21Mar
2018

Geraldo pipistrello curioso

Fiaba di: liberacarta

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La fiaba

All’interno di una grotta grande insieme a tantissimi suoi simili, con sua mamma Gelsa, papà Ettore e il fratellino, viveva Geraldo, un piccolo pipistrello tutto nero con delle orecchie e delle ali molto grandi.

Come si sa, o per chi non lo sa, i pipistrelli vedono molto poco, anzi direi non vedono affatto, vivono di notte amano il buio e di giorno dormono appesi per i loro piedi con la testa in giù

Il nostro Geraldo era particolare, non dormiva a testa in giù e non gli importava di cosa pensassero gli altri pipistrelli che per questo motivo lo prendevano sempre in giro.

Era curioso e tutte le sere dopo il tramonto, quando usciva insieme a tutti gli altri per cercare del cibo, sognava e fantasticava su come dovesse essere lì fuori di giorno, conoscere nuovi amici, farsi raccontare e descrivere il mondo alla luce del sole.

Tutte le mattine all’alba quando rientrava nella sua grande grotta, prima di addormentarsi chiedeva alla sua mamma Gelsa:

“Mamma perché dormiamo di giorno, cosa succede fuori con il sole che splende? ”

La mamma Gelsa come ogni volta alla domanda rispondeva : “Sei un pipistrello, i pipistrelli sono così, vivono così ed è così che siamo fatti”.

Una mattina, all’insaputa dei suoi genitori, aspettando che si fossero addormentati, prese la rincorsa senza pensarci troppo e volò verso l’uscita, il sole era molto forte, il piccolo Geraldo, sbattendo dì qua e dì la cadde a terra privo di sensi.

Al risveglio davanti a lui con i suoi baffetti, percepiva la presenza di qualcuno,era un piccolo topolino di campagna di nome Piero, panciotto colorato, baffetti all’insù e due grandi occhiali tondi sul naso , che incuriosito si era avvicinato.

Piero : “ ehi amico come stai? chi sei? sei simile a me! Hai baffi naso e orecchie come le mie, solo io non ho le ali.”

Geraldo man mano che riprendeva i sensi rispose: “mi chiamo Geraldo, sono un pipistrello e vivo in una grotta insieme alla mia famiglia e tantissimi pipistrelli come me”.

“che fai ti sei perso?” gli chiese Piero

“No so, volevo capire fuori dalla mia grotta di giorno cosa succedeva, cosa si fa e come si vive”-rispose Geraldo.

E si misero a raccontare l’uno dell’altro ognuno descriveva le proprie abitudini e i diversi mondi ai cui appartenevano, fu l’inizio di una grande amicizia.

Cosi di tanto in tanto l’amico Piero accompagnava Geraldo di notte, e altre volte era Piero che descriveva a Geraldo le abitudini e gli animali che vivevano di giorno, e quando Geraldo raccontava a tutti i suoi amici pipistrelli quello che vedeva e sapeva del mondo di giorno, tutti erano incantati e ascoltavano il nostro piccolo amico.

Ormai tutti volevano ascoltare le sue storie e nessuno più lo prendeva in giro per il suo modo di dormire.

Essere curiosi vuol dire scoprire ed imparare sempre cose nuove.

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