12Nov
2007
maggiordomo

Tutta colpa del maggiordomo / 3

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

In carcere il maggiordomo mangiava maleodoranti pietanze, con malcelata malinconìa per i maccheroni al sentor di maggiorana, manicaretto che tanto magnificava il gusto.

Era quello che maggiormente mancava al maggiore indiziato per la macabra mattanza.

Il primo interrogatorio fu macchiato dalla macroscopica macchinazione nei confronti del maggiordomo. Maccabèa macellazione di ogni diritto, madrigale magistrale al potere, madornale magniloquenza macchiavellica.

In pompa magna il magistrato magnificava le magre prove con maiuscola maieutica frutto di magmatico magnetismo dialettico così che la minima malalingua si mutava in  malavitosa malefatta.

Il maggiordomo mugugnava malcerto alle maliziose dissertazioni del magistrato finchè, piuttosto malconcio, ebbe un mancamento.

In quell’istante entrò la cuoca curiosa che con il cuore e lo sguardo confessò:  – ho passato la notte con il maggiordomo, non può essere stato lui -.

– E se il maggiordomo fosse malaugurato mandante, sarebbe comunque colpevole – magagnò il magistrato, quindi: – tutta colpa del maggiordomo – confermò.

Il maggiordomo, malandato si riebbe e mandò un manieroso bacio alle manine della magnanima cuoca che aveva avuto cura e cuore per la sua cupa sorte. Odor di curcuma invase ogni spazio.

… to be continued …

Le parole catturano, coinvolgono, avvolgono, imprigionano e il cuore della cuoca può passare dal giardiniere al maggiordomo solo per la necessità d’odor di curcuma.

Artefatto letterario, forzatura narrativa o semplicemente profumo di realtà imprevista?

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