05Giu
2012
sogliola-vanitosa

La sogliola vanitosa

Fiaba di: patty

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La fiaba

Un tempo il mare era il regno dei venti e delle onde e la schiuma giocava con i raggi del sole o sotto l’occhio argenteo della luna.

Sopra la superficie dell’acqua tutto era in ordine, ma al di sotto….

I pesci si agitavano in continuazione: c’erano squali,  delfini, balene, sardine.

C’erano branchi di pesci che, forti del loro potere, andavano a caccia dei pesci solitari.

Qualcuno si metteva a ballare sulla pancia di chi stava dormendo; altri giocavano a mangiarsi l’uno con l’altro. Erano discussioni continue, battaglie senza tregua fra i nuotatori, in mezzo a guizzi di squame e furisosi colpi di coda.

Le cose andarono avanti così per lungo tempo, finchè, stanchi di tutto quel disordine che rendeva il mare un eterno caos, i pesci presero una decisione.

“Se avessimo un RE, forse la pace regnerebbe tra noi,” disse la sogliola.

In realtà pensava: “ se fossi io la Regina, la guerra finirebbe di sicuro”

Certa di essere la prescelta, la sogliola iniziò a fare le prove generali: rimirandosi davanti allo specchio, storse la bocca e strabuzzò gli occhi, cercando di immaginare che aspetto avrebbe avuto avere una volta eletta.

Lo squalo aprì le potenti mascelle e dichiarò:” Allora sarò io il vostro sovrano: i miei denti sono i più terribili.

“E’ ridicolo, “ tuonò la balena, “ io sono molto più grossa di te,  merito io la corona!”

Allora il pesce spada agitò il suo lungo rostro. “Io sono la spada del mare, e un Re deve pur avere una spada!”

Insomma, di quel passo la discussione si sarebbe trascinata per l’eternità.

La sogliola decise allora di giocare d’astuzia. “ Enormi o minuscoli, rotondi o aguzzi, tutti noi pesci nuotiamo, giusto? Perchè non organizziamo una corsa in un campo di coralli?

Il più veloce sarà RE”:

Tutti furono d’accordo. La sogliola allora si mise a guizzare per la gioia, dicendo fra sé:” Vincerò io piatta come sono, riesco a scivolare nell’acqua come nessuno sa fare” : e sogghignò pensando al brutto scherzo che stava per fare a quegli arroganti e rissosi pesci, capaci solo di vantarsi!

Il segnale di partenza fu dato da mille alghe che si agitarono come serpenti in mare.

Il gruppo di pesci partì alla conquista del trono marino in un turbinio di di bolle e mulinelli.

Ma all’arrivo, in fondo al campo di coralli rossi, la vittoria andò all’aringa. Si, proprio all’aringa, quell’umile pesciolino argenteo che fino a quel momento aveva parlato poco, ma che aveva nuotato così bene.

“Quel miserabile verme biancastro! Quella ridicola lumaca grigiastra! Quella furfante dell’aringa!” pensava la sogliola storcendo la bocca per l’invidia.

Quando i pesci posarono la corona sul capo dell’aringa, la sogliola storse ancor di più la bocca, che da allora prese la piega sdegnosa che noi tutti conosciamo, la piega dell’invidia. Ecco perchè la sogliola ha la bocca imbronciata anche quando nuota gioiosa e danza nell’acqua.

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