in breve la sua storia; Meddy era una Micina molto concreta nelle sue cose e un tipo come Gino non poteva mai piacerle ma volle aiutarlo a ritornare dalla sua padroncina, anche perché li di sicuro non poteva stare.

Gino e Meddy dopo essersi rassicurati che fuori non stesse nessuno ad aspettarli andarono in cerca di Sabrina; ci misero quasi un giorno per uscire da quel covo, e quel giorno Gino vide di tutto cose brutte ma anche cose affascinanti cioè i suoi simili che vivevano felici condividendo gioie e dolori, procacciando cibo, vide formarsi coppie, gattine partorire tanti piccoli micetti e tante piccole gioe che vivono gli animale ma che all’uomo sono sconosciute; Finalmente dopo tanta stanchezza e tanta fame arrivarono a casa di Gino, Meddy non credeva di potersi affezionare in poche ore di un gatto snob come Gino ma accadde, si salutarono facendo le fusa pensando entrambi di essere coinvolti l’uno dall’altra, ma Gino lasciò Meddy lì incamminandosi verso l’entrata, pensando di non vederla mai più.

Gino venne accolto da tutti come un eroe era riuscito a trovare la strada di casa e riabbracciare la sua padroncina che per fortuna stava benissimo. Fin da subito Gino torna alla vita di sempre ma lui non era quello di sempre, ormai quella vita non lo appassionava più fino a che un giorno Sabrina presa una gattina per dare a Gino un po’ di compagnia visto che anche lei lo aveva visto diverso, a Gino quella gattina così altezzosa lo infastidiva e non poteva fare a meno di paragonarla alla dinamica e strepitosa Meddy, la situazione precipitò di brutto quanto Sabrina decise di impedire chimicamente a Gino di poter far altri micetti; Sabrina non poteva tenere altri gatti e quindi prese questa decisione.

Arriva il giorno di andare dal dottore che guarda caso si trovava nel quartiere dove abitava Meddy percorrendo quella strada lui ripensò a quel giorno trascorso con lei, visse più emozioni in quel giorno che in tutta la sua vita; nella sua mente rivide quella coppia di gattini con i loro micetti attorno sembravano così felici mentre pensava a tutto ciò vide, dal finestrino della macchina che lo trasportava, proprio lei, Meddy. Gino per la prima volta in vita sua si comportò da gatto e con un salto che solo un agile felino può fare, balzò fuori dall’auto e riabbracciò la splendida Meddy; Sabrina non seguì Gino perché capì che per lui non c’era più posto nel suo ambiente ma sapeva che nel cuore di Gino si e a Sabrina bastava questo per essere felice.

Gino e Meddy vissero felici e contenti come solo due animali liberi possono fare.

Piccolo lettore questa breve storia non vuole farti grandi morali ma ricordarti soltanto che gli animali sono e saranno sempre animali e non bisogna assolutamente umanizzarli, loro hanno la loro sensibilità quindi se i tuoi genitori un giorno ti regaleranno un piccolo animaletto lasciagli i suoi spazi fallo correre, giocare e dormire come e quanto vuole lui perché in natura nessuno gli dice cosa devono fare eppure non si sono mica estinti? Sono domestici perché possono vivere tranquillamente con gli uomini ma ricordati che non lo sono e non lo saranno mai forse è per questo che l’amore che ti danno è incondizionato e senza alcuna pretesa, anzi forse qualcosa chiedono ma so che tu sarai pronto a dargliele, cosa? Tante, tantissime coccole.

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