08Giu
2012
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Un angolino magico

Fiaba di: Marcella Geraci

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La fiaba

C’era una volta in un paese lontano… Quante belle favole iniziano così? Tutte storie che raccontano di maghi e di castelli, di principesse e di incantesimi. Ma esiste un angolino magico anche in un paese vicino. Lo sapevate? Questo angolino si trova nella casa di ogni bambino e di ogni bambina. C’è anche in casa vostra, e si chiama cucina.

Vi ricordate della fata Smemorina, nella fiaba di Cenerentola? A lei bastava un “Bibidi, bobidi, bu” per trasformare la zucca in una carrozza. E il mago Merlino, la fata Morgana o la strega di Biancaneve? Quanti filtri magici preparati con brutte cosacce come saliva di rospo o lingue di serpente…  Insomma, quante magie!

Pensate ora alla mamma. Cosa fa in cucina? Trasforma la farina, lo zucchero, le uova, il burro e il lievito in una bella torta! E a fare la magia, la mamma è più brava delle fate perchè ha solo un cucchiaio di legno, un frullatore o al massimo un robot. Le fate invece hanno la bacchetta magica!

In cucina, anche papà diventa un mago e si diverte a trasformare pomodori, lattuga e rape in una deliziosa insalata. Anche lui è più bravo di tutte le fate e gli stregoni messi insieme. Papà ha solo un coltello e un grande piatto, mentre loro hanno la bacchetta magica!

Quanti angolini magici ci sono nel mondo… più di mille. Più di tutti i milioni di trilioni. La mamma di Gennaro trasforma farina, sale, lievito, pomodoro e mozzarella in una bella pizza, e le bastano solo due mani per impastare e un forno per cuocere. Il papà di Razvan riesce a ricavare, da due pugni di mais e un po’di formaggio, una deliziosa mamaliga[1]. Nelle mani della zia Karima,  semolino e datteri diventano invitanti makroud[2], basta una padella!

Esistono però tante cucine senza un granello di farina, una noce di burro o un laghetto di olio, stanze tristi per magie impossibili. Quante bacchette ci vorrebbero per rifornirle di buon cibo? Non basterebbero tutti i maghi del mondo. Neanche Merlino sarebbe così bravo.

La fata Smemorina, poi, ha anche tentato di trasformare di nuovo la carrozza in una bella zucca da mangiare, magari fritta o al forno. “Bibidi, bobidi, bu”. “Bibidi, bobidi, bu.“Bibidi, bobidi, bu”. “Ehi, ma… non ci riesco?!” E ha mollato la bacchetta, stanca e desolata.

Caro cielo, forse puoi aiutarci tu. Fa piovere tanta acqua sulle distese di grano e sugli alberi da frutta, quando hanno sete. E la terra cosa può fare? Essere tanto fertile da lasciarsi seminare. Ma più di tutto possono gli uomini e le donne. Per far mangiare tutti non basta lavorare, ma occorre essere felici di dividere e donare per far del mondo intero una magia.


[1] La Mamaliga è una pietanza rumena simile alla polenta.

[2] I Makroud sono dolcetti tunisini a base di semolino e datteri. 

***

Le illustrazioni di Cristina e Michele Killi!

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